ESSLINGEN – L’on. Caruso ai festeggiamenti per i 40 anni di attività dell’Associazione Genitori di Esslingen

“L’operato dell’associazionismo e le sue ricadute virtuose sul territorio simboleggiano quanto la comunità italiana sappia agire positivamente, quando decide di unirsi rimboccandosi le maniche al di là di qualsiasi appartenenza partitica. Ne è un esempio l’Associazione Genitori di Esslingen la quale, mantenendosi sempre lontana dagli schemi politici, si è sempre fortemente battuta per la collettività dei connazionali che, come è noto, proprio in questa cittadina è molto numerosa, presente e ben ramificata”. E’ quanto dichiara in una nota l’on. Mario Caruso, presidente di Italia Civile Popolare e membro alla Camera del gruppo Des-Cd, a proposito dei festeggiamenti del 13 maggio per i 40 anni di attività dell’associazione. Oltre a Caruso erano presenti il sottosegretario alla Difesa italiano, on. Domenico Rossi, il sottosegretario alla difesa tedesco, Markus Grubel, il console generale di Stoccarda Massimo Darchini e i fondatori dell’associazione Salvatore Virga e Giovanni Fustilla. “Fondata nel 1976 – ha detto il deputato eletto nella circoscrizione Estero-rip. Europa nel suo intervento -, l’Associazione Genitori di Esslingen ha saputo crescere sul territorio, tanto da riuscire a federare circa centottanta associazioni. La forte e autorevole presenza delle autorità e istituzioni tedesche e italiane a questa celebrazione conferma e dimostra la capacità di integrazione dell’Associazione Genitori di Esslingen”.

“Piace sottolineare come il mondo dell’associazionismo sia caratterizzato anche dalla continuità nel tempo e dai valori che si tramandano di padre in figlio. Sono proprio i figli dei fondatori Virga e Fustilla a proseguire, oggi – ha spiegato il deputato -, il lavoro intrapreso quaranta anni fa dai loro genitori. Le prima generazione ha passato il testimone alla seconda, che ancora adesso operano mettendo al centro i principi ispiratori che sono stati loro tramandati”.

“Il valore della famiglia e la forza dei legami affettivi rappresentano, da sempre, un punto cardine della cultura italiana – ha concluso il presidente di Italia Civile Popolare –. Il resto del mondo guarda con ammirazione alla genuinità con la quale coltiviamo i rapporti familiari, un aspetto fondamentale che gli italiani non perdono mai, nemmeno quando sono distanti da casa come accade a chi vive al di fuori dei confini nazionali”.

“La società deve prendere esempio da questa associazione, loro sono stati tra i primi a intraprendere la strada dell’impegno nella comunità e, di conseguenza, sono tra i primi a raggiungere un traguardo così importante come quello del compimento dei quaranta anni di attività”. “Parallelamente, però, i fondatori hanno pensato a un ricambio generazionale e, in tempi non sospetti, hanno saputo passare il testimone ai figli che, da parte loro, dimostrano costantemente di essere intenzionati a raccogliere l’esempio positivo di chi è venuto prima di loro. E’ stato bello sentirli dire che, nonostante le responsabilità della vita dell’associazione sia attualmente di loro competenza, i figli dei fondatori e tutti i giovani che con loro operano non hanno mai convocato e nemmeno intendono convocare un consiglio direttivo per eleggere il nuovo organigramma, dal momento che sono intenzionati fortemente a proseguire nella strada già solcata dai padri”.

“Ho apprezzato – ha commentato poi Caruso – l’intervento del collega, onorevole Rossi. Il sottosegretario ha pronunciato parole di profondo spessore, valorizzando il legame tra la nostra società e l’Europa. I nostri paesi possono essere competitivi e all’altezza delle sfide che il mercato attuale impone solamente se restano uniti in quell’unico comune denominatore che è l’Europa Unita. Un ricordo di quanto siano forti e ancestrali i legami tra i diversi popoli europei è venuto anche dal sottosegretario Grubel Proprio lui, infatti, ha sottolineato come gli italiani fossero in Germania già duemila anni fa, grazie alla presenza degli antichi romani. Siamo tornati poi cento anni fa, per costruire ponti e ferrovie di finissima manifattura. Infine, eccoci di nuovo, dagli anni cinquanta in poi, non solo per offrire una manodopera esperta ma per promuovere e realizzare quell’importante processo di integrazione non soltanto lavorativo ma anche, e soprattutto, culturale. Infine, il mio elogio va al presidente Virga il quale, nella relazione introduttiva, ha puntualmente rievocato la vita dell’associazione e la sua capacità di mantenere sempre la propria neutralità, ponendosi come obiettivo principe il sostegno alla cultura e l’impegno scolastico per i bambini. Solo dove c’è una buona scuola si può ambire a ottenere una buona società. Lì dove non c’è istruzione – ha concluso Caruso – non è possibile ottenere nulla di positivo”.

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