Il celebre musical Notre Dame de Paris, con le indimenticabili musiche di Riccardo Cocciante e i testi di Luc Plamondon, ha appena suggellato un’altra straordinaria fase della sua storia al Palais des Congrès di Parigi, teatro della sua prima storica rappresentazione nel 1998 e simbolo di un progetto artistico diventato fenomeno culturale internazionale.
La quarta edizione francese ha visto il pubblico parigino tributare un lungo applauso alla commistione di vibranti sonorità pop e teatralità profonda, che rendono Notre Dame de Paris un’opera senza tempo. Un successo di pubblico e critica che conferma quanto la creatività italiana sappia lasciare un segno nel panorama artistico mondiale.
L’opera, tratta dall’omonimo romanzo di Victor Hugo, è un appuntamento imperdibile anche per il pubblico italiano: dal 26 febbraio 2026 prenderà il via una tournée nazionale che attraverserà oltre 30 città, da Milano a Roma, passando per Lugano e le principali piazze e arene italiane.
Al centro dello spettacolo ci sono canzoni diventate vere e proprie hit europee, spesso cantate anche fuori dal contesto teatrale:
- Belle – il duetto struggente che riflette l’amore impossibile tra Esmeralda, Quasimodo e Febo.
- Le temps des cathédrales (Il tempo delle cattedrali) – inno universale alla grandezza e alla fragilità dell’uomo.
- Vivre (Vivere per amare) – l’aria dell’anima di Esmeralda, uno dei momenti più intensi del musical.
La tournée vede il ritorno di grandi protagonisti: Giò Di Tonno nel ruolo di Quasimodo, Vittorio Matteucci (Frollo) e Graziano Galatone (Febo). A queste voci si aggiunge Gian Marco Schiaretti, interprete di Gringoire, figura centrale nell’epopea parigina con il suo sguardo di narratore-poeta.
Accanto a loro, Elhaida Dani incarna Esmeralda con grande carisma vocale, mentre altri artisti completano un cast di altissima qualità, capace di coniugare tecnica, teatralità e intensità emotiva.
Notre Dame de Paris è molto più di un musical: è un’esperienza totalizzante che intreccia musica, danza e narrazione, confermando l’Italia come fucina di talento riconosciuto a livello internazionale.






























