Il nostro più vecchio collaboratore, il giornalista Emanuele Mascolo, festeggia il cinquantesimo anniversario di collaborazione con la nostra testata

La storia di Emanuele Mascolo, giornalista e collaboratore del Corriere d’Italia, ebbe inizio nel 1962 quando approdò per la prima volta a Bocholt.

Arrivato sul luogo, Emanuele si è interessato subito ad instaurare un contatto con altri italiani emigrati come lui. “In quei tempi – ci racconta Mascolo – in Germania non esisteva il centro di accoglienza per gli italiani, e così l’unico punto di incontro in molte città tedesche, divenne la stazione dei treni, forse perché l’atmosfera degli arrivi e delle partenze ci faceva sognare in un futuro ritorno in patria. Ma a Bocholt la piccola stazione non poteva farci sognare e così decidemmo di incontrarci in una piccola caffetteria della zona. Poi nel 1968 per dare agli italiani della zona un centro di incontro più grande, decisi di fondare Italia-Club Brüderlichkeit, di cui a tutt’oggi sono presidente. Con l’associazione abbiamo affrontato e ci siamo occupati delle problematiche dei cittadini italiani” conclude Mascolo.

Fin dal suo arrivo a Bocholt, Mascolo fu sensibile ai problemi degli italiani e iniziò subito ad essere attivo nel campo sociale aiutando così molte famiglie italiane. L’impegno del suo volontariato aumentò specialmente quando per l’emigrazione italiana in Germania si aprì il varco del ricongiungimento delle famiglie, questo grazie all’industria tedesca che fu in grado di cambiare l’iniziale contratto di lavoro di un anno in un lavoro stabile.

Da qui partì la necessità di trovare alloggi più adeguati, facendo uscire dalle baracche gli italiani, contribuendo così al ricongiungimento del nucleo familiare.

Nel settembre del 1968, con la rubrica “Come risparmiare sull’affitto” Emanuele iniziò la sua corrispondenza con il nostro giornale e vista la qualità della corrispondenza, l’allora capo redattore Enzo Piergianni, nomina ufficialmente Emanuele Mascolo, per la zona di sua competenza, cosa che cambiò in pochi mesi perché la sua zona di competenza divenne tutta la Germania, corrispondente del Corriere d’Italia.

“Il tema che ho sempre preferito trattare era ed è quello sociale”, ci comunica Mascolo “Il mio lavoro è iniziato negli anni 63/64 quando si presentò l’opportunità di far ricongiungere le famiglie italiane. Allora non esisteva l’informazione di oggi”. Mascolo ci racconta della situazione degli italiani in Germania, che in quei tempi non era rosea. C’era il problema della casa, il problema della scuola, dei rapporti con il datore di lavoro, dei rapporti con i tedeschi e della famiglia. “Col passare degli anni questa comunità è cambiata. È riuscita a farsi rispettare ed è diventata una comunità di grandi eccellenze. Posso dire che la comunità italiana è unica in Germania e sono contento ad aver contribuito, nel mio piccolo, ad aiutare questi italiani e a far parte di questa emigrazione”.

Per il suo operato nel sociale Mascolo è stato decorato con varie onorificenze sia da parte dello Stato italiano: Cavaliere della Repubblica Italiana, Commendatore della Repubblica Italiana, Grande ufficiale della Repubblica italiana; sia da parte dello Stato tedesco con la “Verdienstkreuz am Bande der Bundesrepublik Deutschland” (Croce al merito della Repubblica tedesca).

Anche noi del Corriere d’Italia, in questo anniversario così importante, abbiamo voluto rendere omaggio al nostro più vecchio collaboratore. Siamo andati direttamente a Bocholt e nella redazione del Bocholter-Borkener Volksblatt l’editore del Corriere d’Italia, padre Tobia Bassanelli in presenza dell’editore del BBV, Dr. Jörg Terheyden, ha conferito a Emanuele Mascolo il titolo di Grande Benemerito del Corriere d’Italia per i suoi 50 anni di preziosa collaborazione alla nostra redazione.

Grazie Emanuele per il lavoro che hai svolto e che spero continuerai a svolgere sempre nei limiti a te possibili.

Lascia una risposta