Nella foto: Sal Da Vinci - ©SDA FotoVideo Production

Sal Da Vinci vince il Festival di Sanremo 2026: sarà dunque lui a rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest 2026 a Vienna. Napoli è nel cuore

Ad aprire la prima serata del Festival di Sanremo 2026 è stata la voce di Pippo Baudo. L’ingresso è stato accompagnato dalla sigla “Perché Sanremo è Sanremo”, introdotta nel 1995 e rimasta legata alla stagione televisiva dell’icona Baudo. In questa settimana abbiamo viaggiato tra profondità, forza ritmica, ironia, fantasia e sensibilità. Abbiamo riscoperto artisti che ci hanno fatto innamorare e riflettere e altri che, invece, hanno lasciato a desiderare, specie in alcune performance dove si è fatto ricorso all’autotune più che mostrare le reali doti e competenze artistiche che portano un “purosangue” a restare nelle vette dei successi internazionali e a risultare intramontabile nel tempo. I nomi degli artisti straordinari in gara, anche in questa edizione, si contano sulle dita di una mano. Nella nuova era, però, sembra che tutto faccia brodo.

Tornando al Festival, al secondo posto si è piazzato Sayf, al terzo Ditonellapiaga, al quarto Arisa, mentre il quinto posto è andato a Fedez e Masini. Il Premio della Critica “Mia Martini”, storicamente assegnato dai giornalisti al brano più meritevole, è andato a Fulminacci. Il Premio Sala Stampa “Lucio Dalla”, attribuito alle categorie Big e Nuove Proposte, è andato a Serena Brancale. Il Premio Enzo Jannacci Nuovo IMAIE, dedicato ai giovani emergenti, è stato assegnato a Mazzariello. Il Premio Giancarlo Bigazzi è andato a Ditonellapiaga, mentre il Premio TIM a Serena Brancale. Tra gli altri riconoscimenti, il Premio Numeri Uno – Città di Sanremo è stato conferito ad Arisa; i Premi “Dietro le Quinte” a Leopoldo Lombardi, Daniele Mignardi, Piero Cassano e Jessica Giglio; il Premio Casa Sanremo al conduttore Carlo Conti; il Premio F.I.P.I. a Tony Renis, Mario Luzzatto Fegiz e Mario Volante, oltre ai Premi “Sergio Bardotti – Parole d’autore” e ai riconoscimenti per il Christian Music – Festival della Canzone Cristiana.

Nella foto: Fausto Leali. Foto di ©SDA FotoVideo Production

Durante la settimana della kermesse sono stati consegnati anche i Premi alla Carriera, accompagnati da una standing ovation, a Patty Pravo, Caterina Caselli, Fausto Leali e Mogol, visibilmente commosso: «Un’accoglienza così mi ha commosso», ha dichiarato, ricordando di aver depositato «1.776 canzoni alla SIAE e venduto 523 milioni di dischi nel mondo». Il Premio Città di Sanremo alla carriera è andato al super ospite della serata finale 2026, Andrea Bocelli.

Non sono mancati gli omaggi a chi ha fatto la storia del Festival, tra cui una mostra al Forte Santa Tecla, “Perché Sanremo è Sanremo”, dedicata a Pippo Baudo, volto simbolo della manifestazione. Un omaggio è stato dedicato anche al maestro Peppe Vessicchio, scomparso lo scorso novembre, amatissimo dal pubblico per il suo garbo e la sua ironia. Il primo Festival senza il maestro è stato l’occasione per celebrarne l’eredità.

Nella foto: Carlo Conti con Mogol che riceve il premio alla carriera. ©SDA FotoVideo Production

Il calo di audience rispetto alla scorsa edizione è stato significativo; in compenso sono aumentati gli spettatori collegati dall’estero tramite social e web. In crescita anche le conversazioni online e i profili social della Rai. Un dato rilevante che conferma le parole di Carlo Conti, che aveva definito il Festival «una finestra sulla cultura italiana e un ponte verso il pubblico internazionale».

Il conduttore ha ringraziato giornalisti, pubblico e addetti ai lavori: «Mi sono divertito a coinvolgere tutti. Se il Festival ha questa forza lo dobbiamo a voi. Sono felice di condividere questo biennio con Laura Pausini. Musicalmente è stato un Festival ricco di varietà e di nomi che portano la musica italiana nel mondo». Conti ha inoltre ricordato con emozione Pippo Baudo, definendolo «un faro».

Laura Pausini si è commossa più volte, sia all’Ariston sia in sala stampa, raccontando un aneddoto legato a Pippo Baudo e ricordando la sua partecipazione al Festival del 1993 con “La solitudine”: «Non ci sono altri premi come questo. All’estero racconto sempre quanto sia importante il Festival per la musica italiana».

I trenta artisti in gara si sono esibiti sul palco del Teatro Ariston, votati nelle cinque serate attraverso un sistema che ha combinato televoto, giuria della stampa, giuria radio e voto web, determinando la classifica finale.

Tra i co-conduttori che hanno affiancato Carlo Conti e Laura Pausini si sono alternati Can Yaman e Kabir Bedi nella prima serata, il comico Lillo, Achille Lauro e Pilar Fogliati nella seconda, Irina Shayk nella terza, Nino Frassica nella quarta e la giornalista Giorgia Cardinaletti nella finale.

I programmi collaterali, dal PrimaFestival al DopoFestival, hanno accompagnato il pubblico prima e dopo le dirette. Durante la settimana Sanremo è tornata a essere il centro dello spettacolo italiano, con eventi, ospiti e iniziative collaterali che hanno animato la città ligure.

Sul palco Suzuki Stage di Piazza Colombo si sono esibiti, tra gli altri, Pooh, Gaia, The Kolors, Francesco Gabbani e Bresh, mentre dalla nave Costa Toscana Max Pezzali ha animato la “Music Cruise”. Momenti di riflessione hanno segnato la manifestazione, tra ricordi delle vittime di tragedie recenti e messaggi sociali contro la violenza di genere.

Non sono mancati momenti di tensione, come la protesta di attivisti di Extinction Rebellion davanti all’Ariston, prontamente gestita dalle forze dell’ordine. Sul piano linguistico, l’Accademia della Crusca ha definito i testi in gara formalmente corretti ma senza particolari slanci creativi.

La kermesse, trasmessa su Rai 1, Rai Radio 2 e RaiPlay, ha confermato ancora una volta la capacità del Festival di rinnovarsi e parlare a pubblici diversi, tra pop, rap e cantautorato.

Carlo Conti ha inoltre annunciato il nuovo direttore artistico e conduttore dell’edizione 2027, Stefano De Martino. Dopo la proclamazione del vincitore, i social si sono divisi tra favorevoli e contrari al risultato.

In chiusura, il Festival ha confermato la sua forza come evento simbolo della musica italiana, capace di unire generazioni diverse e di restare al centro del dibattito culturale e mediatico. Laura Pausini, con il suo stile e la sua eleganza, ha convinto pubblico e critica, mentre Carlo Conti ha guidato la manifestazione con professionalità e sensibilità.

Chapeau.