Nella foto: Massimo Romagnoli

Massimo Romagnoli MdL, candidato alla Camera dei Deputati Circoscrizione Europa

Quali sono le più urgenti correzioni e i più impellenti cambiamenti che si dovrebbero adottare in materia di politica verso gli italiani all’estero, rispetto alle azioni dei governi passati?

Tutti i problemi degli italiani all’estero hanno un denominatore comune: la marginalità politica che rappresentano per il partito in carica. Finora, infatti, gli italiani all’estero sono stati rappresentati da partiti nazionali e locali che, al momento di scegliere quali tematiche sociali dovevano essere affrontate con più urgenza, davano comprensibilmente priorità a quelle che toccavano i 60 milioni di italiani in Italia, anziché gestire i problemi dei 3 milioni di italiani in Europa. Credo dunque che il primissimo passo da compiere sia risolvere questo problema di fondo, eleggendo un partito che si occupa esclusivamente degli italiani fuori sede, sua unica priorità.

Quali sono le questioni che secondo lei andrebbero affrontate subito e in che modo in sede parlamentare e che riguardano gli italiani in particolare che vivono in Europa e in Germania?

Gli italiani residenti in Europa sono svegli: l’esperienza emigratoria ha conferito loro uno spirito d’iniziativa molto più spiccato rispetto a quello di tanti italiani in Italia. Tante delle questioni che riguardano gli italiani all’estero sono facilmente risolvibili a livello individuale a patto che si forniscano gli strumenti istituzionali necessari alla gestione di queste. Questi strumenti istituzionali sono al momento fortemente limitati dall’insufficienza di sedi consolari, del loro personale competente e della lunghezza delle loro fasce orarie. Gli italiani residenti in Germania sono grandi lavoratori, non hanno quindi possibilità di recarsi al proprio consolato di riferimento durante gli orari universitari o di apertura delle proprie attività commerciali. Garantendo più risorse materiali ai consolati e più competenze ai COM.IT.ES, si agevolerebbe il traffico di utenti AIRE e il tempo di trattamento delle singole richieste degli utenti. Ad esempio,è mia intenzione far restare aperte le sedi consolari anche nei weekend per permettere ai lavoratori dipendenti di non fare assenze in giornate utili di lavoro.

Tenuto conto dei continui flussi di mobilità con quale strategia intende attirare l’attenzione del nuovo Governo sulle questioni degli italiani all’estero, soprattutto verso l’Europa in particolare la Germania?

Gli italiani all’estero non sono cittadini di serie B. Ogni governo, ogni partito li neglige completamente finché, una volta ogni quattro anni, si ricorda che esistono e che possono essere sfruttati per racimolare voti. Il prossimo governo dovrà ridurre l’enorme disparità che si trova attualmente tra quello che l’Italia riceve dagli italiani residenti all’estero e quello che l’Italia concede a quest’ultimi. L’Italia beneficia dei soldi che gli italiani fuori sede guadagnano all’estero e che spendono poi in Italia durante le vacanze pasquali, estive e natalizie; le tasse sulla seconda casa, quelle sui rifiuti, quelle sulle pensioni degli italiani residenti all’estero finiscono tutte nelle casse dello Stato. Ma cosa riceve concretamente in cambio il cittadino fuori sede? Neanche la stessa copertura sanitaria dei suoi connazionali, quando si reca in Italia. Il nuovo governo dovrà quindi recuperare un vero rapporto bilaterale con il cittadino italiano all’estero e multilaterale con lo Stato di residenza di quest’ultimo.

In caso di elezione parlamentare, come intende agire nella sua circoscrizione per essere autentico rappresentante della collettività e dei suoi reali problemi?

L’ascolto diretto dei problemi degli italiani all’estero è fondamentale alla loro comprensione e soluzione. Questo sarà garantito mantenendo serrati i contatti con il territorio, gli elettori, i Comites e le nostre Consulte.

Il ripristino di un “Ministero per gli Italiani all’Estero”. Si o no e perché?

La questione dipenderà dalle possibilità di bilancio dello Stato, ma avanzeremo sicuramente proposte in tal senso e ci batteremo per l’istituzione di assessorati almeno nei grandi Comuni italiani.

1 commento

  1. Romagnoli merita di vincere. Si è sempre battuto per gli italiani all’estero. Durante il Covid era l’unico a viaggiare e stare vicino agli italiani all’estero.

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