Aria nuova alla Berlinale. Il prossimo direttore artistico del più importante festival del cinema in Germania, il terzo al mondo dopo quelli di Cannes e Venezia, sarà il torinese Carlo Chatrian, classe 1971. A partire dal prossimo marzo Chatrian assumerà la guida della Berlinale condividendo il prestigioso incarico con l’olandese Mariette Rissenbeek, designata quale direttrice amministrativa. Cala così il sipario sull’epoca di Dieter Kosslick, per oltre un quindicennio dominus assoluto della kermesse cinematografica della capitale tedesca.

La sfida che dovrà affrontare Chatrian è di quelle che fanno tremare i polsi, ma il suo curriculum è talmente solido che risulta facile prevedere ottimi risultati. Il neo direttore è infatti un critico cinematografico di provata esperienza, direttore tra l’altro della rivista «Panoramiques» nonché collaboratore di «Filmcritica e di «Duellanti». Ma soprattutto ha già svolto ruoli organizzativi della massima importanza nell’ambito di cineteche e rassegne cinematografiche. In particolare ha diretto dal 2012 al 2018 il piccolo ma prestigioso Festival del cinema di Locarno.

«Lavorare ad un festival significa fare il direttore d’orchestra, un lavoro delicato e affascinante di coordinamento e selezione di film» ha dichiarato Chatrian quando ha saputo del nuovo incarico ripromettendosi di imparare bene la lingua tedesca per entrare in sintonia con il nuovo ambiente lavorativo. Un italiano alla guida della Berlinale porterà senz’altro molte novità nei contenuti e nelle forme organizzative mantenendo tuttavia fede allo spirito del Festival berlinese che da sempre punta a coniugare le necessità della produzione commerciale-distributiva con quelle dell’arte e della cultura.

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