Con 7,3 milioni di arrivi previsti e un forte focus sui borghi, il turismo delle radici si prospetta essere una risorsa strategica dell’Italia.
Il finanziamento di 200 milioni di euro del Fondo di Coesione (70% al Sud) mira a riconnettere gli italiani all’estero con le loro origini.
Infatti, con l’avanzare dell’età anche della prima e seconda generazione si tende a rivitalizzare ricordi e partecipazione, sia attiva che passiva, facendo rivivere ricorrenze, specchio di ricordi dell’infanzia, trascorsa fra gli anni 50 e gli anni 70 ovvero nel ventennio di forte esodo verso la Francia, Belgio, Lussemburgo, Svizzera, Germania, Canada, USA ed anche verso la Lombardia ed il Piemonte, generando lo svuotamento di interi borghi per ripopolarsi poi in estate in occasione del sacro Ferragosto.
Ancora oggi molti Comuni concentrano molte manifestazioni di accoglienza e festeggiamenti nel periodo estivo. Infatti, con l’età della pensione sono sempre più i figli dell’emigrazione post bellica che danno vita ad una sorta di pendolarismo, teso a rivitalizzare ricordi e riscoperta delle tradizioni.
Un esempio è Accettura, un borgo di 1.500 anime, situato in Basilicata, in provincia di Matera.
Lì a Pentecoste si festeggia il Maggio accetturese, dedicato a San Giuliano, patrono della cittadina. Si tratta di un antico rito propiziatorio e nuziale ovvero del “matrimonio” degli alberi fra il Maggio (il tronco) e la Cima.
Per il loro trasporto dal bosco in paese e per il successivo innalzamento del cerro con la cima si fa ricorso a buoi e braccia umane.
La tradizionale festa inizia la domenica dopo Pasqua e raggiunge l’apice la Domenica di Pentecoste. Quest’anno, a causa delle elezioni comunali, la festa slitta al 6-9 giugno.
Fra la comunità accetturese residente in Germania spicca Anna Picardi, presidente della Federazione dei Lucani in Germania e da una decina d’anni, essendo in pensione, pendola fra Stoccarda, dove ha trascorso gran parte della sua vita di insegnante e la sua Accettura.
Per lei la festa del Maggio è stata da sempre un immancabile appuntamento:
Vivo in Germania dal 1967 e le volte che sono mancata si possono contare sulle dita di una mano, poiché per noi emigrati la festa rappresenta anche un’occasione per incontrare coloro che, come me, sono andati via per lavoro.
È difficile conciliare la grande Stoccarda, tua città di adozione e la tua Accettura, piccolo borgo agricolo lucano?
No, considero una grande fortuna poter vivere in due mondi così diversi, ma per me molto familiari. Ad Accettura posso gustare il piacere di una vita tranquilla, fatta di cose essenziali, di affetti e di buon cibo, rivedere vecchi amici e vivere una natura incontaminata con paesaggi mozzafiato. A Stoccarda, invece, rivedo volentieri i compagni di strada in tanti progetti ed attività; godo della solitudine nella mia bella casa, ma anche di tutto quello che offre una grande città: dalla cultura allo shopping.
La festa per eccellenza accetturese è diventata ormai anche un’attrazione turistica?
Sì, la Festa riscoperta dagli antropologi e studiosi delle tradizioni popolari negli anni Sessanta è diventata un punto di attrazione per forestieri, studiosi e curiosi, provenienti da tutto il mondo. È stata ripresa e diffusa da canali televisivi italiani ed esteri per la sua originalità. Vorrei ricordare che Accettura è stata fondata dai Longobarti intorno al 700 ed è più che probabile che il rito del Maggio (Maibaum) sia stato introdotto proprio dai Germani.
Che ruolo giocano gli accetturesi emigrati nel contesto locale ovvero fra gli stabilmente residenti sia in occasione del Maggio che nella vita quotidiana?
Per noi accetturesi che viviamo fuori, è un’occasione obbligata di ritorno. Alla festa pagana del Maggio si unisce quella religiosa di San Giuliano, patrono che si porta nel cuore dappertutto come protettore.
C’è una partecipazione attiva degli accetturesi emigrati alla vita politica, sociale e culturale locale?
Beh vivendo lontano la partecipazione alla vita politica è ovviamente è scarsa, però tutti ci lamentiamo della burocrazia e dei servizi che non funzionano.

In virtù dell’esperienza acquisita all’estero o nel Settentrione d’Italia che cosa dovrebbe cambiare per fermare l’esodo di giovani che, di fatto, sono la vitalità di un borgo?
Il fenomeno che riguarda i giovani è quello di dover fare grandi sacrifici per raggiungere quotidianamente i centri urbani dove frequentare le scuole superiori. Conseguito il diploma però si spostano nelle grandi città, soprattutto del Nord, per studiare. Alla fine vi rimangono o per scelta o perché vengono a mancare le offerte di lavoro nei campi specifici per i quali hanno studiato. Infatti abbiamo tanti giovani che studiano o hanno studiato medicina per esempio, ma non abbiamo più un medico di famiglia stabile. Venendo quindi a mancare i servizi essenziali, anche molti anziani ormai raggiungono i figli al Nord e all’estero. È un po’ il cane che si morde la coda. Fortunatamente c’è però da parte di molti giovani lo spirito dell’imprenditoria sia in campi nuovi che permettono di lavorare da remoto e sia il tentativo di modernizzare gli allevamenti di bestiame e l’agricoltura.
Che cosa ti attendi dalla prossima consultazione elettorale accetturese?
La vecchia Amministrazione con il sindaco Vespe ha operato molto bene, utilizzando i fondi messi a disposizione per ristrutturazioni e costruzioni di strade ed edifici, sostenendo nuove iniziative. Spero che ci sia continuità con un nuovo sindaco.

È utopico pensare all’istituzione di una Consulta degli iscritti AIRE, tenuto conto che le tecnologie comunicative hanno di fatto azzerato le distanze?
Sarebbe interessante avere una simile Consulta. Da tre anni il 13 Agosto si celebra la Giornata degli Accetturesi nel Mondo, richiesta dalla sottoscritta, approvata dalla Commissione Regionale dei Lucani nel Mondo e istituzionalizzata dall’Amministrazione comunale . Con questa giornata si affrontano anche temi politici e sociali. Che il gruppo organizzatore possa diventare una Consulta è un’idea allettante.
Come festeggerai quest’anno il Maggio accetturese di dopo gli incidenti dell’anno scorso?
Certamente con meno spensieratezza e leggerezza e con più misure di sicurezza che non erano state previste e la cui necessità è stata evidenziata proprio dal brutto incidente. Una Festa che ha assunto le dimensioni imprevedibili richiede responsabilità da parte di tutti e non solo del servizio d’ordine. Che San Giuliano miracoloso ce la mandi buona!

























