La data ora è ufficiale. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 14 gennaio, il referendum costituzionale confermativo sulla riforma della giustizia entra nel vivo. Gli italiani, in patria e fuori dai confini nazionali, saranno chiamati a votare domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026 su un tema che tocca l’assetto stesso dell’ordinamento giudiziario e l’istituzione della Corte disciplinare

Per chi vive all’estero, però, il calendario corre un po’ più veloce. E conviene fare attenzione alle scadenze, perché alcune finestre si chiudono in fretta.

Come già avviene per le elezioni politiche, anche per il referendum gli iscritti all’AIRE voteranno in linea generale per corrispondenza. Il plico elettorale arriverà direttamente a casa, all’indirizzo registrato presso il Consolato. Un dettaglio tutt’altro che secondario: chi ha cambiato residenza o non ha aggiornato i propri dati rischia semplicemente di non ricevere nulla. La Farnesina lo ricorda con chiarezza, invitando a controllare subito la propria posizione anagrafica, meglio ancora tramite il portale Fast It.

C’è poi l’alternativa, prevista dalla legge: votare in Italia. Una scelta che va comunicata per iscritto al proprio Consolato entro dieci giorni dall’indizione ufficiale del referendum. In pratica, entro il 24 gennaio. Non oltre. Chi decide di rientrare per esprimere il voto lo farà nel Comune italiano di iscrizione elettorale e riceverà la consueta cartolina-avviso dal Comune stesso.

La comunicazione al Consolato non richiede formalismi complicati. Va bene anche una semplice lettera, purché contenga nome e cognome, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza e firma, accompagnata da una copia del documento d’identità. Si può inviare per email, anche PEC, per posta oppure consegnare a mano. I moduli ufficiali saranno comunque disponibili sui siti delle Ambasciate e dei Consolati.

Attenzione a un altro aspetto spesso sottovalutato: la scelta di votare in Italia vale solo per questo referendum. E può essere revocata, sempre entro il 24 gennaio, con una comunicazione scritta inviata al Consolato con le stesse modalità.

Chi pensa di tornare in Italia per votare deve però mettere in conto un elemento poco popolare ma chiarissimo nella normativa: non è previsto alcun rimborso per le spese di viaggio. Sono previste soltanto agevolazioni tariffarie all’interno del territorio italiano.

Il quadro normativo di riferimento è quello della legge 459 del 2001, che tutela il diritto di voto dei cittadini italiani residenti o temporaneamente all’estero. Un diritto, appunto, che resta tale solo se esercitato con attenzione e nei tempi giusti. Perché i plichi elettorali, per legge, partono quasi un mese prima del voto in Italia. E una comunicazione arrivata in ritardo, specie se spedita per posta, semplicemente non viene presa in considerazione.

Per dubbi, chiarimenti o casi particolari, la strada resta una: contattare il proprio Ufficio consolare di riferimento. Meglio farlo ora, senza aspettare l’ultimo momento. Marzo, in fondo, non è poi così lontano.


Voto per corrispondenza

Chi può: cittadini italiani iscritti all’AIRE.

Come funziona: il plico elettorale arriva all’indirizzo registrato al Consolato.

Aggiorna subito l’indirizzo se hai cambiato residenza, meglio tramite Fast It.

Scadenza fondamentale: i plichi devono partire quasi un mese prima del voto. Indirizzi non aggiornati = rischio di non ricevere il plico.

Alternativa: puoi scegliere di votare in Italia (vedi sotto), comunicandolo entro il 24 gennaio 2026.


Votare in Italia

Come fare: invia una comunicazione scritta al Consolato.

Cosa indicare: nome, cognome, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza, firma, copia documento identità.

Modalità invio: email, PEC, posta o consegna a mano. Moduli disponibili online sui siti dei Consolati o del MAECI.

Scadenza: entro il 24 gennaio 2026. Dopo non è più possibile.

Cambio idea: revoca possibile entro la stessa data, con le stesse modalità.

Cartolina dal Comune: se scegli l’Italia, il tuo Comune invierà l’avviso con il seggio.

Viaggio: nessun rimborso per spese di viaggio; solo agevolazioni tariffarie interne.


Promemoria rapido

Controlla subito i tuoi dati anagrafici e indirizzo presso il Consolato.

Scadenza opzione Italia: 24 gennaio 2026.

Per dubbi: rivolgiti al tuo Consolato di riferimento.