Il bilancio del Presidente Daniela Di Benedetto: memoria, integrazione e tutela dei diritti nel 2025
Un anno importante volge al termine e, mentre pensiamo a fissare alcuni obiettivi per il 2026, è fondamentale fare un bilancio da Presidente del Com.It.Es. di Monaco di Baviera, di ciò che è stato fino ad oggi.
Ricopro questo ruolo dall’aprile del 2015. Il primo impegno ufficiale furono le celebrazioni per i 70 anni dalla liberazione dei campi di concentramento di Flossenbürg e Dachau, e contestualmente la collaborazione con l’Archivio Storico della città di Monaco per i 60 anni dagli accordi bilaterali per il reclutamento e l’impiego di manodopera.
Da questa collaborazione nacque anche un accordo di comodato d’uso gratuito dell’archivio del Com.It.Es., depositato presso l’archivio della città di Monaco, diventando parte integrante della memoria cittadina.
Allo stesso tempo nacque la pubblicazione della biografia bilingue di Venanzio Gibillini, sopravvissuto ai campi di concentramento, curata da Friedo Perterhans, Grazia Prontera e dalla sottoscritta. Grazie a un lavoro congiunto tra Com.It.Es., Ufficio Scuola, Archivio Storico e Fondazione del Memoriale di Flossenbürg, il volume venne adottato da alcune scuole come testo per l’apprendimento dell’italiano come terza lingua in alcuni licei bavaresi.
Nel 2016 il Com.It.Es. di Monaco di Baviera istituzionalizzò i “Newcomers Networking Party”, eventi da me ideati a seguito di alcune riflessioni nell’ambito della Consulta per l’Integrazione dello Stato Bavarese. Questa, da un lato, si trovava in difficoltà ogni volta che doveva contattare e attivare la comunità italiana, dall’altro rilevava come, nonostante l’ampia offerta informativa e di strumenti integrativi verso i nuovi arrivati, mancasse un momento conviviale e celebrativo in ambito migratorio. Nacquero così, nel 2014, i Newcomers Networking Party, successivamente istituzionalizzati dal Com.It.Es. nel 2015, con l’istituzione di una commissione apposita.
Il Com.It.Es., appena eletto nel 2015, aveva deciso di riformare il proprio regolamento per rendere la partecipazione più inclusiva, introducendo la possibilità di riunioni in remoto, stimolando la partecipazione dei territori. Se da un lato questa modalità agevola i rappresentanti geograficamente più lontani, dall’altro il Com.It.Es. decise di proporre anche riunioni in provincia.
Un’altra innovazione nata da mia proposta fu l’introduzione dell’home-schooling già nel 2016, in tempi pre-pandemici, pensata per gruppi selezionati di studenti italiani in Germania, affinché potessero conciliare il percorso scolastico con le passioni che li avevano condotti in Baviera, senza perdere anni di scuola. Il progetto sfruttava appieno le potenzialità del sistema scolastico italiano e le competenze della nostra comunità sul territorio.
Ci siamo occupati di assistenza e cura attraverso la partecipazione al progetto Brücken Bauen, voluto dalla città di Monaco per l’integrazione di anziani e disabili appartenenti a comunità con esperienza migratoria.
Abbiamo istituito uno Sportello della Legalità, che ha aiutato alcuni connazionali a uscire da situazioni lavorative e abitative precarie, ma ha anche permesso al Com.It.Es. di comprendere meglio la realtà in cui operiamo. Anche a distanza di anni dalla chiusura dello sportello, abbiamo continuato a risolvere complessità e a portare alla luce situazioni di sfruttamento e disumanità che mai avremmo immaginato di trovare in Baviera oggi: realtà di cui pochi parlano, ma che non per questo cessano di esistere o di essere inaccettabili.
L’impegno per la legalità si è tradotto anche in un percorso di memoria viva e attiva, attraverso attività in coincidenza con i 30 anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio, organizzate dalla Commissione Memoria, Arti e Cultura, che sono stata felice di supportare in ogni modo possibile, in memoria della mia terra e di quel tragico 1992 a Palermo.
Rimanendo in tema di memoria, voglio ricordare la partecipazione, insieme ad altre associazioni italiane a Monaco, agli eventi per i 50 anni dalle Olimpiadi. Durante il periodo di lockdown abbiamo inoltre offerto supporto alla risposta telefonica del Consolato, contribuendo al ripristino del servizio.
Con l’Intercomites Germania, nel 2016 fu pubblicata la Guida “Primi Passi alla Terza Età”, nel 2017 la Guida “Primi Passi all’Imprenditoria”, e nel 2025 è stato redatto l’aggiornamento della Guida “Primi Passi in Germania”, la cui pubblicazione è prevista nel 2026.
Nel periodo 2018-2019 abbiamo dato molto spazio alle manifestazioni divulgative sulla Costituzione italiana e tedesca, coinvolgendo anche le scuole. Nel 2020, su impulso del Consolato e dell’Ufficio Scuola, con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e per la Cooperazione Internazionale, è nato il portale ItaliaQui, oggi diventato il diario di bordo di “Migration Erinnern”, la lunga serie di eventi voluta a Monaco dal dipartimento Public History per i 70 anni dagli accordi bilaterali.
Quando ci fu chiesto di individuare giovani partecipanti alla Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo a Palermo, organizzata dalla Commissione V del CGIE, ne trovammo due, ottenendo anche una sponsorizzazione. Le due giovani furono poi candidate ed elette alle successive elezioni Com.It.Es.
Negli anni abbiamo collaborato con diverse università e scuole, italiane e tedesche (LMU, Salzburg, Camerino, Verona, Clermont-Ferrand, Leonardo da Vinci, Liceo Artistico Statale di Verona, Rupprecht Gymnasium, Scuola Europea), oltre a Fondazione Migrantes e Museo Nazionale dell’Emigrazione di Genova (MEI). La collaborazione con il Consiglio per l’Integrazione dello Stato Bavarese si è intensificata negli anni.
Guardando in particolare all’ultimo anno, tre punti meritano di essere sottolineati:
- La collaborazione con il dipartimento Public History della città di Monaco per i 70 anni dagli accordi bilaterali, rafforzando anche la collaborazione con il Comune gemellato di Verona.
- La consapevolezza che i diritti conquistati dagli italiani a Monaco derivano da una storia di emigrazione, integrazione e lotta alla marginalità, iniziata nel lontano 1955 e ancora in corso.
- Il valore dell’interazione tra generazioni e della partecipazione della comunità italiana, attraverso associazioni storiche e nuove forme di associazionismo, visibile e attiva, che rende l’integrazione un processo condiviso.
È proprio alla luce di questo ultimo punto che ho vissuto fino in fondo, con tutto il mio impegno istituzionale e umano, l’intervento nella vicenda “Lilium”, a favore dei lavoratori (italiani che mi avevano contattata come propria rappresentante istituzionale, ma in realtà di ogni nazionalità) esclusi dal normale processo di disoccupazione. L’azione, svolta presso l’Agenzia Nazionale per il Lavoro, ha riscosso successo e gettato basi importanti per prevenire casi simili in futuro.
Ho seguito personalmente, con la necessaria discrezione, un intervento molto delicato di tutela legale e mediazione culturale, e so che molto resta ancora da fare. Questo rimane, insieme a tutto il resto, il mio impegno per il prossimo futuro e una promessa a chi non c’è più.




























