Ad agosto durante la festa del patrono del paese non si andava via ci si riuniva nella casa dei nonni, e la zia Lilli faceva gli gnocchi di patate per quindici persone. Certo che l’aiutavamo. Tutt’intorno al tavolo ovale almeno in sei armati di forchette passavamo gli gnocchi sui rebbi facendo pressione con il pollice così, poi prendevano meglio il sugo.
La cucina delle famiglie italiane è piena di ricordi come questo, di ricette tramandate che fanno della nostra cucina, coi suoi riti di convivialità e di ospitalità un patrimonio non solo alimentare che l’Unesco nel 2025 ha riconosciuto appartenere all’umanità come Patrimonio Culturale Immateriale dell’umanità.
Ciò segna un momento storico: per la prima volta una cucina nazionale viene valorizzata non solo per i suoi piatti, ma come sistema culturale che unisce territorio, tradizioni, relazioni sociali e sostenibilità. Questo riconoscimento va oltre la fama internazionale della gastronomia italiana e ne evidenzia il valore antropologico e sociale. La cucina italiana non è un insieme statico di ricette, ma una pratica quotidiana fatta di gesti, memorie e conoscenze che si trasmettono nel tempo.
Non esiste una sola versione di una ricetta: ogni famiglia ha la sua. Anche lo stesso piatto può cambiare da una regione all’altra, o persino da una casa all’altra. È proprio questa varietà a rendere la cucina italiana così autentica e speciale: ogni ricetta porta con sé un pezzo di vita, di memoria e di identità.
Da poco la Cucina Italiana è entrata a far parte del Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO: un riconoscimento che celebra non solo i sapori, ma anche i gesti, le storie e le emozioni che si nascondono dietro ogni piatto. È il profumo del ragù che cuoce lentamente, il rumore della pasta fresca stesa a mano, il sorso di vino condiviso tra risate e ricordi. È la domenica in famiglia, la convivialità che unisce generazioni e distanze.
La vostra cucina è un patrimonio: facciamola vivere anche qui, in Germania.
Per tutto questo il Comites Friburgo lancia l’iniziativa e ci invita a cercare tra gli appunti, a chiedere a nonni o a genitori, e a mandare la ricetta tramandata nella nostra famiglia, quella che ci fa tornare con la mente a un pranzo di festa, a una cena tra amici, a un momento di gioia intorno a un tavolo imbandito.
Possiamo aggiungere un ricordo, come il mio della zia Lilli, un’emozione, una persona con cui avete condiviso quel piatto per ricostruire insieme il calore e l’autenticità della nostra tradizione.
Le ricette saranno pubblicate sul sito del Comites di Friburgo e del Corriere d’Italia, dove tutti potranno leggerle, assaggiarle con gli occhi e, perché no, arricchirle con i propri suggerimenti.
Cliccate sull’immagine allegata qui sotto per accedere alle prime ricette raccolte e lasciatevi ispirare. Troverete anche altre informazioni e dati che sono alla base della cucina di noi italiani.
Se hai una ricetta di famiglia, magari scritta a mano, ricordata a memoria o preparata
“a occhio”, condividila con noi. Che sia un piatto semplice o una preparazione delle feste, ogni ricetta ha un valore unico.
Ci piacerebbe raccogliere queste storie di cucina e metterle a disposizione di tutti, creando uno spazio vivo, fatto di sapori, tradizioni e racconti. E non solo: dopo aver letto le ricette degli altri, potrai anche contribuire con le tue varianti , suggerimenti e differenze, arricchendo ancora di più questo patrimonio comune.
Scrivici: se lo desideri, indicheremo il tuo nome come autrice o autore della ricetta. Insieme possiamo costruire una raccolta che non è solo un ricettario, ma un vero racconto condiviso della cucina italiana.

























