Nella foto: Toni Ricciardi

Toni Ricciardi PD, candidato alla Camera dei Deputati Circoscrizione Europa

Quali sono le più urgenti correzioni e i più impellenti cambiamenti che si dovrebbero adottare in materia di politica verso gli italiani all’estero, rispetto alle azioni dei governi passati?

Tra i provvedimenti più urgenti, vi è il riconoscimento e l’equiparazione come prima casa dell’abitazione nel comune di iscrizione Aire e, in accordo ai vincoli giuridici del diritto comunitario, l’ampliamento dell’esenzione dall’IMU a tutte le categorie di italiane/i residenti all’estero. Va inoltre rivista anche la TARI, tutt’oggi in esenzione solo per i due terzi: questa va calcolata su massimo 90 giorni all’anno.

Quali sono le questioni che secondo Lei andrebbero subito affrontate e in che modo in sede parlamentare e che riguardano gli italiani in particolare che vivono in Europa e in Germania?

In Germania, con nel resto dell’Europa, i tempi di attesa per ottenere un documento d’identità non sono accettabili. L’accesso ai servizi della nostra rete consolare è un problema fondamentale. La rete diplomatico-estera a servizio degli iscritti Aire va rafforzata a tutti i livelli, attraverso il potenziamento del personale. Si devono, inoltre, introdurre innovazioni nelle procedure di erogazione dei servizi. Con l’alta mobilità lavorativa è poi urgente il riconoscimento all’interno dello spazio europeo dei titoli professionali e formativi conseguiti in Italia in modo automatico, garantito e diretto.

Tenuto conto dei continui flussi di mobilità con quale strategia intende attirare l’attenzione del nuovo Governo sulle questioni degli italiani all’estero, soprattutto verso l’Europa in particolare la Germania?

È necessario istituzionalizzare il concetto che gli italiani nel mondo costituiscono, di fatto e di diritto, la 21° regione d’Italia. Di conseguenza, a questa regione vanno destinati adeguati investimenti in termini economico-finanziari, assistenziali e socioculturali. Ad ogni legge finanziaria deve essere destinato il 5%. Si tratta di risorse utili per l’erogazione di servizi, la promozione della lingua e cultura italiana, la stampa estera e un adeguato servizio informativo. Va inoltre incentivata la formazione e lo sviluppo di forme associative e organizzative a sostegno dell’integrazione, con una particolare attenzione alle donne. In Germania, dove la lingua costituisce una barriera spesso insormontabile, vanno istituiti servizi di orientamento e sportelli locali che facilitino l’interazione con il mondo del lavoro, della scuola e con le istituzioni tedesche.

In caso di elezione parlamentare, come intende agire nella sua circoscrizione per essere autentico rappresentante della collettività e dei suoi reali problemi?

Continuerò, da parlamentare, il lavoro di incontro e scambio con le comunità italiane che da anni già svolgo come storico delle migrazioni. Inoltre, nei paesi di maggior presenza e flusso migratorio del collegio Europa, istituirò sportelli di ascolto aperti ai i singoli cittadini, ai locali Com.It.Es, ai Patronati e alle associazioni. Ancora, promuoverò incontri diretti con le istituzioni politiche dei paesi ospitanti.

Il ripristino di un “Ministero per gli Italiani all’Estero”. Si o no e perché?

Tra i punti del mio programma vi è la richiesta di istituire un Ministero con portafoglio dedicato alla mobilità, che sia in grado di interagire con le comunità italiane, gestendo le strutture istituzionali e di rappresentanza, accentrando e snellendo le procedure di gestione dei servizi alla persona.

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