Foto simbolica. Foto di ©Daniele Messina

Riceviamo e pubblichiamo la seguente riflessione di Nello Passaro sulla recente modifica della normativa IMU per gli italiani all’estero, che entrerà in vigore nel 2026. Una testimonianza diretta che esprime preoccupazione e sconcerto per una misura che, secondo l’autore, rischia di penalizzare chi mantiene un legame concreto con l’Italia attraverso il proprio patrimonio immobiliare

Incredulo e sbigottito, mi trovo a lasciare un breve commento sulla modifica della normativa IMU per gli italiani all’estero a partire dal 2026.

A mio parere, si tratta sostanzialmente di una “boiata pazzesca”: una classica risposta insensata all’esigenza degli italiani all’estero, mai veramente colta e mai presa in seria considerazione, affrontata solo per evidenziare ipocritamente una particolare attenzione, dando sfogo a un attivismo di comodo.

Essa va annoverata tra le più classiche prese in giro perpetrate nei confronti di tutti gli italiani all’estero. Essi, infatti, vedono, a loro insaputa e senza alcun diretto coinvolgimento, approvare una normativa IMU concepita e presentata da un loro rappresentante eletto all’estero – inqualificato e opportunista – unitamente all’apporto di tutti gli altri parlamentari, nella logica dell’interesse dei partiti e non certo dei loro elettori. A pretesto, si è voluto ricorrere a questo espediente per cercare di risolvere il devastante e progressivo spopolamento dei piccoli comuni, come se tale misura potesse concretamente contribuire a questo obiettivo, creando inutili e illusorie aspettative e adottando una misura discriminatoria e iniqua nei confronti di tutti gli italiani all’estero.

Essa infligge una vera mazzata a chi, nel tempo e con il concorso di più generazioni, ha investito la maggior parte dei propri risparmi nella costruzione e nella manutenzione dei propri immobili in Italia, frutto del lavoro svolto all’estero, privilegiando solo quei pochi in possesso dei restrittivi requisiti richiesti.

Si tratta di una normativa del tutto punitiva, miope e insensata, da abolire al più presto! Anziché favorire l’investimento dei risparmi degli italiani all’estero e il mantenimento del loro patrimonio immobiliare sul territorio italiano, li allontana ancora di più, penalizzandoli fortemente. Ma, a lungo andare, anche quei piccoli comuni che potrebbero apparire vantaggiati da tale misura non ne trarranno un beneficio sostanziale.

Sul piano affettivo e non solo, la distanza tra gli italiani all’estero e il loro Paese, anche grazie a questa misura iniqua e ingrata, diventa sempre maggiore, favorendo un distacco graduale e progressivo.

Non è il caso di entrare nel merito della norma: non resta che augurarsi che il tempo per il suo annullamento scorra velocemente.

Cari onorevoli rappresentanti degli italiani all’estero, prima di presentare le vostre proposte, sarebbe il caso di sottoporle all’attenzione dei vostri elettori piuttosto che ai vostri partiti. Con questa modifica dell’IMU avete dato dimostrazione di non essere all’altezza di rappresentarli dignitosamente e di non poter godere della loro fiducia cieca. La vostra inettitudine è palese.

Abbiate il coraggio di ammetterlo!

Nello Passaro