Nella foto: Salvatore Mineo

Salvatore Mineo, PD, candidato alla Camera dei Deputati per la Circoscrizione Europa

Quali sono le più urgenti correzioni e i più impellenti cambiamenti che si dovrebbero adottare in materia di politica verso gli italiani all’estero, rispetto alle azioni dei governi passati?

In questo momento cruciale per l’Italia ho aderito all’invito del Pd a presentarmi perché sento il bisogno di dare il mio contributo per difendere la Democrazia e i  valori che ci uniscono all’Europa. Mi unisce al Partito Democratico una comunanza di valori e impegno sociale. Due milioni e 700mila italiani all’estero che prenderanno parte a queste elezioni eleggeranno nella Circoscrizione Europa tre Deputati ed un Senatore: il voto degli italiani all’estero vale dieci volte di meno di un voto degli italiani in Italia. Un‘ assurdità! Pertanto, uno dei miei primi impegni sarà quello di lavorare, attraverso un disegno di legge di cui vorrei essere primo firmatario, perché vengano ridefiniti i Collegi Elettorali all‘Estero. Trovo altresì giusto che le politiche a favore degli italiani all’estero siano coordinate da un Ministero ad hoc.

Quali sono le questioni che secondo lei andrebbero subito affrontate e in che modo in sede parlamentare e che riguardano gli italiani in particolare che vivono in Europa e in Germania?

In sede parlamentare, tra gli Interventi urgenti in favore dei connazionali che vivono in Europa, ritengo doveroso il mio impegno per il salario minimo garantito a tutti i lavoratori; la portabilità dei diritti ( perché se un cittadino italiano è titolare di un diritto in Italia è giusto che lo sia anche nel Paese in cui risiede; ciò spingerebbe verso la cittadinanza europea); la riforma dei consolati perché venga implementata una razionalizzazione del personale dipendente in modo da rispondere meglio ai bisogni della popolazione ed alleviare il lavoro dei dipendenti degli uffici consolari che hanno un maggior carico di lavoro; la riforma dell’A.I.R.E. Relativamente alla copertura sanitaria dei connazionali; più scuole di lingua italiana che promuovano la nostra cultura soprattutto tra i connazionali che rappresentano la seconda o la terza generazione di immigrati.

Tenuto conto dei continui flussi di mobilità con quale strategia intende attirare l’attenzione del nuovo Governo sulle questioni degli italiani all’estero, soprattutto verso l’Europa in particolare la Germania?  E come intende agire nella sua circoscrizione per essere autentico rappresentante della collettività e dei suoi reali problemi?

In caso di elezione parlamentare sarò un autentico interprete dei bisogni dei cittadini italiani d‘Europa. Con vero spirito di servizio starò in ascolto costantemente dei nostri connazionali, attraverso la creazione di centri di ascolto sul territorio e una stretta collaborazione con patronati, associazioni, Segretari di Federazione del Partito Democratico e Segretari di Circolo. 

Il ripristino di un “Ministero per gli Italiani all’Estero”. Si o no e perché?

Dico si al ripristino del Ministero per gli Italiani all’Estero”perché coordinerebbe in maniera più efficace le politiche che concernono la vita degli italiani all’estero, curandone meglio gli interessi. Il Ministero per gli Italiani all’Estero “promozione delle nostre eccellenze e della nostra cultura attraverso le comunità italiane nel mondo”. Esso sarebbe anche a capo degli organismi rappresentativi: Il Consiglio Generale degli Italiani all‘Estero (C.G.I.E.)  ed i Comitati degli Italiani all‘Estero (COMITES).

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