Per due decenni la Volkswagen grazie anche alla complicità di alcune istituzioni federali ha potuto alimentare per circa due decenni l’illusione del “diesel pulito”. Oltre ai dieci miliardi di dollari pagati negli Usa, VW dovrà ora affrontare in Germania oltre 5000 richieste di risarcimento, coordinate dall’avvocato Gerhard Baum (ex ministro degli Interni), le quali verranno ad aggiungersi alle 25.000 rivendicazioni presentate dall’avvocato americano Michael Hausfeld

La montagna ha partorito un topolino, avrebbe detto Fedro. Durante il loro incontro al vertice di Berlino i rappresentanti dell’industria automobilistica e del governo federale non sono, infatti, riusciti a cambiare nulla di sostanziale nella grave situazione creatasi sul mercato automobilistico tedesco ed europeo dopo il dieselgate. Hanno avuto così piena conferma i timori degli osservatori economici e politici, concordi nel prevedere che il vertice sarebbe finito con un risultato del tutto deludente, soprattutto considerando che alcuni paesi europei, tra cui Norvegia Francia e Gran Bretagna, hanno già deciso di eliminare dalla circolazione nei grandi centri urbani le auto diesel e probabilmente anche a benzina nell’arco dei prossimi vent’anni.

Non è così in Germania, almeno per il momento, dove industria e governo faticano visibilmente a staccarsi dal mito della “vacca sacra” del motore diesel, punta di diamante dell’importantissimo settore automobilistico tedesco con complessivamente 800mila occupati e con decisivi riflessi sull’immagine del “made in Germany”. Sarà anche la colpa della vicinanza delle elezioni politiche del 24 settembre, ma pare proprio a giudicare dalle dichiarazioni di manager e di politici che la Germania sia all’inizio di una campagna propagandistica senza precedenti a favore del motore ad autoaccensione. “Sono arrabbiata a causa dell’illecito uso che i manager dell’auto hanno fatto di un software dei motori diesel. Ora si tratta di riparare il danno senza per questo rinunciare completamente al diesel” ha dichiarato la cancelliera Angela Merkel nel corso di un suo recente intervento televisivo sui grandi temi elettorali. È una dichiarazione piuttosto autorevole da parte di una cancelliera che in passato non ha mai lesinato iniziative in ambito europeo a favore dell’industria automobilistica tedesca e in parte non hanno mancato di sollevare più di qualche perplessità a Bruxelles Intanto a Berlino, a ogni buon conto, le vere e importanti decisioni sono state rinviate all’autunno dopo che si sarà formato il nuovo governo di Berlino sulla base dei risultati elettorali del 24 settembre.

Il secondo vertice sull’auto seguirà su espressa richiesta di tre ministri federali, Barbara Hendricks per l’Ambiente, Brigitte Zypries per l’Economia e Heiko Mass per la Giustizia, tutti membri del partito sociademocratico Spd. In sostanza al vertice svoltosi agli inizi di agosto a Berlino ci si è soltanto accordati su un aggiornamento del software per i più recenti motori diesel dell’Euro norma 5 e 6, di cui in Germania ne circolano 5,31 milioni di esemplari, mentre ai proprietari di una vettura diesel con motore Euro norma 4 fino a Euro norma 1 e´stato offerto un premio di demolizione della loro vecchia vettura oscillante da un minimo di 2.000 fino a un massimo di 8,500 euro a seconda della cilindrata della nuova auto che decideranno di acquistare e che non necessariamente dovrà essere della stessa marca. Ora bisognerà attendere di vedere quali saranno le reazioni dei proprietari delle auto, sia di quelli che hanno una vettura con motore diesel Euro norma 5 e norma 6, sia di quelli che ne posseggono una con Euro norma 4 in giù, per un totale complessivo di 15 milioni di auto diesel, un’auto su tre circolante in Germania.

L’aggiornamento del software per i più recenti diesel, a sentire la Volkswagen, dovrebbe comportare al massimo un costo di circa 150 euro, montaggio compreso, un importo che sarà a carico delle varie case che sinora erano intenzionate a scaricare il conto sugli automobilisti. Stando ai vari comunicati l’aggiornamento del software dovrebbe assicurare una riduzione dell’inquinamento dei motori diesel del 25-30 per cento. Resterà da vedere con quale sollecitudine gli automobilisti tedeschi decideranno di attualizzare il software delle loro auto diesel, considerato che molta stampa specializzata ha espresso molti dubbi sull’efficienza degli interventi prevedendo addirittura un peggioramento delle prestazioni e dei consumi dei motori dopo l’aggiornamento del software.

Questo per chi ha un motore Euro norma 5 e 6, mentre per le altre norme inferiori a partire dalla norma 4, il governo e l’industria ha espresso la speranza che la maggior parte di queste vecchie auto diesel grazie al premio di rottamazione spariscano il più presto possibile dalla circolazione e siano sostituite da moderne vetture, non soltanto diesel ma anche da auto elettriche oppure, come i manager dell’auto sperano, con le auto ibride.

Intanto, in vista dell’ormai di fatto inevitabile aggiornamento del parco auto tedesco in Germania si sta scatenando una vera e propria “Rabattschlacht”, una battaglia di sconti e di premi d’acquisto senza precedenti nella storia dell’auto. La campagna di vendita appena iniziata avrà forti ripercussioni anche sul mercato dell’usato e naturalmente anche la Fiat-Chrysler sarà della partita.

Il premio di rottamazione delle vecchie vetture diesel avrà l’effetto di un gigantesco programma di vendita sui mercati europei e non soltanto su quello tedesco. Bisognerà stare attenti agli sconti fittizi e nei suoi calcoli l’automobilista, così raccomanda l’esperto automobilistico Ferdinand Dudenhöffer, dovrà tener conto non soltanto del prezzo di listino ma anche del prezzo medio di vendita della vettura praticato nel periodo precedente all’istituzione del premio d’acquisto insieme con la rottamazione delle vecchia auto diesel. Intanto le vecchie diesel continueranno a circolare, almeno fino a quando in caso di superamento dei limiti di inquinamento dell’ossido d’azoto (NOx) in autunno scatteranno nelle grandi città tedesche i primi divieti di circolazione per le auto diesel ai quali sarà probabilmente la città di Stoccarda a dare il via.

L’inquinamento è un problema che da diversi anni ormai affligge circa 80 tra città e zone della Germania e sulla sua gravità la Commissione EU ha già più volte ammonito il governo di Berlino. Va da sé che l’aggiornamento del software per il contenimento delle emissioni del pericoloso NOx dovrà essere soltanto un primo passo ai fini di un aggiornamento della motorizzazione con motori “puliti”con un indice di d’inquinamento il più basso possibile. Per il momento si ha motivo di pensare che l’industria tedesca dell’auto continui a pensare a salvare in prima linea il diesel, costi quello che costi, ai fini di assicurare all’intera economia della Germania un importante punto di vantaggio. Anche a costo di complicare e di ritardare decisioni che avrebbero dovuto essere prese ancora nello scorso millennio. L’inganno che Volkswagen è riuscita a propagandare sino a due anni fa come il diesel come il motore più pulito al mondo non deve più ripetersi. Chi credeva nell’indipendenza della politica tedesca dai manager di VW & Co. ha dovuto ricredersi.

La Commissione di Bruxelles ha avviato intanto una severa inchiesta sull’esistenza del cartello dei produttori automobilistici tedeschi. Anche il processo del dieselgate di prossimo inizio a Braunschweig dovrà contribuire a chiarire come la complicità tra industria e politica abbia potuto rendere possibile il dieselgate senza che nessuno in Europa si accorgesse mai di nulla. Le ultime notizie dal mercato dell’auto tedesco indicano che le vendite delle vetture diesel sono in netto calo e però si può già sin d’ora scommettere che l’industria tedesca cercherà di fare tutto il possibile per convincere gli utenti di essere riuscita nel frattempo a produrre diesel puliti.

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