Gli anniversari sono occasioni sempre un po’ formali per fare della politica culturale; ma almeno sono occasioni da non perdere quando capitano a tiro. Così diversi Istituti Italiani di Cultura insieme al Consolato Generale di Francoforte hanno organizzato una tournée del noto musicologo Guido Zaccagnini, professore di Storia della Musica al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma, nonché collaboratore dei programmi culturali della RAI, una serie di conferenze che avranno per tema „Rossini: il Maestro dell’umorismo musicale“. L’affabile relatore è un affermato talento sul difficile terreno della divulgazione della musica classica, come fanno fede le sue varie trasmissioni radio e TV, tra cui il popolare pianopianissimo rintracciabile pure su YouTube.

Dunque, 150 anni fa è morto a Parigi Gioacchino Rossini, chiamato stucchevolmente „il cigno di Pesaro“. A parte questo, si tratta davvero di un’apparizione assolutamente unica nella storia della musica, ed è una delle personalità creative di cui l’Italia può andar fiera davanti al mondo, di una nostra etichetta non meno colorita di Benetton. Le sue originalissime sinfonie dalle opere sono nel repertorio di ogni orchestra e molte delle sue 40 opere si eseguono continuamente in ogni teatro lirico, più popolare fra tutte Il barbiere di Siviglia. Chi non conosce il famoso „Figaro qua, Figaro là?“ La sua genialità musicale scoppiò come una risata in una società di musoni: „una follia organizzata“ la stigmatizzò il grande

scrittore francese Stendhal che per caso era presente alla prima dell’Italiana in Algeri. Figlio di una cantante lirica (un contralto), si racconta che il piccolo Gioacchino sia svenuto dal dispiacere, una volta che vide la sua mamma fischiata dal pubblico.

E nelle sue opere di adulto sono spesso incentrate attorno all’esaltazione di personaggi femminili. Basta pensare al suo primo capolavoro, L’italiana in Algeri (1813) appunto: il turco Mustafà è il tipico maschiaccio islamico che tiranneggia le donne, le chiude dentro l’harem, le costringe a portare il velo e a servirlo umilmente, ecc. L’italiana Isabella è invece una donna ricca di iniziativa, disinvolta ed astuta, che è stata rapita dai pirati turchi. E quando il caso mette insieme questi due personaggi, ne sprizzano le scintille di comicità. Alla fine Isabella riesce a farla in barba a Mustafà, ed a scappare in patria, mentre un coro maschile giubila: La bella italiana / venuta in Algeri / insegna agli amanti / feroci ed alteri / che a tutti, se vuole / la donna la fà. Anche nel Barbiere di Siviglia (1816), abbiamo a che fare con un’avvenente ragazza, Rosina, che per il colmo dell’astuzia è bravissima a fare la finta ingenua anche davanti a quel filone di Figaro che si crede di poterla mettere nel sacco con le sue „invenzioni prelibate“. Ma quando si rende conto con che „volpe sopraffina“ ha veramente a che fare, non gli resta che cantare rassegnato: Donne donne, eterni dei / chi v’arriva a indovinar? Che è diventato pure un proverbio. Nel finale della Cenerentola (1817) la protagonista nel salire al trono canta una delle più grandiose arie composte per contralto. Nella Gazza ladra (1817) abbiamo a che fare con una ragazza del popolo, una povera serva di nome Ninetta, che viene ingiustamente accusata d’aver rubato una posata d’argento e condannata a morte dal perfido podestà. Quando alla fine si scopre la refurtiva dentro il nido d’una gazza ladra, Ninetta viene liberata e portata in trionfo dai compaesani.

Ma anche in opere tragiche come la Semiramide (1823) e in varie altre, è la figura femminile a dominare la scena. Oltre alla musica, Rossini è rimasto anche nella storia della gastronomia come inventore di saporiti piatti e gourmandises. Amante dei bagordi culinari anche lui, Zaccagnini è un abile cuoco, e la sua favolosa pasta all’amatriciana ha convertito numerosi vegetariani al carnivorismo. Quando era studente a Santa Cecilia, infuocato idealista, organizzò un’occupazione del conservatorio suscitando l’ira funesta del suo allora direttore, il maestro Napoli, e corse il serio rischio di venirne espulso. Divenuto poi professore al medesimo conservatorio, si dice che abbia alquanto irritato il suo attuale direttore Roberto Giuliani con delle lettere satireggianti – alla maniera di Rossini- sul suo operato. Questo è il personaggio Guido Zaccagnini, che sarà a disposizione del pubblico di Monaco di Baviera (sede IIC 20. 09) Berlino (Sede IIC 24. 09), Amburgo (Sede IIC 25. 09) e Francoforte (Romanfabrik 26. 09).

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