Raffaele e Giuseppe al lavoro ©privat
Foto A.T.

Dolce Momento è la pasticceria napoletana di Giuseppe Fusco e Raffaele Scarpati. Loro hanno portato un pezzo di cultura gastronomica italiana a Francoforte, raccontando il Sud Italia attraverso dolci artigianali e ricette tradizionali. Hanno partecipate lo scorso ottobre al convegno „Frontiere in movimento“ sui 70 anni dall’Accordo italo-tedesco.

Giuseppe mi accoglie con una sfogliatella e un tè. L’atmosfera è piacevole e lui comincia a raccontare. Raffaele sta facendo consegne e non c’è per l’intervista.

Giuseppe è arrivato in Germania nel 2003 e dice: “Mi sono innamorato subito di questo Paese e non me ne sono più andato. Sono una persona tranquilla, cerco di vivere la vita con leggerezza. Raffaele è invece in Germania dal 2015.”

Cosa vi ha spinto a portare la tradizione della pasticceria napoletana/campana in Germania?

Direi il bisogno di sentirsi a casa e di far sentire anche gli altri un po’ a casa, alle proprie origini. È stato soprattutto questo a spingerci a portare qui questa tradizione.

Quali difficoltà avete incontrato nel far conoscere un prodotto così legato all’identità italiana?

Forse all’inizio c’è stata qualche difficoltà, ma col tempo ci siamo abituati ad essere preparati a indicare i prodotti e a farli conoscere, anche perché ancora oggi incontriamo un pubblico che non riconosce un determinato prodotto.

Parlo soprattutto di un pubblico straniero, perché Francoforte non è solo tedesca, ma una città multiculturale. Serve pazienza, anche perché dietro ogni nostro prodotto c’è tanta passione. Quando spieghiamo cos’è una sfogliatella e come viene fatta in casa, spesso le persone se ne innamorano già solo ascoltando.

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Come reagisce il pubblico tedesco ai vostri dolci e alla vostra “storia napoletana”?

La reazione è molto positiva e anche le reazioni dopo l’assaggio sono soddisfacenti. Ci dà tanta soddisfazione, e questo già fin dall’inizio.

A marzo 2026 festeggeremo sei anni di attività. Abbiamo affrontato alcune difficoltà durante la pandemia, perché abbiamo aperto in pieno lockdown e il flusso di persone era molto limitato. Questo ha rallentato la nostra visibilità.

Con il tempo, però, le persone hanno iniziato ad arrivare, ad apprezzare sempre di più i nostri prodotti artigianali e a tornare.

Pensate che il vostro lavoro contribuisca a far conoscere l’Italia in modo più autentico?

Assolutamente sì. Le nostre ricette raccontano la tradizione del prodotto, com’era una volta. Usiamo ricette originali, che rispecchiano soprattutto la tradizione campana e materie prime che arrivano direttamente dall’Italia, come la ricotta fresca o la mozzarella che usiamo per le nostre pizze.

Molti clienti italiani ci dicono che, assaggiando i nostri dolci, si sentono a casa. I clienti stranieri, invece, spesso ci dicono che è come essere in vacanza in Italia. Sentire queste cose ci riempie di gioia e ci rende orgogliosi del nostro lavoro.

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C’è un valore umano o culturale che avete voluto preservare nel vostro progetto?

Sì, sicuramente il valore culturale. Le nostre ricette raccontano la storia gastronomica del Sud Italia, ma anche quella italiana in generale.

Proponiamo dolci legati alle festività: il panettone e la colomba artigianali, le chiacchiere di Carnevale. In Italia ogni festa ha un dolce, ed è questa cultura che vogliamo preservare e trasmettere.

Ci sono ricette o prodotti che per te hanno un significato speciale?

La sfogliatella napoletana è sicuramente al primo posto: è un prodotto poco conosciuto all’estero e molto complesso da lavorare.

Un altro dolce molto importante è il ciambellone di mia mamma, che ho poi elaborato e trasformato in varie versioni, ma la base è sempre rimasta quella. Per me ha un valore affettivo enorme.

Quali sono le sfide più grandi nel gestire un caffè?

All’inizio le sfide erano tante, soprattutto per via della pandemia. Oggi viviamo il lavoro in modo più sereno. L’unica vera sfida è la salute, perché sono io a occuparmi della produzione: se mi fermo io, si ferma tutto. Questa è la responsabilità più grande, quella di non ammalarsi.

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C’è un momento di cui siete particolarmente fieri?

Sì, quando vediamo sorridere un cliente dopo aver assaggiato un nostro dolce. Le recensioni positive, i complimenti dopo un catering o i messaggi privati di ringraziamento ci rendono davvero fieri di quello che facciamo.

Avete progetti per il futuro?

Sì, abbiamo dei progetti. Vogliamo continuare a crescere e offrire sempre di più. Se i clienti sono felici, noi vogliamo renderli ancora più soddisfatti. Preferiamo però lasciare che il futuro sorprenda.

Dolce Momento è anche su instagram: dolcemomentofrankfurt