Corriere d'Italia
Vita e religione

La festa di Maria, Madre dei popoli, a Francoforte

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Paola Colombo

15 settembre 2026
7 min di lettura
Presentazione dei doni. Il vescovo ausiliare Löhr mostra un'icona di Maria all'assemblea. Foto di Paola Colombo 2026
© Paola Colombo

Una Maria di Nazareth coreana, una ucraina, una africana, una filippina e altre immagini ancora sono state offerte dalle comunità di altra lingua durante la messa mariana del 12 settembre a Francoforte. Immagini che parlano di culture e tradizioni diverse, accomunate dalla devozione verso Maria, madre di Gesù, e nei vari appellativi che la definiscono, Madre di tutti i popoli e Regina della pace e fonte di consolazione.

Sabato 12 settembre alle ore 15:30 nella Frauenfriedenskirche di Francoforte è stata celebrata la liturgia solenne della Natività di Maria, presieduta dal vescovo ausiliare Thomas Löhr. Maria, madre di tutti i popoli (Mutter aller Völker) è una festa voluta e organizzata delle comunità di altre lingue e riti della diocesi di Limburg e che da più di dodici anni è un appuntamento a cui partecipano fedeli delle comunità linguistiche e delle parrocchie locali.

Intorno al tema della consolazione si è articolata l'omelia di mons. Thomas Löhr, vescovo ausiliare di Limburg, che da sempre – tranne in un paio di occasioni – presenzia questa liturgia, anche quest'anno nella Friedensfrauenkirche di Francoforte, che richiama ogni anno, da 14 anni, tutte le comunità di altra lingua della diocesi di Limburg. La chiesa era gremita anche quest'anno. Löhr ha ricordato che il 12 settembre ricorre anche il nome di Maria. La madre di Gesù, che ha conosciuto il dolore, rappresentato nella storia dell'arte dalle Pietà dipinte o scolpite, è Madre di consolazione – Trost in tedesco, parola che ha la stessa radice di Treue, fedeltà, ha ricordato il vescovo ausiliare.

In un mondo in pericolo (Welt in Not) – e Löhr parla di guerra, di terremoto, di inondazioni, tutti comprendono a che cosa si riferisce – un mondo segnato da sconforto (Mutlosigkeit), desolazione (Trostlosigkeit) e disperazione (Hoffnungslosigkeit), Maria è fonte di consolazione. Ma, come ci ricorda il Discorso della Montagna: “Beati gli afflitti perché saranno consolati” (Mt 5,4), il brano di vangelo proclamato durante la liturgia, siamo chiamati noi a consolare, un appello che il vescovo ci rinnova ricordando che il regno di Dio è già qui ma non è ancora compiuto.

Una celebrazione accompagnata da musiche e canti in diverse lingue, la cantora era Nadine Monteforte. Oltre all'organo c'era anche un ensemble di fiati a sottolineare la solennità festosa della celebrazione. La giornata di Maria, Madre dei popoli, si è conclusa con la processione della statua della Madonna, con la benedizione eucaristica e un momento di convivialità, gustando le specialità dei paesi di origine delle comunità di altra lingua. 

Erano presenti le comunità cattoliche italiane di Francoforte centro, di Bad Homburg, di Francoforte Nied, di Limburg/Wetzlar e Wiesbaden. La presenza continuativa del vescovo ausiliare Löhr e della referente diocesana per le comunità di altra lingua, Alexandra Schumann che ha fatto da cerimoniere sono un segno visibile dell'attenzione della diocesi di Limburg alle comunità di altra lingua.

Assiduo partecipante, Paolo Pasquino di Wiesbaden, racconta che cosa significa per lui questa festa mariana nell'intervista che segue di Laura Latini.

La festa di Maria nelle parole di Paolo Pasquino della comunità di Wiesbaden

Dove c’è una pluralità di persone, c’è anche un modo diverso di vivere la fede, e io li rispetto tutti. In fondo, se siamo lì, è perché ognuno riceve una chiamata che il Padre Eterno rivolge in modo diverso a ciascuno di noi“ (Paolo Pasquino).

  • Di Laura Latini

“Maria, Madre di tutti i popoli” è la festa delle comunità di lingua straniera della diocesi di Limburg. Si celebra ogni anno nel weekend successivo alla Natività di Maria, nella Frauenfriedenskirche di Francoforte-Bockenheim. La giornata si articola in un solenne pontificale, una processione mariana per le vie del quartiere con la statua della Vergine portata a spalla, le preghiere dei fedeli recitate in decine di lingue diverse, e si conclude con un buffet internazionale in cui ogni comunità porta un piatto tipico del proprio paese d’origine. Nata come segno di comunione tra le tante nazionalità presenti nella diocesi, la festa riunisce ogni anno fedeli provenienti da circa 45 comunità.

Paolo Pasquino fa parte del Consiglio pastorale a Wiesbaden, è stato membro dell’Ausländerbeirat. È stato invitato dal comune per conto dell’Ausländerbeirat di Wiesbaden alla cerimonia „Würdigung der Gastarbeiterinnen und Gastarbeiter“ lo scorso 28 novembre 2025.

Cos’è per te la festa di Maria, Madre di tutti i popoli?

È la data di nascita della Madonna e si festeggia nel weekend successivo. Quattordici anni fa il Consiglio delle comunità di lingua straniera ha proposto questo evento. Io la celebravo anche a Reggio Calabria, dove partecipavo da ragazzo: per me è un onore poterlo organizzare ed esserci.

Perché hai deciso di partecipare a questo evento nella Frauenfriedenskirche?

Perché da 35 anni faccio parte del Consiglio pastorale e da circa 30 anni del Consiglio delle comunità di altra lingua. Incontrare persone di altre lingue mi arricchisce.

Come sei arrivato a questo impegno?

Quasi per caso: prima frequentavo una parrocchia vicino a casa, ma per me l’importante era semplicemente andare in una chiesa cristiana. Da quando poi mi hanno eletto nel Consiglio pastorale, ho cercato comunque di impegnarmi. Anche se è volontariato, non prendo le cose alla leggera: cerco di aggiornarmi e di lavorare con serietà.

Cosa significa essere presente a questa celebrazione?

Rappresento la comunità italiana e mi sento parte della diocesi di Limburg. Nei gruppi di lavoro partecipo dal basso all’organizzazione di questa splendida giornata insieme alle altre comunità di altra lingua.

Qual è il momento della celebrazione a cui tieni di più — la messa, la benedizione eucaristica o il rinfresco condiviso?

Tutti i momenti sono importantissimi: dove c’è una pluralità di persone, c’è anche un modo diverso di vivere la fede, e io li rispetto tutti. In fondo, se siamo lì, è perché ognuno riceve una chiamata che il Padre Eterno rivolge in modo diverso a ciascuno di noi. Mi piacciono molto la processione e i canti in più lingue.

Hai un ricordo particolare legato alle edizioni passate di questa festa?

Il senso dello stare insieme, il dialogo tra lingue diverse, il valore dell’incontro tra persone diverse: c’è sempre qualcosa da imparare.

Cosa rappresenta, secondo te, il buffet internazionale che segue la messa?

Tre o quattro comunità italiane hanno uno stand: noi portiamo qualcosa, loro portano qualcos’altro, e collaboriamo con le altre comunità italiane come se fossimo un’unica comunità, una famiglia tra le altre famiglie che parlano altre lingue.

In che modo questo evento aiuta il dialogo tra le diverse comunità linguistiche e riti della diocesi di Limburg?

L’incontro crea il dialogo tra una miscela di mentalità diverse.