Inaugurata nel Castello Maniace la 37esima stele dedicata alla dinastia sveva degli Staufer

Sull’estrema punta meridionale di Ortigia, isola che costituisce la parte più antica della millenaria città di Siracusa, sorge il Castello Maniace. Il castello prende il nome da Giorgio Maniace, generale bizantino che nel 1040 riuscì a liberare, sia pur per un breve periodo, la Sicilia orientale dalla dominazione araba. Nonostante il nome, l’attuale castello deve la sua origine all’Imperatore Federico II di Svevia che lo fece costruire, tra il 1232 e il 1239, poco dopo il suo ritorno dalla Terra Santa. Il castello presenta una pianta quadrata di 51 metri di lato e le mura, spesse 3 metri e mezzo, sono alte 12 metri. Negli angoli dell’opera muraria sono inserite quattro torri cilindriche anch’esse di 12 metri, che tuttavia originariamente erano molto più alte delle attuali.

Un po’ di storia

La storia di Castello Maniace è costellata da innumerevoli eventi, alcuni dei quali drammatici, che hanno fortemente modificato l’originale architettura della fortezza. Nel 1704 un fulmine si abbatté sulla torre nord-est adibita a polveriera. L’esplosione che ne derivò causò notevoli danni alla struttura del castello già messa a dura prova dal terribile terremoto del Val di Noto del 1693. Complessivamente oltre la metà del castello andò distrutto. Secondo una ricostruzione del 1935 di Giuseppe Agnello, studioso e scrittore siracusano, l’ambiente interno doveva apparire come un’unica sala priva di tramezzature (sala ipostila), scandita da 16 colonne libere, 16 semicolonne addossate ai muri perimetrali e 4 quarti di colonne angolari. L’insieme delle colonne sorreggeva complessivamente 25 campate coperte da volte a crociera costolonate.

Nell’ultimo quarto di secolo, Castello Maniace è stato sottoposto a importanti interventi di restauro. In particolare quelli più recenti, durati circa tre anni, hanno riguardato la sala ipostila e la relativa pavimentazione nonché il bellissimo portale d’ingresso in marmi policromi. L’inaugurazione del castello restaurato e la sua restituzione al pubblico è avvenuta il 21 luglio scorso alla presenza delle autorità locali.

Contestualmente all’inaugurazione del restaurato castello è stata inaugurata anche la 37esima “Stauferstele” dedicata alla dinastia degli Hohenstaufen o semplicemente degli Staufer (da qui il nome Stauferstele), nobile famiglia originaria dell’antica regione della Svevia che ha regnato in Europa per circa due secoli, dal 1079 al 1266, e che ha dato alla storia ben tre imperatori del Sacro Romano Impero, il primo dei quali fu Federico Barbarossa, nonno paterno di Federico II. Una folta delegazione del Comitato degli Sauferfreunde (Amici degli Staufer) era presente ed ha contribuito alla riuscita dell’evento.

Ma che cosa è una Stauferstele?

Fondamentalmente è un monumento alla memoria dei membri della dinastia degli Staufer, monumento concepito e donato dal Comitato degli Sauferfreunde. Fisicamente consiste in una colonna di marmo travertino del peso di 4.5 tonnellate e alta 2 metri e 75 centimetri. La sezione della stele è ottagonale, chiaro riferimento all’opera più famosa di Federico II, Castel del Monte (ma anche alla cattedrale di Aquisgrana), e, soprattutto, alle caratteristiche dell’ottagono legate non solo alla geometria della figura, ma anche al suo significato di compiutezza, integrità e perfezione divina. Concetti, questi, che nel Medio Evo rappresentavano un segno distintivo della personalità dei re e degli imperatori.

La prima stele è stata posta a Castel Fiorentino, in provincia di Foggia, il 13 dicembre 2000 in occasione del 750esimo anniversario della morte di Federico. Da allora altre 36 stele sono state installate in 6 paesi europei: Italia (3), Germania (30), Francia (1), Austria (1), Repubblica Ceca (1) e Olanda (1).

La seconda stele italiana è a Bari, in prossimità del fossato del castello fatto costruire da Federico II sulle rovine della fortezza voluta dal re normanno Ruggero II. Su quattro degli otto lati di ciascuna stele ci sono gli stemmi riconducibili ai luoghi e ai personaggi cui è dedicata la stele stessa, nonché delle iscrizioni che descrivono brevemente le motivazioni storiche della sua realizzazione. Le iscrizioni sono in latino, in tedesco e nella lingua del luogo. Sulla base quadrata c’è infine il nome dello scultore, il sig. Markus Wolf di Stoccarda, e quello del donatore.

Ogni stele ha un costo di circa 30.000 euro.

La stele di Siracusa è stata donata dalla Dr. Susanne Bosnjakovic-Buescher, medico di Stoccarda. Per la realizzazione della base secondo requisiti antisismici c’è stato un costo aggiuntivo di 10.000 euro sostenuto dalla ditta Koblank GmbH. La stele di Castel Fiorentino è stata donata dal Prof. Dr. Johann Heinrich von Stein. E a Siracusa è stato proprio von Stein che ha tenuto, tra gli altri, il discorso più sentito e commovente. In esso il professore ha ripercorso le tappe che hanno portato il Comitato degli Sauferfreunde fino ad Ortigia, a inaugurare la loro 37esima stele.

“Tutto è cominciato nel mese di dicembre 1999, allorquando quattro amici (Manfred Hartmann, Gerhard Raff, Karl-Heinz Rueß und Walter Ziegler, ndr.) erano seduti ai piedi del monte Hohenstaufen in Svevia, dove un tempo sorgeva il castello di famiglia degli Svevi, e riflettevano sulla grandezza di quella dinastia reale e imperiale e sulla sua influenza su gran parte dei paesi dell’Europa odierna. In quella occasione i quattro pensarono che sarebbe stato bello realizzare un monumento alla memoria di Federico II per il 750esimo anniversario della morte. La figura di Federico II è strettamente legata alla storia d’Italia e di Germania. Il suo pensiero privo di ideologie predeterminate, basato sulla ragione e sull’affermazione della verità e in ciò antesignano dei valori dell’illuminismo, rappresenta ancora oggi un modello di riferimento”.

Il professore ha poi parlato dell’importanza delle sue opere, del suo meraviglioso castello pugliese, del suo libro sulla falconeria e delle Costituzioni Melfitane, primo ordinamento giuridico di un moderno stato centralizzato e laico.

Infine i ringraziamenti. “Noi del Comitato Sauferfreunde siamo felici di inaugurare la Stele di Siracusa e ringraziamo il supporto ricevuto in particolare da Giuseppe Moscatt e da Enza Salamone Moscatt dell’ACIT, Associazione culturale italo-tedesca, dal console onorario di Messina Nunzio Turiaco per i suoi contatti con le autorità della Regione Sicilia a Palermo, dal Dr. Gerhard Raff, storico, uno dei quattro amici e vero promotore del progetto Sauferfreunde, colui che ha trovato la maggior parte dei donatori e degli sponsor, dall’instancabile e abile scultore Markus Wolf, la cui opera ha compiuto un lungo cammino verso il regno di Federico II nel Mezzogiorno, dalla donatrice Dr. Bosnjakovic-Buescher e – last but not least – dalla Dr. Sibylle Kreisel per aver prestato la sua competenza in lingua italiana e per avermi permesso di poter tenere un discorso in questa bellissima lingua”.

La lista dei paesi e delle città che attendono la loro Stele è ancora lunga e c’è da sperare che il progetto continui a crescere. Tra loro la Polonia, l’Inghilterra, la Svizzera, la Turchia, il Libano e Israele. Le città italiane già individuate per accogliere la stele sono alcune decine, tra esse Roma, Milano, Palermo, Bologna, Verona, Venezia, Catania.

Nella sola Puglia sono undici. Tra esse Monte Sant’Angelo, Ostuni, Foggia, dove lo “Stupor mundi” fece costruire un fastoso palazzo purtroppo andato distrutto, e Lucera. Quest’ultima fu sede, fino al 1300, di una colonia di Saraceni voluta da Federico II. Gesto motivato dal desiderio di far convivere culture e religioni diverse. Ulteriore segno, oggi più che mai attuale, della grandezza dell’imperatore svevo.

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