Si chiude con agosto per la maggiorparte di noi il periodo dedicato alle vacanze ma il sole preso ci aiuterà ad affrontare meglio il lungo inverno tedesco. Si ritorna dunque alla vita di sempre con la sveglia che suona puntuale, gli impegni che riempiono le nostre giornate, i soliti orari snervanti, l’ormai collaudata „solita vita“ spesso sedentaria.

È bene però prima di mettere piede nella vita di tutti i giorni, quest’anno, farsi un esame di coscienza ed evitare almeno in parte tutto quello che deteriora in modo silente il nostro organismo. Con la bella stagione anche la bilancia va in vacanza e, se prima dell’estate ci si era sacrificati per non sfigurare sulle spiagge di mezzo mondo, puntualmente si ritorna tra le quattro mura di casa peggio di come si era partiti; ed ecco allora che parte la corsa alla dieta fai da te, si inizia ad osservare un regime dietetico completamente errato fatto di privazioni, rinunce, strani miscugli che arrecano solo danni al nostro corpo portandoci via salute e benessere. Inspiegabilmente diventiamo più sensibili alle variazioni climatiche, ci ammaliamo più velocemente e sempre più di frequente, siamo più irascibili, dormiamo di meno e non riusciamo a comprendere che la nostra salute passa soprattutto da quello che mangiamo.

Ma come fare a scegliere la dieta migliore per il proprio benessere?

L’errore che si commette più spesso è quello di farsi condizionare dalle scelte dietetiche del vicino di casa, dall’amico del cuore, dall’istruttore della palestra. Compaiono nel nostro vocabolario quotidiano parole prima mai usate come „dieta proteica“ senza avere spesso la più pallida idea di quello che stiamo introitando. Il male di questo momento sono proprio le diete proteiche che se non opportunamente consigliate e preparate possono arrecare gravi danni al nostro corpo.

Attenzione: Le diete eccessivamente proteiche per esempio potrebbero non essere sempre efficaci. Utile sempre avvalersi della figura di un professionista di settore come il nutrizionista.

Quando si parla di dieta iperproteica?

Ormai, molto di moda per il rapido effetto dimagrante, le diete iperproteiche nascondono numerose sfumature. In primis, occorre definire il concetto di “iperproteico”. Vi sono numerosi modi per constatare il contenuto proteico di una dieta: può essere riferito alla % di proteine sul totale dei nutrienti di una dieta, alla quantità di grammi di proteine per kg di peso corporeo del paziente, o ai grammi di proteine totali della dieta.

La definizione di “dieta iperproteica” non è chiara e uniforme nel mondo scientifico ma, in generale, un piano alimentare con alto contenuto di proteine è caratterizzato da circa il 30% di proteine, che potrebbe non corrispondere linearmente a un aumento di grammi di proteine su kg di peso corporeo del paziente, soprattutto se la quota calorica complessiva giornaliera risulta ridotta. D’altro canto, la letteratura scientifica solleva qualche perplessità sulla sicurezza e sull’efficacia di una dieta iperproteica a scopo dimagrante, soprattutto quando combinata a un ridotto contenuto in carboidrati.

In quali casi è consigliata ed è efficace

L’efficacia di una dieta iperproteica consiste nel dirottare il metabolismo energetico sull’utilizzo di substrati alternativi al glucosio verso i corpi chetonici. Questi vengono prodotti dal fegato a partire dalle riserve lipidiche dell’epatocita e utilizzati a scopo energetico nei distretti corporei. L’organismo simula una mancanza energetica, che consente l’utilizzo del tessuto adiposo grazie al „Maestro d’orchestra“ : il fegato. Prima di consentire al paziente di approcciare a un protocollo del genere, occorre un’approfondita valutazione nutrizionale con relativa anamnesi clinica.

Prima di procedere ed approfondire è opportuno introdurre e chiarire un concetto per molti di voi nuovo e che offrirà poi una chiara chiave di lettura per la comprensione adeguata delle notizie che vi darò. „La bromatologia“ è la branca della chimica che si occupa dello studio degli alimenti approfondendone gli aspetti relativi alla caratterizzazione qualitativa e quantitativa, alle trasformazioni biochimiche a cui vanno incontro più o meno spontaneamente, ai metodi di condizionamento. Il paziente deve essere istruito sulla qualità bromatologica della dieta che va comunque seguita per un periodo di tempo determinato e non duraturo, con relativo follow-up dopo un periodo di tempo stabilito dal Nutrizionista.

Le evidenze scientifiche hanno osservato una netta riduzione della massa grassa in kg senza incidere sulla massa magra. I risultati ovviamente vanno considerati da persona a persona, in quanto variabili in base alla composizione corporea di partenza.

Una domanda sorge spontanea: per quanto tempo un soggetto riuscirebbe a seguire una dieta di questo tipo? La perdita di peso sarà direttamente proporzionale alle implicazioni sulla salute del paziente?

In che modo un eccesso di proteine può influire sul fegato?

Il fegato è l’organo chiave nella gestione e nell’utilizzo dei nutrienti provenienti dal cibo ed è implicato nella conversione di substrati metabolici alternativi al glucosio per organi e tessuti. Le alterazioni metaboliche epatiche possono essere causate da un’alimentazione non bilanciata in termini bromatologici. Un recente studio preliminare, pubblicato su Journal of Nutritional Biochemistry, ha esaminato l’effetto lungo termine di una dieta iperproteica ricca in caseina sui pathways metabolici del fegato. Tale ricerca ha evidenziato un aumento della deposizione di trigliceridi all’interno dell’epatocita con seguente azione pro-infiammatoria legata a stress ossidativo causato dal contesto di riduzione del pH ematico. A livello microscopico, una dieta iperproteica seguita nel tempo sembra produrre un drammatico incremento di HSP90, una proteina della famiglia delle heat-shock protein utilizzata come marker di danno epatico, in quanto ricondotta a steatosi epatica indotta da alcool e ad epatocarcinoma.

Non si scherza con gli alimenti, non si gioca con i consigli. Avere l’idea delle cose non equivale a conoscerle bene; non mi stancherò mai di indicarvi la strada migliore da percorrere per mettere in equlibrio il vostro corpo. La cosa più importante come più volte detto è affidarsi a veri professionisti e non pensare di dover ad ogni costo raggiungere risultati che non sono alla portata die vostri sacrifici. Tutto ha un limite e non bisogna mai stressare l’organismo fino a distruggerlo. Non c’è nulla di più bello che imparare a mangiar sano.

Il piatto che mettiamo in tavola oggi è la medicina del domani.

Lascia una risposta