Foto di ©Elisa Cutullè

In occasione del K-Pop Revolution 2 a Mainz, abbiamo incontrato i NOUERA, la nuova promessa del pop coreano nata dal survival show MakeMate1 (MA1). Il gruppo, composto da sette talenti cristallini — Fan, Lin, Miraku, Jang Hyun-jun, Noh Gi-hyeon, Jeon Jun-pyo e Han Yu-seop — porta nel nome la propria missione: „Noue“ (connettere) e „RA“ (era). Non solo „Monster Rookies“, ma veri e propri agenti del cambiamento musicale.

Ecco cosa ci hanno raccontato.

Il vostro nome evoca un ponte tra epoche diverse. Quali elementi della „vecchia scuola“ state reinventando per l’era dei Monster Rookie?

È un concetto che permea tutto il nostro lavoro. Nei nostri primi due album, abbiamo voluto rendere omaggio al rigore della prima e seconda generazione: parliamo di quel „Kal-gunmu“ (danza sincronizzata al millimetro) e di movimenti orchestrati che richiedono una disciplina quasi marziale. Tuttavia, non siamo ancorati al passato. Con il terzo album stiamo esplorando il lato più „hip“ e trendy della musica attuale. La nostra identità risiede proprio in questa armonizzazione: fondere la forza strutturale dei veterani con la fluidità dei ritmi contemporanei per creare qualcosa di senza tempo.

La vostra formazione include membri con background culturali diversi. Come si traduce questa „chimica multiculturale“ nel processo decisionale del gruppo?

Più che le differenze geografiche, sono le nostre diverse personalità a colorare il gruppo. All’inizio, come in ogni famiglia, ci sono stati scontri e divergenze creative. Ma abbiamo una regola d’oro: preferiamo una conversazione profonda e pacifica allo scontro fisico o verbale. Siamo come una cipolla: ogni volta che togli uno strato, scopri un nuovo lato del nostro talento e della nostra umanità. Oggi abbiamo raggiunto uno stato di tranquillità e comprensione reciproca che ci permette di decidere all’unanimità.

Se doveste cambiare una sola cosa del mercato musicale globale, quale sarebbe la vostra „missione“ da agenti?

La nostra missione è la „musica persuasiva“. Spesso i generi dividono il pubblico; noi vorremmo che „NOUERA“ diventasse un genere a sé stante, capace di convincere chiunque al primo ascolto. In Corea il genere Trot unisce i giovani agli anziani; ecco, vorremmo che la nostra musica avesse lo stesso potere intergenerazionale. Sarebbe un sogno sapere che i nostri brani vengono ascoltati dai ragazzi nei club, ma anche dalle nostre nonne a casa.

Il passaggio da un survival show alla vita di gruppo non è mai scontato. Come avete trasformato la competizione in fratellanza?

Non è successo dall’oggi al domani. Anche dopo la fine di MakeMate1, abbiamo dovuto affrontare momenti di tensione e opinioni divergenti. La soluzione non è stata un metodo magico, ma il tempo e la dedizione. Viviamo insieme, ci alleniamo insieme e, soprattutto, parliamo ogni giorno. Ci raccontiamo anche le piccole cose, le nostre speranze e quello che ci aspettiamo l’uno dall’altro. Avere un obiettivo comune — il successo del gruppo — ha trasformato naturalmente i rivali di un tempo in una famiglia indissolubile.