Con ITALIANA il pubblico tedesco ha l’occasione di vivere un’altra Italia, diversa dagli stereotipi sul Bel Paese. ITALIANA 2016 vuole anche costruire un ponte tra gli artisti italiani, tra quelli che vivono in Italia e quelli che invece sono in Germania. Di seguito un’intervista con Alessandro Palmitessa, direttore artistico e ideatore del festival.
Jazz, musica dal mondo, cantautori, pop, banda, big band – sono gli ingredienti che utilizzi per creare un ponte tra le culture. Come ti è venuta questa idea e soprattutto come sei riuscito a realizzarla, ormai già per la sesta volta?
L’idea mi è venuta perché mi sono accorto che a Colonia nonostante ci sia una grande comunità di italiani non esisteva un festival ben articolato, dedicato alla cultura italiana. Per anni ho esitato perché non è semplice organizzare un festival e soprattutto riuscire a trovare le risorse finanziare necessarie per realizzarlo. Nel 2008 Lale Konuk, allora direttrice del teatro multiculturale Arkadas, appoggiò la mia idea e mi spronò a organizzare un festival dedicato alla cultura italiana – così pensai fosse arrivato il momento di cominciare. Essendo un musicista, mi orientai verso un festival che potesse presentare la musica italiana nei suoi diversi aspetti, cercando di trovare qualcosa che potesse sorprendere il pubblico e che non ripetesse i soliti cliché tipo “pasta e amore”.
Tu sei il direttore artistico del festival, qual è la visione di Alessandro Palmitessa in questo ponte culturale fatto di musica e di incontri?
Sin dalla prima edizione mi sono posto l’obiettivo di cercare musicisti o artisti disposti a creare nuovi progetti per il festival. Attraverso il festival succede che musicisti Italiani che risiedono in Germania incontrano musicisti che vivono in Italia, si ristabilisce un dialogo, uno scambio dei diversi punti di vista. Dialogo e scambio che si arricchiscono poi attraverso la presenza di musicisti internazionali e tedeschi.
Il festival ITALIANA Kulturbrücke am Rhein/ponte culturale sul Reno partirà venerdì 23.09.2016 all’Istituto Italiano di Cultura di Colonia con una mostra fotografica nell’ambito della Internationale Photoszene Köln. Perché questa scelta che a prima vista non ha molto a che vedere con la musica?
La fotografia da sempre è in stretto rapporto con il Jazz. Attraverso questa mostra Roberto Cifarelli presenta i musicisti prima e soprattutto dopo il concerto, quando hanno dato tutto e camminano per strada come chiunque altro. Le foto sono state scattate in grandi città, così come in piccole località italiane, dove il jazz è di casa. Il pubblico, attraverso il jazz, potrà visitare virtualmente le strade e le piazze d’Italia. All’inaugurazione, oltre alla presenza del fotografo Roberto Cifarelli, ci saranno Stefano Zenni,direttore del Torino Jazz Festival, e Salvatore Lucifora, un noto trombonista italiano, a suggellare il gemellaggio con il nostro festival (n.d.r. – la città di Colonia è gemellata con Torino). Salvatore Lucifora sarà anche ospite durante la serata di un mio progetto jazz e di musica elettronica. A condurre sarà Claudia D’Avino, della WDR, in collaborazione con Radio Colonia/Funkhaus Europa.
Chi sono i “pezzi forti” di questa edizione di Italiana 2016?
Sono molto contento del programma realizzato per questa edizione e soprattutto di essere riuscito a invitare la Big Band “Grand Central Orchestra”, che sarà diretta da Mario Raja, e la Grande Banda Metafisica, diretta da Nicolai Valiensi. Per la prima volta suonano insieme Ivan Dalia e Feri Nèmeth, due musicisti d’eccezione molto carismatici che condividono il fatto di essere nati entrambi non vedenti. Nell’ambito Pop e cantautorato, da non perdere sono il concerto di Giacomo Lariccia in collaborazione con WDR/Funkhaus Europa e quello del newcomer Armando Quattrone, presentato da Televideoitalia.
Uno dei protagonisti, se così si può dire, dell’ITALIANA di questa’anno è l’organo Hammond, al quale dedichi concerti e workshop – uno strumento pieno di fascino, ma che forse non tutti conoscono…
Quest’anno a marzo è morto uno dei più popolari suonatori di organo Hammond: Keith Noel Emerson (diventato noto a tutto il pubblico con „Honky Tonk Train Blues”, rivisitazione di Maple Leaf Rag di Scott Joplin) – chi non conosce bene la voce di questo strumento dovrebbe ascoltare Emerson, ne val proprio la pena. Tornando al Jazz e all’Hammond, ho pensato di programmare una maratona di concerti e workshop dedicati al mitico strumento con Vito Di Modugno, Alberto Marsico e il tedesco Sebastian Scobel. L’Hammond è uno strumento americano che ha raggiunto il suo apice negli anni Cinquanta fino agli anni Settanta e che oggi rivive un grande comeback grazie al suo suono caldo e inconfondibile. Ma cosa centra l’Italia? Beh, in Italia abbiamo una scena di grandi suonatori di organo Hammond e ci sono musicisti, come il citato Vito Di Modugno, che si piazzano ai primi posti nelle classifiche della rivista americana Down Beat magazine!
Ci sarà anche musica italiana “dal mondo”, quindi non solo dall’Italia e dalla Germania…
Presenteremo il trio Italiano “ChocoChoro” con un progetto musicale dedicato alla musica strumentale Carioca, musica brasiliana. Gli italiani sono dei grandi esterofili e ci interessiamo molto di altre culture e questa potrebbe essere un’altra sorpresa per il pubblico di Colonia.
Cosa ti aspetti da un festival come questo? Due parole di conclusione.
Mi piacerebbe che ci fosse tantissimo pubblico ad accogliere questi grandi artisti che abbiamo invitato per questa sesta edizione. Nelle scorse edizioni il pubblico era tanto, ma formato per la maggior parte da tedeschi e quindi mi farebbe molto felice se quest’anno ci fossero ancor più italiani a sostenere i propri artisti. Per il futuro spero che la collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Colonia e con l’Assessorato alla cultura della città di Colonia, grazie ai quali siamo riusciti a realizzare in questi anni il festival, possa continuare e confermarsi. E spero anche che la collaborazione con la West-deutscher Rundfunk, Radio Colonia e Funkhaus Europa, cresca ancora di più. Credo che gli sponsor che ci hanno messo a disposizione sedi e aiuti finanziari saranno contenti e vorranno continuare la cooperazione anche nelle prossime edizioni del festival… Beh, diciamolo pure, organizzare e portare a termine un festival di queste dimensioni è un’enorme fatica, ma alla fine tutto si ripaga e una cosa è certa: è il supporto del nostro magnifico pubblico che ci fornisce la linfa per ristabilire l’energia necessaria per la realizzazione delle nuove edizioni di ITALIANA Kulturbrücke am Rhein.
Foto ©Jens Wagner.de: Alessandro Palmitessa

Alessandro Palmitessa
Il direttore artistico del festival è il jazzista Alessandro Palmitessa. Il saxofonista pugliese ha vinto numerosi premi musicali e ha suonato con molte formazioni provenienti da diversi parti del mondo in festival internazionali. Dal 1997 Alessandro Palmitessa vive a Colonia. È direttore dell’orchestra “Menschensinfonieorchester” ed è stato in tour in Europa con l’orchestra giapponese Shibusa Shirazu.
Sponsor e sostenitori del festival sono: Ufficio della Cultura del comune di Colonia – Assessorato per la musica, Istituto Italiano di Cultura di Colonia, WDR Funkhaus Europa, TeleVideoItalia, JONAS Rechtsanwaltsgesellschaft mbH, Altes Pfandhaus, Bürgerhaus Kalk, Südstadt-Leben e.V., Torino Jazz Festival, ENIT, Offene Welt – Mondoaperto.
Per chi vuol saperne di più:
www.festival-all-italiana.de
www.facebook.com/festivalallitaliana