Il Bundestag ha approvato giovedì 5 marzo 2026 la riforma che trasforma il Bürgergeld in una nuova Grundsicherung (reddito minimo di base), dopo un’ora di discussione in aula. La legge, che entrerà in vigore nell’estate 2026, riguarda circa 5,5 milioni di beneficiari e sostituirà il vecchio sistema con regole più rigorose.
In una votazione nominale, 320 deputati hanno approvato il disegno di legge (13° modifica del Secondo Libro del Codice Sociale e di altre leggi), 268 hanno votato contro e due si sono astenuti. Contestualmente, il Bundestag ha preso in esame un rapporto del Comitato per il Bilancio sulla sostenibilità finanziaria della riforma.
Scontro politico e opposizioni respinte
Durante la seconda lettura, il Parlamento ha respinto una serie di proposte di modifica presentate dall’AfD, volte a introdurre una “Grundsicherung attivante” in grado di reinserire i beneficiari nel mondo del lavoro e a ridurre significativamente i costi per i contribuenti. Anche le iniziative di Verdi e Linke, volte a ridurre le sanzioni e a proteggere i più vulnerabili, sono state respinte, con i voti contrari di CDU/CSU, SPD e AfD.
La riforma mantiene il principio di “Fördern und Fordern”: chi riceve sostegno deve contribuire con la propria disponibilità al lavoro e rispettare gli impegni con il Jobcenter. In particolare, i single potranno essere obbligati ad accettare un impiego a tempo pieno, se necessario per superare la condizione di bisogno, mentre il principio del Vorrang der Vermittlung (priorità alla mediazione e collocamento) sarà rafforzato, anche attraverso qualifiche e corsi mirati per chi ha meno di 30 anni.
Il deputato SPD Jens Peick ha sottolineato che la riforma non rappresenta un cambio di sistema, ma un “rafforzamento” delle regole, soprattutto per l’inserimento lavorativo. Secondo Peick, la discussione polarizzata e piena di mezze verità non deve far credere al crollo del sistema di assistenza, visto che il 97% dei beneficiari non subirà alcuna conseguenza dalle nuove sanzioni.
L’AfD ha denunciato complessità e burocrazia e messo in dubbio l’efficacia della riforma nel contrastare l’abuso del sistema, mentre i Verdi e la Linke hanno accusato il governo di creare una “minaccia” verso i più poveri e di punire ingiustamente le famiglie e i lavoratori a basso reddito. Il deputato verde Timon Dzienus ha affermato: “Non si tratta di una vera Grundsicherung, ma di sfiducia verso la popolazione. Si colpiscono le madri sole e non i cosiddetti ‘turisti sociali’”.
Novità principali della riforma
- Cambio di nome e regole più severe: il Bürgergeld diventa Grundsicherungsgeld, con maggiore rigore su patrimonio e affitto. La precedente “Karenzzeit” e il patrimonio iniziale protetto vengono eliminati e sostituiti da limiti scalari in base all’età (5.000–20.000 euro).
- Sanzioni più forti: chi salta appuntamenti o rifiuta offerte di lavoro può subire riduzioni del sussidio fino al 30% per tre mesi. Dopo tre assenze consecutive, il sostegno può essere sospeso completamente, comprese le spese d’affitto per i single. Sono previsti meccanismi protettivi per chi ha problemi psicologici e per i giovani in situazioni complesse.
- Affitti e costi di alloggio: l’assistenza continua a coprire le spese considerate adeguate, ma chi vive in case troppo grandi o costose dovrà spostarsi più rapidamente, con eccezioni per famiglie con figli.
- Formazione e lavoro: la formazione rimane importante, ma solo dove “ha senso”, secondo Carsten Linnemann (CDU/CSU), con l’obiettivo di reinserire i beneficiari nel mercato del lavoro, inclusi i migranti, secondo il principio di integrazione economica.
La riforma introduce un piano cooperativo personale, che documenta ogni passo verso l’integrazione lavorativa e offre consulenza, supporto e mediazione. Vengono rafforzati anche i controlli per contrastare abusi e lavoro autonomo fittizio, con valutazioni già dal primo anno di ricezione del sussidio.
Con questa approvazione, la Germania inaugura un nuovo modello di assistenza sociale: più esigente, più strutturato e più orientato all’inserimento nel lavoro, pur mantenendo forme di tutela per le famiglie e le persone in difficoltà. Per milioni di cittadini, la vita con il sostegno statale cambierà già a partire dall’estate 2026.






























