Tra tagli alla spesa, nuove tasse e tensioni politiche, il governo Merz punta a stabilizzare la sanità pubblica evitando l’aumento dei contributi, ma crescono le critiche sulla distribuzione dei sacrifici
Il governo federale tedesco ha approvato un ampio pacchetto di risparmi destinato a garantire miliardi di euro di alleggerimento per le casse delle assicurazioni sanitarie pubbliche. Il provvedimento, voluto dalla ministra della Salute Nina Warken (CDU), punta a evitare nuovi aumenti dei contributi previdenziali e a stabilizzare il sistema della sanità pubblica tedesca.
Dopo la riunione del Consiglio dei ministri, il cancelliere Friedrich Merz ha definito la riforma “storica”, sottolineando come l’obiettivo principale sia mantenere il livello dei contributi sanitari al 14,6%, sia per i lavoratori che per le imprese. Il governo punta a un’approvazione rapida del disegno di legge, idealmente prima della pausa estiva del Bundestag, così da garantire un’entrata in vigore immediata delle misure.
Secondo Merz, non esisterebbero più margini per ridurre ulteriormente il volume dei risparmi previsti: eventuali modifiche parlamentari dovranno essere compensate altrove. Un’impostazione che lascia intendere una linea piuttosto rigida, orientata alla stabilità dei conti più che alla revisione del modello.
La ministra Warken ha invece evidenziato la rapidità dell’intervento, arrivato a poche settimane dalla relazione della commissione incaricata di proporre soluzioni per la sostenibilità del sistema. Il pacchetto dovrebbe colmare un deficit stimato di circa 15 miliardi di euro nel prossimo anno, con risparmi complessivi attesi per 16,3 miliardi.
Ma la riforma non è priva di effetti collaterali. Le misure comporteranno infatti nuove spese per i cittadini assicurati, per l’industria farmaceutica, per i medici e per le stesse casse malattia. Tra i punti più sensibili figurano l’aumento delle compartecipazioni sui farmaci, la riduzione di alcune prestazioni e una stretta sulla copertura gratuita per i familiari a carico.
Particolarmente contestata anche la decisione di eliminare alcuni screening preventivi, come il controllo biennale del melanoma per gli over 35, e di escludere dall’assistenza pubblica i rimedi omeopatici, ritenuti privi di evidenze scientifiche sufficienti.
Sul piano politico, non mancano le tensioni. La SPD, partner di coalizione, ha parlato apertamente di una “distribuzione squilibrata dei sacrifici”, ritenendo che il peso della riforma ricada eccessivamente sugli assicurati. La leader socialdemocratica Bärbel Bas ha sottolineato come la presenza della SPD al governo abbia contribuito a mantenere invariato il trattamento economico del congedo per malattia, evitando ulteriori tagli.
Anche dal mondo sanitario arrivano critiche. Le associazioni dei medici avvertono che il blocco alla crescita delle retribuzioni di ospedali e professionisti rischia di tradursi in una pressione crescente sul sistema e, potenzialmente, in un peggioramento dell’assistenza ai pazienti.
Resta inoltre irrisolta una questione strutturale: il finanziamento delle assicurazioni per i beneficiari dell’assistenza sociale. Il governo ammette che sarebbe più equo coprirle con la fiscalità generale, ma la difficile situazione di bilancio impedisce al momento una soluzione alternativa.
Tra le poche misure di compensazione, l’introduzione dal 2028 di una tassa sulle bevande ad alto contenuto di zucchero, che dovrebbe generare circa 450 milioni di euro l’anno per il sistema sanitario.
Nel complesso, il pacchetto si presenta come un tentativo ambizioso di tenere insieme sostenibilità finanziaria e tenuta sociale. Tuttavia, tra tagli selettivi, nuove contribuzioni e tensioni politiche, resta aperta la domanda se la riforma riuscirà davvero a rafforzare il sistema senza scaricare eccessivi costi su cittadini e operatori sanitari.
Cosa cambia per gli assicurati?
Viene eliminata la copertura gratuita per i partner coniugali o conviventi non assicurati. Dal 2028 gli assicurati dovranno versare il 2,5% del proprio reddito imponibile per coprirli (in origine era previsto il 3,5%). Sono escluse alcune categorie: genitori con figli sotto i sette anni, genitori di bambini con disabilità, assistenza familiare e pensionati. Il risparmio stimato è di 1,6 miliardi di euro all’anno.
Tutti pagheranno allo stesso modo?
No. I redditi più alti contribuiranno di più. La soglia di reddito massimo su cui si calcolano i contributi (attualmente 5.812,50 euro) verrà aumentata di 300 euro. La misura dovrebbe generare 2,4 miliardi di euro. Tuttavia, si teme che ciò possa spingere alcuni contribuenti verso l’assicurazione privata.
Quali prestazioni potrebbero essere ridotte o eliminate?
Saranno eliminati i rimborsi per l’omeopatia e per i fiori di cannabis medica. Anche lo screening per il tumore della pelle ogni due anni e alcune prestazioni ortodontiche sono in discussione. Il rimborso per le protesi dentarie scenderà dal 60% al 50%.
Cosa cambia per i farmaci?
Le spese a carico dei pazienti aumentano: il ticket per i farmaci passerà da 5 a 7,50 euro. Il tetto massimo annuale salirà da 10 a 15 euro.
Cosa succede al sussidio di malattia?
I tagli previsti sono stati ritirati. Introdotta invece la possibilità di una “malattia parziale” (dal 25% al 75%) per facilitare il rientro graduale al lavoro.
Dove risparmieranno medici e ospedali?
Saranno eliminati bonus e incentivi per visite senza appuntamento, servizi digitali e consulenze specifiche. Le retribuzioni saranno legate all’andamento dei ricavi delle casse malattia.
E l’industria farmaceutica?
Le aziende dovranno accettare sconti maggiori sui farmaci brevettati. Inoltre, più un farmaco viene prescritto, più il prezzo dovrà diminuire.
Come verranno aumentate le entrate del sistema?
Dal 2028 verrà introdotta una tassa sulle bevande zuccherate, che dovrebbe generare 450 milioni di euro l’anno. È previsto anche un aumento della tassa sul tabacco, mentre quella sull’alcol non sarà modificata.
Dove si risparmia nelle casse malattia?
Le assicurazioni dovranno ridurre i costi amministrativi, tagliare la pubblicità e limitare gli stipendi dei dirigenti.
Quanto contribuisce lo Stato?
Il contributo federale resta oggetto di dibattito. Il governo intende aumentare gradualmente il sostegno per i beneficiari dell’assistenza sociale, ma al momento non copre interamente i costi, citando vincoli di bilancio.
Cosa succede ora?
Dopo l’approvazione del governo, il provvedimento passerà al Parlamento. Modifiche sono ancora possibili. L’obiettivo è l’approvazione definitiva prima della pausa estiva.
In definitiva, la riforma viene presentata come un intervento “storico” per salvare la sanità pubblica tedesca dalla crisi dei conti. Ma tra nuovi ticket, prestazioni ridotte e contributi più pesanti per i cittadini, il rischio è che a essere “storica” sia soprattutto la capacità del sistema di chiedere sempre più ai contribuenti, mentre la promessa di efficienza resta ancora tutta da dimostrare.


























