Giancarlo De Simoi legge il discorso commemorativo a 80 anni dall'eccidio nazista di Kassel del 31.03.1945 Foto:©ANPI-Francoforte

“L’aspetto che più mi ha appassionato è stato il ricordo di quello che hanno passato questi ragazzi coinvolti in una tragedia assurda ed è anche una questione di rispetto umano per queste vite ‘non vissute’”. (De Simoi).

Giancarlo era un amico e un collaboratore del Corriere d’Italia. Era un appassionato ricercatore storico che con la sua acribia e profonda pietà umana ha fortemente contribuito a far conoscere la storia degli Internati Militari Italiani sepolti nel Cimitero Westhausen di Francoforte.

Ha dato il suo impegno volontario alla Caritas di Francoforte. Ha collaborato come supervisore al volume sui cinquant’anni della Missione cattolica italiana di Francoforte curato da Pasquale Marino.

Era socio della sezione ANPI di Francoforte. Queste le parole di Andrea Fontana, presidente ANPI Francoforte:

Stamattina (13 gennaio), dopo una breve malattia, ci ha lasciati il nostro socio e membro del Consiglio di sezione allargato dell’ANPI di Francoforte, Giancarlo De Simoi.
Giancarlo è stato una persona preziosissima per la nostra sezione: un ricercatore storico instancabile e uno dei principali fautori del progetto più importante che abbiamo realizzato, ovvero la ricostruzione delle storie dei numerosi I.M.I. sepolti nel cimitero militare di Westhausen a Francoforte.
Gli I.M.I. (Internati Militari Italiani) erano soldati italiani catturati dai tedeschi sui vari fronti di guerra in Europa e deportati in Germania come lavoratori forzati dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, perché rifiutarono di giurare fedeltà al fascismo della Repubblica di Salò.
Con devozione e grande caparbietà, insieme a un gruppo di lavoro italo-tedesco (fra cui anche le nostre socie Silvia Zavagnin e Rosanna Maccarone), Giancarlo ha consultato documenti, confrontato elenchi e scandagliato archivi per ricostruire storie e restituire dignità a nomi spesso riportati in modo errato. Grazie al suo lavoro è stato possibile dare un volto a tanti di questi italiani e, in alcuni casi, permettere ai nipoti — che ne avevano perso ogni traccia — di riportarne le ceneri in Italia.
Grazie, Giancarlo, per tutto ciò che hai fatto e, soprattutto, per aver sempre divulgato e condiviso le tue conoscenze, partecipando attivamente anche a progetti scolastici, come quello con la scuola Freiherr-vom-Stein di Francoforte.
Ci auguriamo di essere capaci di portare avanti i progetti a cui ti stavi dedicando con la stessa passione.
Che la terra ti sia lieve, caro Giancarlo.

Un ricordo personale. Mi venne a prendere in auto dopo il lavoro per un’intervista. Nel suo ufficio telefonammo a Klaus Jungermann, testimone oculare dell’eccidio di Kassel (31-03.2025). Ne facemmo un articolo per il Corriere d’Italia (qui). Aveva lui preso i contatti con Jungermann, aveva avuto l’idea di intervistarlo e ha curato la trascrizione e traduzione italiana dell’intervista. La sua stanza di lavoro è un archivio storico di documenti, libri, testimonianze raccolte nel tempo sulle vicende della fine della Seconda guerra mondiale in Germania, dove i nazisti si accanirono brutalmente contro i militari italiani, ma anche uomini e donne civili, diventati prigionieri di guerra dopo l’8 settembre. Animato da profonda pietas per il destino di quelle giovani vite spezzate aveva fatto proprio il compito di fare memoria di quegli eventi e di quei destini.

Centrale è stato il suo contributo, come ricorda Andrea Fontana, per la ricostruzione di storie di IMI che portarono alla realizzazione dell’audio tour del cimitero di Westhausen, insieme al Museo storico di Francoforte (qui).

Dal 2008 al 2019 ha collaborato al progetto della Caritas di Francoforte Wegbegleiter, un servizio di accompagnamento per persone anziane italiane e di altre nazionalità. Divenne presto uno dei due coordinatori per il numeroso gruppo italiano. Così lo ricorda Gabriella Nazier del Beratungsteam Älterwerden della Caritas Verband Frankfurt e.V.: „Impegnato, interessato e autonomo. Noi, io e gli altri Wegbegleiter abbiamo sempre molto ammirato e apprezzato la sua preziosa competenza“. Una competenza anche in campo finanziario acquisita nella sua professione, continua Nazier, che metteva a disposizione degli assistiti per risolvere questioni di carattere economico, come debiti o assicurazioni, o, semplicemente, per sbrigare la corrispondenza burocratica degli assistiti. Negli anni ha approfondito e messo a disposizione degli assistiti anche una competenza in campo della salute e dell’assistenza risolvendo non pochi problemi.

Aveva 79 anni ed era arrivato in Germania con i genitori a 5 anni. Di professione era bancario. Con Giancarlo De Simoi ci lascia una persona discreta, affidabile e generosa.