Non sono solo i discendenti degli emigrati a portare avanti la lingua italiana all’estero: sempre più stranieri si innamorano della nostra lingua e della nostra cultura. Lo conferma una recente indagine della casa editrice APES: l’italiano è tra le 30 lingue più parlate al mondo e tra le sei più studiate.
Un esempio concreto arriva da Brema, dove Teresa Madonia, siciliana, esperta di comunicazione e media, laureata in editoria e giornalismo, ha creato un progetto di grande successo: “Italiano con Teresa / Italienisch mit Teresa”.
“In Italia avevo già insegnato a studenti stranieri, ma qui, a Brema, è diverso”, racconta Teresa in una intervista a 9colonne. “Forse perché vivo anch’io da straniera. Forse perché so cosa significa mettersi in gioco in un’altra lingua. Ho capito che insegnare non è solo spiegare regole: è incontrare persone, ascoltare storie, costruire fiducia”.
Teresa tiene corsi di italiano di gruppo alla Volkshochschule di Brema, l’università popolare della città. Spesso, sui social, condivide reel che mescolano grammatica e cultura, regole e leggerezza, dimostrando come l’apprendimento possa essere quotidiano e divertente.
“Volevo creare un progetto utile, ma anche leggero e ironico. I social permettono di avvicinarsi alla lingua senza paura di sbagliare. Inoltre, volevo unire le mie due passioni: la lingua italiana e la comunicazione”, spiega Teresa.
L’insegnante sottolinea un aspetto che spesso sorprende gli italiani all’estero: l’italiano piace soprattutto per passione personale, non solo per utilità. “È una lingua umana, accogliente, musicale, che si accompagna a gesti e sorrisi. Porta con sé un immaginario culturale fortissimo: arte, cinema, cucina, musica e un certo modo di vivere. Chi la studia lo fa perché vuole sentirsi parte di questo mondo”.
Nei suoi corsi confluiscono persone di tutte le età, provenienze e contesti sociali, unite dalla stessa passione: l’amore per l’Italia.
Teresa fa parte di quella generazione di italiani all’estero che oggi si definirebbero Expat, più che “cervelli in fuga”: “La Germania è stata una scelta di crescita. Sentivo il bisogno di cambiare prospettiva e sperimentare un contesto nuovo. Prima di stabilirmi a Brema ho vissuto a Monaco, collaborando con il Consolato d’Italia e partecipando a eventi culturali frequentati da italiani e tedeschi. Questo mi ha fatto capire quanto la comunità italiana all’estero si sia trasformata: non siamo in fuga, siamo in movimento, con percorsi e bagagli culturali diversi”.
Il messaggio di Teresa va oltre l’insegnamento della lingua: è un gesto d’amore per l’Italia, che si traduce in progetti culturali e linguistici capaci di mantenere vivi i legami con il Paese, contribuendo alla diffusione della cultura italiana anche dall’estero.
“Oggi dovremmo valorizzare le competenze e le esperienze acquisite dai giovani professionisti all’estero, trasformandole in risorse per il nostro Paese. I progetti come il mio dimostrano che si può continuare a farlo, anche a distanza”, conclude Teresa.



























