Presso la Missione Cattolica di Nied (Francoforte) si è svolta il 1. dicembre scorso una grossa riunione degli scolari italiani che seguono i 44 corsi di lingua e cultura italiana gestiti attualmente dalla Cgil Bildungswerk nelle città di Francoforte, Bad Homburg, Offenbach, Hanau e Groß Gerau per presentare i risultati del Progetto Archeologia finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Erano presenti, fra gli altri, il dr. Alessandro Bonesini, direttore didattico del Consolato Generale, il sig. Alessandro Zanrossi della Cgil Bildungswerk, l’archeologo Daniele Marincola, in oltre tanti insegnanti e tanti bambini con i loro genitori. Una esposizione di lavori di “archeologia sperimentale” , cioè il tentativo sistematico di riprodurre i reperti archeologici seguendo le stesse tecniche usate allora, nel lontano passato, era allestita sui tavoli intorno alla sala. Si vedeva immediatamente come l’apertura di un nuovo spazio di apprendimento facoltativo avesse catturato l’interesse dei bambini che si erano dati moltissimo da fare ad imitare le immagini preistoriche come quelle sulle pareti della caverna di Lascaux, a creare semplici suppellettili in ceramica molto simili a quelle rinvenute nelle tombe e fra le rovine dell’età del bronzo. In tal modo l’apprendimento si declina con il divertimento. I bambini salivano a turno sul palcoscenico, alcuni più timidi, altri più spavaldi, per illustrare i dettagli della loro ricerca, riguardante non solo i particolari tecnici della vita di allora, ma pure la cultura e la religione. Il giorno successivo si è svolta una gita in comune al Limes, come si chiamava l’antico confine dell’Impero Romano, che duemila anni fa segnava anche il limite del mondo civilizzato. Al di là di esso non c’erano più strade, ma sentieri in terra battuta, non più città ma poveri villaggi, non più case ma tuguri, non più scrittura, ma messaggi a voce. L’impianto della Saalburg a Bad Homburg è una ricostruzione fedele di un posto di confine presidiato dai legionari romani, un piccolo castrum, o castellum come si chiamava allora. È stato l’ultimo imperatore tedesco Guglielmo II, anche lui appassionato di archeologia, a farlo ricostruire, ed oggi è nella lista dell’UNESCO. I bambini ed i loro genitori, grazie alla guida del dr. Marincola, hanno visitato il museo all’interno contenente oggetti della vita quotidiana dei legionari trovati nei dintorni e vecchi di duemila anni. Al termine i bambini si sono divertiti a giocare all’antichissimo gioco chiamato allora trea o tris, ed oggi filetto. Tutto il progetto si concluderà in bellezza con un campo estivo in una delle zone d’Italia più ricca di reperti archeologici come è la Tuscia: sui boscosi monti della Tolfa, nel retroterra di Civitavecchia, un gruppo di scolari di buona volontà trascorrerà parte delle vacanze prendendo parte ad autentici scavi archeologici in collaborazione con il Gar (Gruppo Archeologico Romano).

Così i piccoli Indiana Jones impareranno per esperienza diretta l’importanza della sistematicità nel lavoro scientifico, sia per quel che riguarda la raccolta dei reperti che dei dati, e la problematica della loro interpretazione. Ed inoltre diventeranno consapevoli del danno gravissimo al patrimonio dell’umanità che rappresenta l’attività clandestina dei tombaroli. Bisognerebbe ringraziare gli organizzatori del Bildungswerk per un’iniziativa così interessante, e speriamo nei suoi futuri sviluppi.

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