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Registrazione obbligatoria per i giovani con cittadinanza tedesca, servizio volontario ma nuove regole che riguardano anche molti figli di famiglie italiane residenti nel Paese

Dal 1° gennaio 2026 la Germania introduce ufficialmente il nuovo modello di servizio militare voluto dal ministro della Difesa Boris Pistorius. Non si tratta del ritorno della leva obbligatoria, ma di una riforma che cambia comunque il rapporto tra Stato e giovani cittadini; il servizio resta volontario, ma viene reintrodotto un sistema strutturato di registrazione, valutazione e possibile impiego delle nuove generazioni in ambito difensivo.

La riforma nasce in risposta alla nuova situazione di sicurezza europea dopo la guerra in Ucraina e punta a rafforzare la Bundeswehr sia sul piano delle forze attive sia su quello della riserva. Il Parlamento federale ha approvato la legge il 5 dicembre 2025 e il Bundesrat il 19 dicembre, con entrata in vigore fissata al 1° gennaio 2026.

Tutti i giovani riceveranno al compimento dei 18 anni una comunicazione ufficiale con QR-Code che rimanda a un questionario online. La compilazione è obbligatoria per i nati dal 2008 in poi, mentre resta facoltativa per donne e persone di altro genere. Nel questionario vengono richiesti dati personali, titoli di studio, qualifiche, disponibilità e informazioni utili a valutare l’idoneità al servizio. Successivamente, alcuni candidati potranno essere convocati per un colloquio di selezione o per la visita medica di idoneità.

Il nuovo sistema prevede diverse forme di servizio. Da un minimo di sei mesi fino a undici mesi di impegno volontario, oppure, a partire dai dodici mesi, lo status di soldato a tempo determinato, con migliori condizioni salariali e previdenziali. Lo stipendio iniziale è fissato ad almeno 2.600 euro mensili. In caso di permanenza più lunga, il servizio può arrivare fino a 25 anni e offrire una carriera militare completa. Tutti i partecipanti entrano inoltre automaticamente nella riserva, rafforzando la capacità di mobilitazione futura della Bundeswehr.

Uno degli aspetti più rilevanti per le comunità straniere, e in particolare per gli italiani in Germania, riguarda la doppia cittadinanza. Il sistema si basa infatti sulla cittadinanza tedesca, chi la possiede, anche insieme a quella italiana, rientra pienamente nel sistema di registrazione. Molti giovani figli di famiglie italiane nati o cresciuti in Germania saranno quindi coinvolti direttamente, riceveranno la comunicazione e saranno obbligati a compilare il questionario. Non è previsto alcun ricorso preventivo per evitare l’invio della richiesta.

Un elemento particolarmente significativo riguarda la dimensione della cittadinanza multipla. Secondo il Zensus 2022, in Germania vivono circa 6,1 milioni di persone con più cittadinanze, una realtà sempre più diffusa nel Paese. In questo contesto, la normativa chiarisce anche il principio giuridico di riferimento: „…non è la seconda cittadinanza a determinare gli obblighi, ma il luogo di residenza principale e il centro della vita della persona“. In base al cosiddetto Europaratsübereinkommen, una persona è soggetta agli obblighi militari solo nello Stato in cui vive stabilmente. Per molti giovani italo-tedeschi residenti in Germania, dunque, sarà la Germania a stabilire eventuali obblighi di registrazione e valutazione.

Il nuovo modello non riguarda però solo i residenti interni. I cittadini tedeschi e quelli italo/tedeschi, che vivono all’estero non vengono registrati durante il periodo di permanenza fuori dal Paese, ma rientrano automaticamente nel sistema al momento del ritorno in Germania. Il possesso della cittadinanza resta quindi l’elemento decisivo, indipendentemente dal Paese di residenza temporaneo.

Nei mesi scorsi aveva suscitato forte preoccupazione una disposizione che sembrava imporre agli uomini tra i 17 e i 45 anni di richiedere un’autorizzazione per soggiorni all’estero superiori a tre mesi. Il Ministero della Difesa è però intervenuto chiarendo che verrà introdotta una deroga generale: „i soggiorni all’estero resteranno liberi e non sarà necessaria alcuna autorizzazione né comunicazione preventiva“. Il ministro Pistorius ha ribadito che, allo stato attuale, per i cittadini non cambia nulla nella vita quotidiana e che nessuno può essere costretto al servizio militare in tempo di pace, proprio perché il modello resta volontario.

Il governo ha inoltre precisato che solo i riservisti o i soggetti già inseriti nel sistema di difesa potrebbero avere obblighi di comunicazione in caso di trasferimenti, come già avviene in altri sistemi militari europei.

La Germania, dunque, non reintroduce la leva obbligatoria, ma costruisce un sistema di preparazione e monitoraggio più strutturato, pensato per garantire una rapida espansione della Bundeswehr in caso di crisi. La coscrizione resta prevista dalla Costituzione e potrebbe essere riattivata solo in caso di stato di difesa o tensione internazionale.

Per le famiglie italiane in Germania il punto centrale è la gestione della doppia cittadinanza. Chi possiede anche il passaporto tedesco deve aspettarsi di essere coinvolto nel sistema di registrazione e valutazione. Il nuovo Wehrdienst non rappresenta quindi una chiamata alle armi immediata, ma un ritorno a una logica di pianificazione militare più strutturata, che tocca direttamente una parte significativa della popolazione giovane con radici migratorie.