Synodaler Weg / Marko Orlovic

Si è svolta a Stoccarda (29-31 gennaio) la sesta assemblea del Synodaler Weg. Sono trascorsi quasi tre anni (marzo 2023) dalla precedente, conclusa con molti testi approvati. Molto lavoro era rimasto ancora aperto. Questo appuntamento di Stoccarda, fissato già nel 2023, aveva lo scopo di valutare l’intero processo del cammino sinodale, fare un monitoraggio dell’attuazione delle delibere nelle diocesi, e preparare la Conferenza sinodale.

Preghiera prima della liturgia eucaristica. Synodaler Weg/Mirko Orlovic

Il punto di partenza del Synodaler Weg (SW) era stato lo scandalo degli abusi sessuali. La strada su cui proseguire è la sinodalità “perché la nostra Chiesa ha il compito di rendere visibile il Vangelo in un mondo lacerato” (dal comunicato finale). Una premessa è necessaria: insistere nel vedere nel Synodaler Weg un cammino scismatico è non solo sbagliato, è scorretto nei confronti di chi vi si sta impegnando, non corrisponde ai fatti e al dialogo costante con la curia romana. Alcuni segni sono stati chiari e indubitabili: all’assemblea di Stoccarda è stata inserita la conversazione nello spirito (quella del sinodo universale), per tutta la durata dei lavori di Stoccarda era presente il nunzio apostolico Nikola Eterović, oltretutto caldamente salutato dal vescovo Bätzing, e che ha concelebrato le due messe; infine, i rimandi al sinodo universale sono stati frequenti.

Il nunzio apostolico Nikola Eterović, il presidente della DBK, Georg Bätzing e due sinodali. Synodaler Weg/Mirko Orlovic


Certamente è in atto una evidente dialettica fra centro e Chiesa locale, ma non è forse questa la sfida “creativa”, la sinodalità non è una ricetta pronta, ma una strada da tracciare, con anche organismi che la sostengano e la consolidino. A questo ci chiama il documento finale del sinodo sulla sinodalità, consegnato da papa Francesco al popolo di Dio (ottobre 2024)?

Se la cristianità non esiste più, nel senso che non è la cifra del contesto socioculturale dei nostri tempi, in Germania ma neanche in Italia e in molti altri paesi occidentali, il cristianesimo è la missione in questa nostra realtà. In questo clima si è aperta e svolta questa assemblea.
Si legga anche: https://www.delegazione-mci.de/sesta-assemblea-del-sinodo-tedesco-cambiare-per-una-chiesa-piu-sinodale-e-missionaria/


Perché questa sesta assemblea?
Come si è svolta la sesta assemblea? Fare il punto della situazione
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Come ha influito il sinodo universale sulla sinodalità sul SW?
Proseguire come? Rendere la sinodalità a prova di futuro. Le sfide della Conferenza sinodale.
La sinodalità e i cattolici di altra lingua e riti.

Perché è iniziato il Cammino sinodale tedesco?

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Perché questa sesta assemblea?

L’assemblea di Stoccarda ha avuto lo scopo di valutare il processo sinodale fin qui fatto; monitorare se e come sono state attuate le decisioni approvate durante Synodaler Weg dal 2020 al 2023 (tutte le delibere si trovano in parte tradotte in lingua italiana https://www.synodalerweg.de/italiano#c8308 ); fare il punto della situazione giurisdizionale penale e amministrativa relativa agli abusi sessuali; infine, dare un’impostazione duratura e permanente alla sinodalità con la preparazione dell’elezione di altri 27 membri della futura Conferenza sinodale (Synodalkonferenz). Sarà la Conferenza sinodale a raccogliere l’eredità del SW e portarne avanti il lavoro.

Stoccarda e sede del Comitato centrale dei cattolici tedeschi (ZdK) che insieme alla Conferenza episcopale tedesca (DBK) hanno dato vita al Synodaler Weg nel 2020. A Stoccarda erano riuniti 177 sinodali, sette osservatori, undici ospiti stranieri e 15 consulenti. Era presente il nunzio apostolico a Berlino, arcivescovo Nikola Eterović, sempre molto critico nei confronti del Synodaler Weg. In questa occasione è stato calorosamente salutato da Bätzing, segno che il tempo di dialogo non è trascorso invano, e ha concelebrato le due liturgie eucaristiche. Mancavano a Stoccarda alcuni vescovi: il cardinale Woelki, arcivescovo di Colonia che ritiene chiuso il SW, e i suoi vescovi ausiliari, p.e. Dominikus Schwaderlapp; il vescovo di Regensburg, non certo simpatizzante del SW, Rudolf Voderholzer, per concomitanza di impegni in Vaticano; il vescovo di Osnabrück, Dominicus Meier, per motivi di salute e il vescovo di Münster, Felix Genn, assente giustificato. Woelki, Voderholzer, e i presenti Oster e Meier sono i vescovi che hanno preso distanze dal progetto di creazione di una struttura sinodale duratura.

Un momento della presentazione del lavoro di valutazione del Synodaler Weg. ©Synodaler Weg/Mirko Orlovic

Come si è svolta la sesta assemblea? Fare il punto della situazione

L’occasione di questa sesta assemblea del Synodaler Weg è stata presentare una valutazione del percorso fin qui fatto e andare a vedere se e come sono state applicate nelle diocesi le decisioni prese (ovviamente si tratta di decisioni che riguardano la chiesa locale e che non riguardano la Chiesa universale). Sono stati presentati lavori di monitoraggio e di valutazione sulla base di sondaggi previamente sottoposto a tutti i sinodali, a cui però non tutti hanno aderito.

È emerso che molto rimane ancora da fare. Sono stati individuati compiti ancora aperti e ritenuta necessaria una maggiore rapidità perché „Die Hütte brennt“ la casa brucia, un grido di allarme, che è arrivato da più sinodali: i fedeli aspettano le riforme, le donne escono dalla Chiesa… Come si dice in tedesco: Es gibt viel Luft nach oben, c’è un ampio margine di miglioramento. Molti interventi dall’assemblea erano un appello ai vescovi a realizzare quanto approvato insieme nelle precedenti assemblee sinodali. Si percepiva un clima di esortazione a proseguire, a volte un senso di scoraggiamento.

Un momento della sesta assemblea ©Synodaler Weg/Mirko Orlovic

Come ha influito il sinodo universale sulla sinodalità sul SW?

Quando si è conclusa la fase deliberativa del SW nel marzo 2023 si era anche nel pieno del sinodo universale sulla sinodalità, un incrocio di percorsi che ha portato frutti, tant’è vero che la novità più evidente di questa assemblea è stata l’adozione della conversazione nello spirito, praticata come metodo nelle assemblee del sinodo a Roma. (per saperne di più: Convegno Laici 2024: Conversazione nello spirito | Delegazione-mci )

In gruppi di sette-otto persone (una persona fungeva da facilitatore) i 177 sinodali hanno fatto conversatio in spiritu nelle due giornate. Spesso in passato una delle critiche mosse al Synodaler Weg è stato il suo stile dialettico. Ci sono stati negli anni scorsi momenti di acceso dibattito, ma sempre appassionato e aperto, e in grado di giungere a decisioni (Beschlüsse). L’introduzione della conversazione nello spirito ha avuto come scopo di predisporsi al proseguimento dei lavori, mettendosi in ascolto per comprendere le ragioni dell’altro e suscitare un clima di reciproca empatia.

Ma c’è dell’altro. Il sinodo universale ha dato la possibilità alla Chiesa in Germania di fare rete con altre Chiese locali, con altre realtà ecclesiali, e di rendersi conto che le questioni che il SW ha messo apertamente sul tavolo sono presenti anche in altre chiese locali. Il documento finale del sinodo infine, sottolinea la partecipazione dell’intero popolo di Dio ai processi decisionali in opportuni organismi di partecipazione. La Chiesa in Germania vede in questa indicazione l’invito a creare organismi sinodali ovviamente nell’orizzonte di possibilità previste dall’attuale CIC, codice di diritto canonico.

Um momento della sesta assemblea del cammino sinodale. ©Synodaler Weg/Mirko Orlovic

Proseguire come? Rendere la sinodalità a prova di futuro.
Le sfide della Conferenza sinodale.

In questi ultimi tre anni una commissione, il Synodaler Ausschuss, ha lavorato per dare forma a una struttura permanente sinodale sovra diocesana, la Synodalkonferenz. Inizialmente si parlava di Synodalrat, ma questa definizione e stata abbandonata. La Synodalkonferenz proseguirà il lavoro del SW nel dare continuità e struttura al processo di riforma. A questo proposito è stato redatto uno statuto che ne definisce la funzione, lo scopo e la composizione. A fine novembre ’25 lo statuto è stato approvato dai membri del Synodaler Ausschuss e immediatamente dopo lo ha fatto anche lo ZdK, il Comitato centrale dei cattolici tedeschi. Ora passerà al vaglio del Conferenza episcopale che si riunirà a fine febbraio e che, tra l’altro eleggerà il nuovo presidente. Se i vescovi tedeschi approveranno lo statuto, come c’è da aspettarsi, il passaggio successivo sarà l’invio a Roma del testo per la recognitio.
Della futura Conferenza sinodale faranno parte 27 vescovi diocesani, 27 membri dello ZdK e una terza parte composta da 27 persone. Due saranno membri del Consiglio delle vittime di violenza sessualizzata, due della Conferenza dei superiori religiosi. Almeno 13 dovranno essere donne, cinque dovranno avere meno di 30 anni e almeno tre dovranno appartenere alle comunità di altra lingua e riti.

Inizialmente questo organismo sinodale sarebbe dovuto chiamarsi Synodaler Rat, Consiglio sinodale, ma la commissione preparatoria si è accordata su Conferenza sinodale, Synodalkonferenz. Questi cambi di nomi possono sembrare una formalità ma, nell’intento di chi ci sta lavorando, spostano leggermente il significato, definiscono il compito del futuro organismo sinodale in modo da non collidere con il diritto canonico e da non mettere in discussione il primato dell’episcopato (Communio hierarchica, Vaticano II), punto che era sostanzialmente la grande riserva di Roma.

Il vescovo Franz-Josef Overbeck con la prof. Charlotte Kreuter-Kirchhof relazionano sulla futura Synodalkonferenz. ©Synodaler Weg/Mirko Orlovic

Nei mesi scorsi ci sono stati frequenti incontri a Roma fra la curia e delegazione tedesca della conferenza episcopale per mantenere aperto il dialogo su questa delicata questione che è al tempo stesso canonica, teologica e ecclesiologica.

Compito della Conferenza sinodale sarà allora „consultare e prendere decisioni“ (Beraten und Beschlüsse fassen) e non „consultare e decidere“. Col mettere l’accento sul prendere decisioni piuttosto che sul decidere, sembra che si voglia sottolineare la ricerca di consenso sinodale su questioni particolari nello spirito della ricerca della comunione.

La questione cruciale è quanto saranno vincolanti per le diocesi le decisioni della futura Conferenza sinodale. Il cardinale, arcivescovo Reinhard Marx, ha detto chiaramente di rifiutare un’istanza di controllo sul lavoro delle diocesi. Come verrà affrontato e risolto questo tema nella Conferenza sinodale – in particolare riguardo all’armonizzazione tra decisioni vincolanti e loro effettiva attuazione da parte dei rispettivi destinatari, cioè le diocesi? Ma non è già così anche per le decisioni che prende la conferenza episcopale?
Il timore è che siano i laici a decidere, insieme. Il timore è la sinodalità? Ma allora il primato dell’apostolicità, e dei vescovi è una autorità a tutti i livelli: potestas ordinis e potestas iurisdictionis?

La sinodalità e i cattolici di altra lingua e riti.

I cattolici di altra lingua e riti rappresentano circa il 17% dei cattolici in Germania, senza contare chi ha il doppio passaporto rientra nel conteggio percentuale nei cattolici tedeschi. In una assemblea come il Synodaler Weg che oggi conta 177 persone, il 17% consiste di 30 persone, se si rispettassero le rappresentanze percentuali che rispecchiano la realtà. Invece sono solo due. È evidente che sono sottorappresentati.

Nel 2024 i vescovi tedeschi hanno pubblicato il testo Auf dem Weg zu einer interkulturellen Communio, ampiamente trattato e presentato in diverse occasioni dalla Delegazione MCI. In esso si auspica e si promuove una maggior partecipazione, nel senso di prendere parte (Teilhabe), da parte dei cattolici di altra lingua e riti, negli organismi della Chiesa in Germania a tutti i livelli.

La domanda della sottoscritta in conferenza stampa è stata come garantire e praticare la sinodalità della Chiesa in Germania se non si coinvolgono di più i cattolici di altra lingua e riti?

Christian Gärtner del ZdK ha risposto dicendo che il Zentralkomitee ha ben presente la questione ed è all’ordine del giorno: „Spero che saranno meglio rappresentanti nella Conferenza sinodale. Noi (ZfK) abbiamo cominciato all’interno delle nostre strutture di collegamento fra i consigli diocesani (Diözesanräte) e le associazioni cattoliche a pensare come aprirle ai cattolici di altra madrelingua, non sono molto rappresentati. Non è molto facile da realizzare, lo sappiamo, anche perché sono un gruppo molto eterogeneo. Però sì, è una delle grandi sfide che ci siamo posti come ZdK, dobbiamo affrontare questo sviluppo e vedere come integrarlo meglio nei nostri organismi.“
Per quanto riguarda la futura Conferenza sinodale (Synodalkonferenz), tre saranno i cattolici di altra lingua e riti che ne faranno parte.

Perché è iniziato il Cammino sinodale tedesco?

Per Georg Bätzing, presidente uscente della Conferenza episcopale tedesca (DBK) (Bätzing non sarà più presidente della Conferenza episcopale tedesca | Delegazione-mci), il Synodaler Weg è un processo nato dal coraggio e con coraggio: „Der Mut, wir machen das!“ ricordando la responsabilità che grava sulla Chiesa cattolica tedesca, per scandalo degli abusi sessuali. Affrontare questa crisi ha portato a un cambio culturale nella Chiesa, è stato detto da più parti durante l’assemblea di Stoccarda. Il cammino sinodale tedesco è nato da lì, dalla volontà di affrontare la crisi di credibilità della Chiesa, individuare le cause sistemiche che favoriscono l’abuso (che ha diverse sfaccettature: sessuale, spirituale, di potere…) ed eliminarle. Preparatorio fu il lavoro interdisciplinare MHG-Studie del 2018, commissionato dalla Conferenza episcopale a tre istituti di ricerca indipendenti. (https://www.dbk.de/themen/sexualisierte-gewalt-und-praevention/forschung-und-aufarbeitung/studien/mhg-studie)

Per concludere, le prossime settimane ci saranno passi successivi e decisivi con la Conferenza episcopale tedesca che eleggerà il successore di Georg Bätzing e si esprimerà sullo statuto della futura Conferenza sinodale.