Copertina del libro

A sessant’anni dalla valanga che uccise 88 operai, di cui 56 italiani, una nuova edizione del libro di Toni Ricciardi riporta alla luce una tragedia troppo a lungo dimenticata

Sessant’anni dopo la tragedia, lo storico e deputato Toni Ricciardi dedica una nuova edizione al suo libro Morire a Mattmark. L’ultima tragedia dell’emigrazione italiana, arricchita da un’introduzione che interroga le coscienze: Italia e Svizzera sono state all’altezza della storia?

Il volume ricostruisce con rigore e sensibilità la vicenda del 30 agosto 1965, quando una valanga di ghiaccio travolse il cantiere della diga di Mattmark, nella valle Saastal, in Svizzera. Due milioni di metri cubi di ghiaccio si staccarono improvvisamente dal ghiacciaio dell’Allalin, seppellendo baracche, mezzi e operai. Morirono 88 lavoratori, di cui 56 italiani. Fu una delle più gravi tragedie dell’emigrazione italiana del Dopoguerra, paragonabile a Marcinelle per portata simbolica e impatto sulla memoria collettiva.

A Mattmark non ci si fermava mai. Si lavorava giorno e notte per costruire un’imponente diga destinata a fornire energia a una Svizzera in pieno boom economico. In quel cantiere erano impiegate oltre mille persone, in gran parte emigrati italiani. 2Niente rumore. Solo un vento terribile e i miei compagni volavano come farfalle. Poi ci fu un gran boato, e la fine“, ricorda uno dei sopravvissuti, intervistato nel libro.

Nei giorni successivi alla tragedia si scavò senza sosta, tra speranze e disperazione. Per recuperare l’ultima salma ci vollero quasi due anni. Poi iniziò la lunga battaglia giudiziaria: sei anni di inchieste, un processo con diciassette imputati assolti dall’accusa di omicidio colposo, e l’ulteriore beffa per i familiari delle vittime, costretti a farsi carico delle spese processuali.

Per troppo tempo Mattmark è rimasta nell’ombra, quasi una “Marcinelle dimenticata”. Eppure quella tragedia segnò un punto di non ritorno: per la prima volta stranieri e svizzeri morirono fianco a fianco, uniti da un destino comune fatto di lavoro e sacrificio.

In occasione dell’anniversario, la Camera dei Deputati ospita la mostra Mattmark 1965 – 2025. Tragedia della montagna, inaugurata con un intervento dello stesso Ricciardi, „Un momento significativo – ha detto – perché quasi a distanza di sessant’anni ricordiamo qui alla Camera una delle pagine più dolorose della nostra emigrazione“.

La Rai dedicherà inoltre la prima serata di Rai 3, il 30 agosto alle 23.55, a un documentario ispirato al libro, per restituire voce e memoria a chi ha pagato con la vita il prezzo del lavoro.

Sessant’anni dopo, la valanga di Mattmark non è soltanto una tragedia del passato. È un richiamo alla dignità del lavoro, alla memoria degli emigrati italiani che hanno contribuito alla crescita di altri Paesi e al dovere di non dimenticare. Come scrive Ricciardi, se oggi Mattmark non è più una “Marcinelle dimenticata”, resta però una domanda che pesa come un macigno: siamo stati, Italia e Svizzera, davvero all’altezza di quella storia?

Toni Ricciardi
Toni Ricciardi è storico delle migrazioni presso l’Università di Ginevra, l’Istituto di Storia dell’Europa mediterranea (Isem-Cnr) e deputato della XIX legislatura. Tra i suoi libri usciti per Donzelli, ricordiamo Marcinelle, 1956 (2016), Breve storia dell’emigrazione italiana in Svizzera (2018), Il Terremoto dell’Irpinia (2020), Dalla valigia di cartone al web (2022). Per i tipi della Donzelli dirige l’opera in quattro volumi Storia dell’emigrazione italiana in Europa.