Nella foto: Daniela Bertoldi.

Con la firma dell’accordo italo-tedesco del 20 dicembre 1955 per il reclutamento della manodopera, le Acli, associazione di ispirazione cristiana, percepirono subito di dover accompagnare e tutelare i diritti di migliaia di nostri connazionali che venivano impiegati in Germania principalmente in agricoltura, miniere, edilizia, industria metalmeccanica ed elettrica.

Fu così che già nel 1956 le Acli aprirono le prime due sedi di Patronato a Colonia e a Stoccarda.

Alle Acli hanno fatto poi seguito i patronati di emanazione sindacale: Inas-Cisl (1958), Inca-Cgil ed Ital-UIL fra la fine degli anni ’60 e prima metà degli anni ’70.

Altre sigle con minore ramificazione si sono aggiunte nel corso degli anni: Enas, Enasc, Epas, Enasco, Epasa, Sias/Mcl.

Con il costante aumento del numero di italiani in età pensionabile e l’inserimento nel mondo del lavoro della seconda e terza generazione, nonché il considerevole incremento di nuovi arrivi sono aumentate, di riflesso, anche le necessità di assistenza sociale in virtù di un mondo del lavoro sempre più precario e variegato.

L’operato dei patronati, che non si limita al riordino della posizione assicurativa e a domande di pensione in convenzione internazionale ha fatto registrare, di conseguenza, un considerevole volume di richieste di aiuto per il disbrigo di pratiche riguardanti le malattie, gli incidenti sul lavoro, la disoccupazione, i sussidi sociali e le vertenze in caso di licenziamento.

Un ambito sempre più richiesto è l’opera di consulenza e orientamento ai connazionali di nuova emigrazione in Germania. Tutti questi servizi sono gratuiti poiché, con una legge specifica, lo Stato italiano, attraverso il Ministero del Lavoro, finanzia annualmente le sedi di patronato in Italia e all’estero adottando un criterio di punteggio per pratica espletata.

Oggi le sedi di patronato operanti in Germania sono una sessantina con circa 130 operatori, in parte a tempo pieno ed in parte a tempo parziale. Attualmente si contano in Germania 8 sedi di patronato Acli con 16 collaboratori/collaboratrici in parte a tempo pieno e in parte a tempo parziale.

Il patronato Acli è presente con propri uffici a Stoccarda, Colonia, Monaco, Neu-Ulm, Karlsruhe, Francoforte, Wuppertal e Wolfsburg.

Come un po’ per tutti i patronati così anche per le Acli, la collettività italiana si rivolge ai loro uffici non solo per questioni strettamente subordinate al rapporto col mondo del lavoro, come ci riferisce Daniela Bertoldi di Stoccarda e coordinatrice delle sedi del patronato Acli in Germania:

“Si rivolgono a noi anche persone che hanno incidenti sul lavoro o che sono in fase di divorzio e devono compilare i moduli inviati dal tribunale relativi alla carriera assicurativa. Normalmente se vengono dall’Italia le persone conoscono i nostri servizi e quindi sono grati che ci sia qualcuno che possa aiutarli anche qui. I/le residenti di lunga data hanno fiducia nei nostri servizi e si rivolgono a noi anche per domande che non sono di nostra competenza, ma sanno che nella maggior parte dei casi siamo in grado di indirizzarli.”

Quali sono i requisiti per poter aprire una vostra sede?

L’apertura di una nuova sede è per noi un processo lungo, nel senso che osserviamo e verifichiamo le zone dalle quali pervengono le richieste e valutiamo le possibilità se aprire una sede e/o effettuare delle presenze, cosiddette “esterne”. Nel corso degli anni passati, però, il nostro patronato ha subito una ristrutturazione che ha significato chiusure di uffici, più che aperture. Speriamo in futuro di poter invertire la tendenza.

La nostra prima generazione ricorda con nostalgia che le sedi di patronato erano aperte al pubblico dalle ore 8 alle ore 18. Oggi molti sostengono che il pubblico è ricevuto su appuntamento e soltanto in alcune fasce orarie e neanche tutti i giorni. Perché?

Il patronato Acli si attiene alle aperture che vengono richieste dagli accordi con il Ministero. Nel corso degli anni il numero degli addetti è stato notevolmente ridotto e le modalità di contatto che le persone hanno con il nostro ufficio sono aumentate. Trent’anni fa le persone si presentavano negli uffici e aspettavano anche ore prima di essere ricevuti. I tempi di elaborazione delle pratiche erano molto più lenti, anche per la mancanza della tecnologia di supporto. Oggi consigliamo di prendere un appuntamento per evitare le attese e le discussioni su chi è arrivato prima nelle sale d’attesa (che noi non rimpiangiamo). Un’apertura continua degli uffici significherebbe un’apertura giornaliera di 10 ore, che non terrebbe conto del fatto che nei nostri uffici operano normalmente due persone, che devono attenersi anche ad orari stabiliti dalla legge (vedi pause obbligatorie, orario di lavoro giornaliero ecc.). Quindi un’apertura dell’ufficio oltre a quanto necessario non è pensabile dovendo rispondere all’aumento giornaliero di richieste che sempre più pressantemente ci pervengono per telefono e via telematica (Email, PEC e FB). E poi abbiamo bisogno di tempo per dar corso all’elaborazione delle singole pratiche in modo accurato e responsabile.

Com’è cambiato il vostro lavoro?

Il lavoro del patronato ha registrato nel corso degli anni dei profondi cambiamenti. In passato ci si occupava principalmente del diritto dei lavoratori e delle problematiche di assistenza sanitaria, di disoccupazione e di assegni familiari, cause che hanno avuto un forte significato per l’affermazione dell’Europa del sociale e favorito la mobilità delle persone a livello europeo. Era un lavoro, fatto principalmente con gli strumenti dell’epoca, ovvero poca amministrazione interna e molta carta. Oggi lavoriamo su diversi fronti e siamo in Europa. Siamo chiamati a gestire le problematiche di chi va o è andato in pensione e di chi lavora e perde il lavoro; compilare moduli europei per la disoccupazione, l’assistenza sanitaria, le riunificazioni delle carriere lavorative per chi ha lavorato in diversi Stati. Facciamo tante domande di pensione sia tedesche che italiane ed estere. Ci occupiamo di pensionati che non ricevono la pensione italiana per problemi legati al mal funzionamento dell’INPS, di disoccupati che arrivano da altri Stati e di richiesta di moduli internazionali per l’assicurazione malattia. Inoltre, essendo la vita sempre più cara, molti lavoratori e pensionati si ritrovano a dover presentare domanda di sussidio sociale. Il nostro lavoro di consulenza è quindi estremamente vario e a questo si aggiunge l’amministrazione interna, con l’archiviazione digitale, la corrispondenza cartacea e via mail, che diventa sempre più importante. E per finire: la consulenza a distanza.

Perché in alcune città, come Stoccarda, vi sono 4 sigle di patronato (Acli, Inas-Cisl, Inca-Cgil ed Ital UIL) e in tante altre, per esempio del Baden-Württemberg, non c’è ombra di patronato costringendo così migliaia di connazionali a percorrere grandi distanze?

In città grandi, dove la presenza dei nostri cittadini è alta, si sono insediati diversi patronati. È ovvio che questo avviene dove c’è più richiesta. Le presenze inoltre sono nate decenni fa dove i centri erano il bacino di raccolta delle persone in arrivo dall’Italia. Perciò molte sedi sono sedi storiche. Oggi abbiamo la possibilità di fare sempre più cose a distanza; quindi, non è necessaria la presenza in ogni piccolo centro. Durante la pandemia, con la chiusura temporanea degli uffici, abbiamo comunque continuato a lavorare e a fare le stesse pratiche che si fanno in presenza. Con l’aiuto dei mezzi digitali, ma anche solo con il telefono e la posta si possono elaborare tutte le pratiche.

Perché è ancora importante la vostra presenza all’estero?

La comunità italiana in Germania è in continuo aumento ed essa – sia quella storica, sia la cosiddetta “nuova mobilità” si trova confrontata con i tanti problemi prima elencati ai quali una risposta e una soluzione competente può avvenire attraverso i patronati. La mobilità che c’è a livello europeo è altissima. I problemi che si presentano nel corso della carriera assicurativa e lavorativa possono essere i più disparati. I nostri uffici hanno le competenze e i canali per poterli risolvere. Inoltre, spesso la burocrazia è poco comprensibile anche per chi parla correttamente una lingua. Noi siamo qui per aiutare anche in questo. Ed è uguale in quale lingua essendo presenti in tantissimi paesi del mondo. Siamo uffici di consulenza e tutela, nonché un punto di riferimento per tantissime persone che ci chiamano o contattano anche solo per sapere come muoversi.

C’è un ricambio generazionale anche nel vostro ambito lavorativo?

Sicuramente. La sottoscritta ha iniziato vent’anni fa, sostituendo colleghi, ormai in pensione da tempo e colleghi e colleghe che hanno iniziato da poco ed altri che andranno prossimamente in pensione. Perciò stiamo cercando personale per sostituirli.

Quali requisiti sono richiesti per accedere ad una formazione nel vostro settore?

La formazione avviene da noi nel momento in cui si è assunti. Non abbiamo ancora la possibilità di offrire un percorso di formazione professionale (Ausbildung).

Ospitate nei vostri uffici giovani italiani o di altre nazionalità che manifestano interesse per il vostro lavoro?

I nostri uffici hanno ospitato in passato giovani che avevano scelto di fare un’esperienza come servizio civile in Europa. Attualmente non vi sono richieste.

Quali sono gli aspetti positivi e negativi del vostro lavoro quotidiano?

Uno degli aspetti positivi del nostro lavoro è l’ampiezza del raggio di azione e la varietà delle richieste, anche se limitate al settore previdenziale. Lo studio e la soluzione dei casi sono sicuramente una delle note positive del nostro lavoro. Altro aspetto positivo è il continuo apprendimento. Il lavoro in un patronato non è sicuramente mai noioso. Tra i lati negativi vi sono: la grande frustrazione causata dalla lentezza burocratica di alcuni enti previdenziali e la mole di lavoro arretrato che si accumula. Però, anche se con ritardo, con un pizzico di ottimismo veniamo quasi sempre a capo delle soluzioni.

Per saper quali Patronati operano nelle diverse città della Germania, basta andare sul sito del Consolato della propria Circoscrizione. Per esempio: https://consstoccarda.esteri.it/it/; https://consmonacodibaviera.esteri.it/de/;

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