Nella foto: Logo Accademia Italiana della Cucina

La delegazione locale dell’Accademia Italiana della Cucina celebra il suo anniversario e il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale

Da trent’anni promuove e difende la cultura gastronomica italiana nel cuore della Germania. La delegazione di Francoforte dell’Accademia Italiana della Cucina celebra il suo 30° anniversario con una serata speciale sabato 21 marzo 2026, unendo alla ricorrenza anche un traguardo storico: il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale da parte dell’UNESCO, avvenuto l’11 dicembre 2025.

Fondata nel 1953 a Milano come associazione senza scopo di lucro, l’Accademia Italiana della Cucina ha l’obiettivo di preservare il patrimonio culinario del Paese, tutelando e documentando le tradizioni gastronomiche regionali. Dal 2003 l’organizzazione è riconosciuta dallo Stato italiano come istituzione culturale. Oggi conta 226 delegazioni in Italia e 94 in altri 54 Paesi, con circa 7.800 membri. Anche in Germania la presenza è significativa, con quattro delegazioni attive: a Francoforte, Berlino, Colonia e Monaco.

La cucina italiana, sottolinea l’Accademia, non è soltanto un insieme di ricette, ma rappresenta un elemento centrale dell’identità culturale del Paese. Attraverso seminari, conferenze, degustazioni e pubblicazioni specializzate, l’associazione promuove la conoscenza della tradizione gastronomica italiana e ne sostiene la qualità, anche attraverso la valutazione dei ristoranti.

Negli ultimi tre decenni la delegazione di Francoforte ha svolto un’intensa attività di promozione e ricerca, valutando ristoranti e produttori italiani nell’area del Reno-Meno. Tra le iniziative più note vi è l’assegnazione del “Diploma di Buona Cucina”, riconoscimento destinato a ristoranti e trattorie che mantengono viva la tradizione culinaria italiana e garantiscono elevati standard qualitativi. Tra i locali premiati figurano il ristorante Il Tempaccio di Francoforte e La Vecchia Banca di Bad Homburg.

Ai produttori viene invece attribuito il premio “Dino Villani”, destinato a realtà che utilizzano ingredienti nazionali di alta qualità e perfettamente tracciabili, legati a uno specifico territorio. Nell’area Reno-Meno questo riconoscimento è stato assegnato al caseificio artigianale L’Abbate di Offenbach.

Accanto all’attività gastronomica, la delegazione organizza regolarmente eventi culturali, presentazioni di libri e incontri di approfondimento. Nel dicembre 2025 ha promosso la serata “Dove il cibo racconta la patria. Storie di migrazione”, in occasione del 70° anniversario dell’accordo tra Italia e Germania per il reclutamento di lavoratori italiani.

Negli anni non sono mancate collaborazioni con istituzioni culturali e accademiche. Nel 2024 è stato presentato il volume Mythos Nationalgericht. Die erfundenen Traditionen der italienischen Küche dello storico Alberto Grandi. Nel 2023 si è svolto un incontro con lo scrittore e storico della gastronomia Luca Cesari sul suo libro dedicato alla storia della pasta. Già nel 2016, invece, un evento organizzato con l’Johann Wolfgang Goethe-Universität Frankfurt e l’Università di Bologna aveva affrontato il tema del rapporto tra cibo e politica.

La delegazione collabora inoltre con il cinema Casablanca di Bad Soden nell’ambito della rassegna “Flavours of Europe: Film & Food Tage. Cibo & Cinema”, dedicata all’incontro tra gastronomia e cinema europeo.

Il riconoscimento da parte dell’UNESCO rappresenta un passaggio storico. Per la prima volta l’organizzazione internazionale ha inserito nella lista del patrimonio culturale immateriale una cucina nazionale nella sua interezza, e non singoli piatti o pratiche specifiche.

Il valore riconosciuto non riguarda soltanto il sapere culinario, ma anche le tradizioni sociali e familiari legate al cibo: la cucina domestica, il pasto condiviso e il ruolo della tavola come luogo di socialità. L’Accademia Italiana della Cucina ha svolto un ruolo decisivo nel processo di candidatura, durato cinque anni, insieme alla Fondazione Casa Artusi e alla rivista La Cucina Italiana. Il progetto è stato accompagnato scientificamente dagli studiosi Massimo Montanari e Pier Luigi Petrillo.

L’UNESCO ha inoltre riconosciuto la cucina italiana come tradizione dinamica e in continua evoluzione, radicata nelle regioni ma capace di trasformarsi nel tempo senza perdere la propria identità.

Il 21 marzo la delegazione di Francoforte celebrerà il doppio anniversario con una serata festiva. Ospite d’onore sarà proprio Luca Cesari, autore e storico della cultura gastronomica, nonché editorialista del quotidiano economico Il Sole 24 Ore.

Parteciperà anche Roberto Zangrandi, fondatore e primo delegato della sede di Francoforte, oggi membro della delegazione di Bruxelles, insieme ai rappresentanti delle altre delegazioni tedesche.

Il menu della serata sarà curato dallo chef e autore italo-spagnolo-tedesco Mario Furlanello del Bornheimer Ratskeller. L’evento, organizzato in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Colonia e sotto il patrocinio del Consolato Generale d’Italia a Francoforte, intende celebrare non solo una ricorrenza associativa, ma anche il valore universale della cucina italiana come patrimonio culturale vivo e condiviso.