Telefonate anonime, il campanello di casa che suona di notte, l’inbox della posta elettronica intasato di messaggi e regali mai desiderati. Lo stalker ha un’enorme energia, specie se decide di distruggere psicologicamente la sua vittima. E non si tratta quasi mai di punire la vittima, spesso e volentieri lo stalker inizia la sua attività dopo una „delusione d’amore“, dope essere stato ripudiato.

Dieci anni fa, quando entrò in vigore la legge che sanciva lo stalking come reato (art. 238 del codice penale), in Germania furono registrati dalle autorità giudiziarie 11.401 casi di stalking. Nel 2015 erano già 19.704! Eppure, soltanto il 5 per cento delle denunce finiscono in tribunale, per vari motivi, spesso perché le vittime preferiscono ritirare la denuncia.

Lo stalking non è un reato da bagatellizzare: tre donne su dieci e un uomo su dieci sono stati già vittime di questo tipo di violenza. Ecco perché la legge prevede fino a tre anni di reclusione per chi commette questo reato.

La maggior parte degli stalker non è pregiudicato, ha un’età tra i 30 e 50 anni. Lo stalker, inoltre, è anche quello che non cerca il diretto contatto con la vittima, ma si rivolge ai suoi parenti, al datore di lavoro, scrive ininterrottamente sui social network per denigrare il suo o la sua ex. Alcuni addirittura, cercano di entrare nel profilo della vittima per cercare di capire se ha un/una nuovo/nuova compagna. In casi estremi lo stalker finge un furto in casa per venire in possesso del portabile o del cellulare della vittima. Non di rado lo stalker soffre di una psicosi e dovrebbe essere curato.

Esistono tuttavia alcune regole utili per difendersi:

innanzitutto, inutile negare il problema. Spesso, dal momento che nessuno vuole considerarsi una “vittima”, si tende a evitare di riconoscersi in pericolo, finendo per sottovalutare il rischio e aiutando così lo stalker. Il primo passo è allora sempre quello di riconoscere il problema e di adottare delle precauzioni maggiori rispetto a quelle adottate dalle persone che non hanno questo problema. Occorre informarsi sull’argomento e comprendere i rischi reali, seguendo dei comportamenti volti a scoraggiare, quando è possibile, gli atti di molestia assillante.

Se la molestia consiste nella richiesta di iniziare o ristabilire una relazione indesiderata, è necessario essere fermi nel “dire di no” una sola volta e in modo chiaro. Inoltre, per produrre prove della molestia alla polizia, non lasciarsi prendere dalla rabbia o dalla paura e raccogliere più dati possibili sui fastidi subiti. È anche utile mantenere sempre a portata di mano un cellulare in più per chiamare in caso di emergenza. Infine, se si pensa di essere in pericolo o seguiti, non andare mai di cor-sa a casa o da un amico, ma recarsi dalle forze dell’ordine.

In Germania è possibile, oltre a denunciare lo stalker presso la polizia o la procura di competenza territoriale (Staatsanwaltschaft), rivolgersi ai tribunali civili, nel caso specifico al Familiengericht. In casi estremi, quando lo stalker minaccia con violenza, si può ottenere infatti un provvedimento d’urgenza per vietare allo stalker di avvicinarsi alla vittima. In caso contrario sarà costretto a pagare una sanzione.

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