A quattro anni di distanza dal suo arrivo a Berlino, l’ambasciatore Pietro Benassi lascia la guida dell’ambasciata d’Italia per rientrare a Roma dove, secondo indiscrezioni, entrerà nel team del premier Giuseppe Conte come consigliere diplomatico. Chi lo ha conosciuto da vicino, chi l’ha visto all’opera con gli interlocutori tedeschi e italiani, non ha potuto non ammirarne la sua notevole competenza professionale sempre unita a doti di cordialità e alla naturale disponibilità al confronto. Dal punto di vista dello stile comunicativo l’era dell’ambasciatore Benassi a Berlino ha segnato una svolta importante, per certi aspetti una ventata d’aria fresca.

Ne hanno tratto grande vantaggio i rapporti tra Italia e Germania e in buona parte anche la comunità italiana in Germania verso la quale l’ambasciatore uscente ha avuto una costante attenzione soprattutto per quanto riguarda i nuovi arrivati e il loro inserimento. Basti pensare al fortunato ciclo di eventi denominato “L’Ambasciata incontra…”, in cui giovani appena arrivati a Berlino si sono potuti confrontare con altri giovani già entrati nel mercato nell’ambito di diverse realtà professionali.

A voler guardare retrospettivamente i quattro anni del mandato Benassi a Berlino non c’è dubbio che il momento clou sia stato lo scorso fine maggio, quando l’ambasciatore decise di replicare con parole ferme e decise ad un articolo del settimanale Der Spiegel intitolato «Gli scrocconi di Roma» in cui per l’ennesima volta si attaccava l’Italia e il neonato governo italiano accusandolo di avanzare promesse mirabolanti nella speranza che a pagare il conto sarebbero stati i contribuenti di tutta l’Unione europea. «La dialettica politica appartiene alla libertà di stampa e al discorso democratico. Ciò che lascia un retrogusto pessimo è il modo in cui questa critica è indirizzata ad un intero popolo» scrisse allora l’ambasciatore in una nota pubblicata sul settimanale tedesco e ripresa da molti media in Italia e in Germania. Benassi stigmattizzava quel tipo di polemica viscerale e demagogico con queste parole: «Si tratta di un sistema molto facile e seducente per eccitare gli animi. Ne è capace chiunque, ma è una strada pericolosa per condurre la dialettica in Europa. Alla sua fine ci sono solo perdenti».

Nell’unire la voce del Corriere d’Italia a quella dei tanti che ringraziano e salutano l’ambasciatore, pubblichiamo a seguire il messaggio di congedo di Pietro Benassi a conclusione del suo mandato.

Nel lasciare Berlino per altro incarico desidero salutare calorosamente tutti gli amici e gli interlocutori, sia italiani sia tedeschi, che hanno condiviso in questi anni le attività della nostra Ambasciata, della rete consolare e degli Istituti di Cultura in Germania.

Dal settembre del 2014 ai nostri giorni abbiamo vissuto un periodo intenso nei rapporti del nostro Paese con la Germania. Dal livello governativo all’imponente collaborazione economico-commerciale e a tutti quei settori – dalla cultura alla collaborazione scientifico-tecnologica, dai media alla presenza della numerosa collettività italiana qui operante – che tanto in forma pubblica cosi come nelle varie espressioni della società civile conferiscono a questo rapporto bilaterale – anche nella sua dimensione europea – un connotato di enorme valore.

L’Ambasciata, unitamente alle varie articolazioni istituzionali del nostro Paese presenti in Germania si è impegnata nel rafforzamento della presenza italiana nelle varie componenti, tutte molto qualificate, che essa esprime.

A tutti coloro che sono entrati in contatto con noi in questi anni, e mi riferisco soprattutto ai più giovani, va la mia personale gratitudine. In particolare per il contributo di idee ed esperienze che ha consentito di modulare al meglio delle nostre possibilità l’offerta complessiva della Rappresentanza diplomatica.

Pietro Benassi

Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Federale di Germania

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