Stemma consolato. Foto di ©Daniele Messina

Rete consolare allo stremo. Garantiti servizi essenziali solo grazie agli sforzi del personale!

La rete consolare italiana attraversa da anni una situazione di forte criticità, dovuta principalmente agli effetti della cosiddetta spending review, con il drastico ridimensionamento delle risorse materiali e umane.

Questa è, in sintesi, l’analisi della Confsal-Unsa/Esteri il maggiore sindacato dei lavoratori presente alla Farnesina e che conta migliaia di iscritti sparsi sulla rete consolare.

A fronte di una presenza sempre più numerosa di cittadini italiani residenti all’estero, il personale consolare non è, infatti, cresciuto in modo proporzionale, generando un evidente squilibrio tra domanda e offerta di servizi.

Nonostante ciò, il personale in servizio continua a garantire prestazioni essenziali con straordinario impegno, spesso operando in condizioni di lavoro estremamente gravose.

Stoccarda, caposaldo di efficienza

Il Sindacato Confsal-Unsa/Esteri, ricorda che In alcune sedi, come quella di Stoccarda, il rapporto tra impiegati e utenza ha raggiunto livelli critici, arrivando a circa un operatore ogni 6.300 utenti.

I dati relativi all’attività consolare dimostrano tuttavia l’elevata produttività di questa Sede: nel solo 2025, il Consolato di Stoccarda ha rilasciato 9.287 passaporti, 14.753 carte d’identità elettroniche e gestito complessivamente circa 43.000 pratiche. Numeri che testimoniano l’efficienza e la dedizione del personale, ma che evidenziano al contempo la necessità urgente di un rafforzamento strutturale.

E parte da Stoccarda l’appello di Tommaso Conte, membro del CGIE

In una lettera inviata alla Direzione Generale per le Risorse e la Formazione del MAECI (che è, in pratica, l’ufficio del personale della Farnesina), Tommaso Conte, a nome dei membri eletti in Germania in seno al CGIE, ribadisce che la digitalizzazione dei servizi non può compensare la carenza di organico e che i servizi consolari non possono essere ulteriormente compressi.

Sindacato Confsal-Unsa e CGIE giungono, per vie indipendenti, alla stessa conclusione:

Mandate rinforzi all’estero, prima del totale collasso!

Effettivamente, diversi fattori hanno messo a dura prova la macchina consolare con la scadenza definitiva delle carte d’identità cartacee, l’istallazione dei nuovi programmi informatici nella rete consolare, il Referendum Popolare di qualche settimana fa, le imminenti elezioni Comites e via dicendo.

Tutte queste difficoltà sono state affrontate con responsabilità e spirito di servizio. Tuttavia, così afferma la Confsal-Unsa/Esteri non è più sostenibile continuare a “fare le nozze coi fichi secchi” nel lungo periodo.

Il CGIE Germania, dal canto suo, cerca nel frattempo di comprendere meglio come è strutturato il meccanismo consolare, chiedendo, per esempio, come sono distribuite e dislocate le forze all’interno della burocrazia consolare.

Tommaso Conte: “Non vogliamo assolutamente metterci al posto dei consoli nell’organizzazione consolare ma, piuttosto, fare meglio il nostro dovere di “consiglieri” del Governo nelle materie che riguardano gli italiani all’estero. Chiederemo, eventualmente, un intervento del nostro Presidente, Ministro Tajani, affinché da parte dei consolati ci sia una maggiore apertura nel fornire tutti quei dettagli tecnici atti a meglio formulare eventuali proposte per velocizzare e razionalizzare, con accorgimenti interni, il funzionamento  della “macchina consolare”.