Nella foto: Maurizio D'Ercoli

Maurizio D’Ercoli, +Europa, candidato alla Camera dei deputati per la Circoscrizione Europa

Quali sono le più urgenti correzioni e i più impellenti cambiamenti che si dovrebbero adottare in materia di politica verso gli italiani all’estero, rispetto alle azioni dei governi passati?

Solamente se gli italiani residenti all’estero saranno italiani in una Patria europea allora potremmo parlare di un significativo miglioramento nella nostra quotidianità. Vivo a Monaco a di Baviera da più di un anno, mi sono imbattuto recentemente con le classiche problematiche di un italiano all’estero, per questo il programma +Europa Estero è stato pensato per condividere semplici proposte includendo come fare ad attuarle. L’attuale legge elettorale dà sì la possibilità di esprimere la propria preferenza ma non garantisce un’adeguata rappresentanza in un territorio così vasto con esigenze molto diverse da Paese a Paese.

Quali sono le questioni che secondo lei andrebbero subito affrontate e in che modo, in sede parlamentare e che riguardano gli italiani in particolare che vivono in Europa e in Germania?

È necessario innanzitutto semplificare e digitalizzare i servizi amministrativi, far parlare le anagrafi consolari con quelle locali attraverso l’utilizzo di un database comune. Basterebbe indirizzare una piccola parte dei fondi PNRR destinati alla digitalizzazione della pubblica amministrativa per migrare quanti più servizi possibili su piattaforme online che consentano al cittadino, inclusi noi cittadini italiani residenti all’estero, di fare pratiche e scaricare certificati da casa, senza gravare sul personale dei consolati e riducendo così spese, tempistiche e impatto ambientale.

Tenuto conto dei continui flussi di mobilità con quale strategia intende attirare l’attenzione del nuovo Governo sulle questioni degli italiani all’estero, soprattutto verso l’Europa in particolare la Germania?  

Per +Europa la mobilità è un valore! L’Italia per fare l’Italia ha bisogno delle migliori risorse umane. Siamo italiani ovunque, chiunque deve poter svolgere liberamente tra i vari Paesi europei la propria professione ed esprimere il proprio talento (pizzaiolo, artista, ostetrica o ricercatore) attraverso il riconoscimento dei titoli di studio e delle qualifiche professionali. Mi impegnerò con determinazione e passione a favorire il flusso di competenze in entrata e in uscita con forme contrattuali che premino il merito.

In caso di elezione parlamentare, come intende agire nella sua circoscrizione per essere autentico rappresentante della collettività e dei suoi reali problemi?

Cosa c’è di più autentico dell’essere se stessi? Non ho esperienza politica ma alle spalle anni di rappresentanza studentesca che mi hanno insegnato come risolvere un problema alla volta e competenze tecniche per la gestione dei rischi. I miei nonni contadini mi hanno trasmesso l’operosità, il rispetto per il prossimo e la natura, lo spirito di sacrificio, la passione per la buona cucina e la grinta per superare i momenti difficili. Ho fatto il cameriere e l’imbianchino per pagarmi gli studi universitari e ho continuato nei miei primi anni a Milano per ovvi motivi. Ho da poco concluso il mio terzo Master, un Executive MBA con una delle prime business school parigine. Credo di riuscire a comunicare bene con chiunque e vorrei colmare l’enorme gap tra elettorato giovane e voto con una comunicazione semplice, positiva, pragmatica, lavorando in sinergia con tutti gli istituti, associazioni, organizzazioni ed i comitati ad oggi presenti e attivi nel territorio.

Il ripristino di un “Ministero per gli Italiani all’Estero”. Si o no e perché?

A mio avviso istituire un “Ministero per gli Italiani all’Estero” andrebbe a delineare una linea di demarcazione tra italiani che risiedono in Italia e chi no. Dovrebbe essere nei compiti di tutti gli altri Ministeri indirizzare le proprie attività per agevolare la quotidianità di noi italiani all’estero, offrire maggiori opportunità ai giovani che studiano o lavorano in Europa, valorizzare i nostri artigiani, ristoratori e piccoli imprenditori, che sono i primi ambasciatori dell’Italia all’estero.  Non sperperiamo risorse economiche per la creazione ed il mantenimento di un Ministero ad hoc. Utilizziamo quelle risorse, provenienti dai sacrifici di tutti quegli italiani onesti, per estendere la progettualità del PNRR all’interno dei confini europei.

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