Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e la Cancelliera della Repubblica Federale di Germania Angela Merkel, prima del loro incontro a Berlino, hanno rilasciato dichiarazioni congiunte alla stampa.

La cancelliera Merkel ha dichiarato che i problemi che si hanno in Europa e in Italia devono essere affrontati di petto. La cancelliera si riferisce ad una cooperazione a livello europeo. “L’Italia è uno dei Paesi che ha accolto e accoglie moltissimi migranti e profughi e quindi dobbiamo vedere come riusciamo a stabilizzare il governo della Libia, come possiamo formare meglio la forza costiera in Libia per fa si che i profughi, che si trovano in quel paese, vengano soccorsi in maniera più dignitosa, che l’organizzazione per l’emigrazione possa in qualche modo dare loro sostegno, affinché si possa avviare, eventualmente, già lì, una procedura di asilo. Sono tutti temi di cui parleremo nei prossimi mesi e collaboreremo molto strettamente ovviamente. Anche la Germania è colpita direttamente dal fenomeno migratorio e quindi ecco perché è molto interessante per ambedue le parti  cercare di approfondire questa problematica” ha dichiarato la Cancelliera. Continuando Angela Merkel ha aggiunto che “Siamo perfettamente d’accordo sulla protezione e tutela delle frontiere esterne. La frontex deve essere potenziata come struttura e nel medio termine il finanziamento deve essere garantito per poter affrontare il problema della migrazione illegale e dei trafficanti. Questo è un compito molto importante e complesso e lo stesso vale per lo sviluppo sul continente africano, il quale deve essere adottato di mezzi più adeguati”.

Per quanto riguarda la disoccupazione giovanile in Italia la Cancelliera ha dichiarato che “è importante riuscire a stabilire un discorso e una collaborazione tra i due Stati. Nel frattempo i nostri due Ministri del lavoro si sono già incontrati e quando si tratta di fare profitto da quelle che sono state le nostre esperienze, possiamo dare senz’altro dei suggerimenti, sempre se sono necessari, cioè vogliamo essere a disposizione per poter aiutare” ha concluso la  cancelliera Merkel.

Il Premier Conte ha ringraziato la cancelliera Merkel per l’invito e l’opportunità di questo incontro alla vigilia di così importanti scadenze. Per Conte l’incontro a Berlino e quello in sede europea devono essere l’occasione per pervenire a costruire un’Europa più forte e più equa in modo che possa rispondere ai bisogni primari dei suoi cittadini. Conte dichiara che sia al G7 sia all’incontro con il presidente francese Macron, si è fatto portatore di un approccio sul fronte dell’immigrazione. Per Conte l’Unione Europea “deve cambiare prospettiva e che anche la Germania ne sia consapevole. Perché come a noi rimane consapevole che il fenomeno dell’immigrazione ha tante implicazioni politiche, sociali, giuridiche ed economiche”. “Senza un rafforzamento – continua il Premier – della gestione europea, il fenomeno migratorio non può essere governato. Senza una gestione europea il fenomeno migratorio è destinato a rimanere senza controllo. L’Italia non può continuare a fare da sola”.

Sempre sull’immigrazione il presidente del Consiglio continua dichiarando che “nel percorso che conduce il Consiglio europeo, vogliamo proporre alcune linee di azione che in parte ho già anticipato e cioè superare l’attuale regolamento di Dublino in favore di un nuovo approccio solidale. Per cui chi mette piede in Italia, mette piede in Europa. Agire al meglio e più rapidamente nei paesi di origine e di transito, affinché qui avvengano le identificazioni e le richieste d’asilo dei migranti e che queste procedure siano le più rapidi possibili. Prevenire in questo modo i rischi e i pericoli che i migranti affrontano i quali cominciano ben prima del loro arrivo alle frontiere e alle coste europee”. Per Conte l’Unione Europea “deve contrastare questi indegni traffici di esseri umani. Controllare più efficacemente le frontiere esterne e gestire anche i problemi legati ai movimenti secondari dei richiedenti asilo continuando a rispettare il diritto internazionale e a ricercare soluzioni europee, senza innescare dinamiche bilaterali e intergovernative che rischiano a condurre alla fine di Schengen”.

Sul tema disoccupazione giovanile e povertà in Italia, Conte ha dichiarato che ” Ci sono alcuni dati che riguardano l’Italia e dinanzi ai quali non possiamo, personalmente non posso, come responsabile del Governo, rimanere indifferente e ai quali mi sento in dovere di dare una risposta. Lo scorso anno 2.700.000 italiani sono stati costretti a richiedere aiuto per poter mangiare ricorrendo alle mense dei poveri o ai pacchi alimentari. Questa povertà alimentare riguarda 445.000 bambini sotto i 15 anni, 200.000 anziani sopra i 65 anni e circa 100.000 persone senza fissa dimora. Il mio governo ha come obiettivo primario combattere la povertà, aiutare i disoccupati a reinserirsi nel mondo del lavoro. La nostra proposta sul reddito di cittadinanza va in questa direzione e l’Europa qui è essenziale anche sul piano finanziario ma anche del metodo con cui rendere efficaci questi strumenti”.

“Dalla Germania – continua Conte – possiamo trarre modelli utili su come migliorare la performance e gli strumenti europei nazionali di lotta alla povertà e alla disoccupazione, e nel prossimo consiglio Europeo, in sede di discussione del quadro finanziario pluriennale, l’Italia farà pesare la sua voce per orientarei fondi europei verso misure di sostegno proprio a favore dell’inclusione sociale. Sulla governance economica europea, l’obiettivo della stabilità e della crescita è comune. E però necessario anche condividere gli strumenti tecnici con cui raggiungere questo obiettivo”. “Questo perché – continua il Premier – non è solo importante prefissare un obiettivo da raggiungere, ma anche determinante è il modo in cui ci si arriva. Diversamente se gli strumenti non sono adeguati il risultato è pregiudicato. Quindi esprimerò alla Cancelliera l’aspettativa italiana che l’unione economica monetaria venga riformata, facendo avanzare la condivisione dei rischi e tenedo conto che la convergenza nell’area dell’euro è ancora insufficiente. Consideriamo inoltre essenziale che gli strumenti non sostituiscano con un approccio intergovernativo, le funzioni attualmente demandate alla Commissione europea e alle Istituzioni europee”, conclude il Presidente del Consiglio Conte.

 

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