Parte dal numero di febbraio la nuova serie del Corriere d’Italia in collaborazione con il Consolato Generale a Francoforte

Abbiamo chiesto al Console Generale a Francoforte, Maurizio Canfora, di presentare ai lettori la nuova serie “Io ce l’ho fatta! Storie italiane di successi accademici e professionali in Germania”. Sarà, infatti, il Dr. rer. nat. Nicola Coronato, biologo, già ricercatore all’Università di Darmstadt e ora collaboratore del Consolato a Francoforte, ovviamente con tutt’altra mansione, a curarne una parte. Sarà il Dr. Coronato a mettere a disposizione i suoi contatti con il mondo della ricerca accademica, raccontando le biografie di giovani (e meno giovani) italiani impegnati negli istituti scientifici, nelle università e nei laboratori di ricerca industriale. La Redazione del Corriere, dal canto suo, metterà a disposizione per questa inedita iniziativa editoriale tutte le conoscenze e collaborazioni già in atto, soprattutto con gli operatori nella sfera delle scienze umanistiche. L’obiettivo comune? Lo spiega il Console Generale Maurizio Canfora: Sono molto grato all’editore del “Corriere d’Italia” Padre Tobia Bassanelli e alla Direttrice Licia Linardi per l’occasione che ci è data di presentare ai lettori la nuova serie dedicata alle biografie di nostri connazionali che hanno assolto in Germania – ed in particolare nella circoscrizione consolare di Francoforte- percorsi importanti nel campo scientifico.

I lettori devono sapere che la collaborazione tra il Consolato Generale e il Corriere d’Italia non è una novità. Da anni, infatti, la Redazione della “Mezz’Ora Italiana”, il programma radiofonico della Saarländische Rundfunk realizzato in collaborazione con il Consolato Generale a Francoforte, e la Redazione del Corriere d’Italia curano un folto scambio redazionale, con la realizzazione in comune di diversi servizi.

Le due storiche redazioni italiane in Germania, quella della carta stampata del Corriere d’Italia sin dagli anni cinquanta e quella radiofonica della Mezz’Ora Italiana in onda dall’ottobre del 61, sono diventate, per altro, “vicine di casa” con il trasferimento delle registrazioni radiofoniche da Saarbrücken a Francoforte, presso la sede dello Hessischer Rundfunk.

È stato proprio nel corso di una riunione di redazione congiunta, che il nostro redattore della Mezz’Ora Italiana, Pasquale Marino, ha rappresentato l’idea, che avevamo maturato da qualche tempo, di dare maggiore visibilità ai nostri connazionali che si sono professionalmente formati in Germania, assolvendo percorsi di studio e di ricerca ad alto livello. La “serie” curata dal Corriere d’Italia va a completare un percorso già avviato in Consolato Generale con i cicli d’incontri dedicati a scienza e medicina (“martedì della scienza” e “a colloquio con la medicina”), che hanno già ospitato ricercatori e scienziati italiani anche di fama internazionale.

Insieme con il Corriere d’Italia, ci siamo accorti però che poco era stato detto e scritto su quei giovani italiani di seconda e terza generazione, i quali nelle scienze umanistiche e naturali hanno raggiunto traguardi importanti e posizioni apicali.

La stessa cosa vale per coloro che in Germania si sono formati o che hanno qui perfezionato il loro addestramento professionale in età adulta. Eppure, questi nostri connazionali meritano tutta la possibile attenzione e anche la nostra ammirazione. Essi sono, infatti, modelli positivi d’identificazione e testimoni preziosi che l’integrazione è veramente riuscita e con successo in tutti gli strati e a tutti i livelli della società che ci ospita.

Vogliamo proporvi quindi le loro storie, mostrarvi i loro volti sul giornale e farvi sentire le loro voci alla radio. Storie, voci e volti che diventano importanti anche per i giovani che sono venuti da poco in Germania. Nonostante tutte le difficoltà, essi devono sapere che hanno la possibilità reale di dire anch’essi un giorno, e con orgoglio, “Io ce l’ho fatta!” Il nostro obiettivo è, pertanto, anche quello di favorire una vera e propria presa di coscienza sul valore aggiunto che gli Italiani residenti in Germania garantiscono al Paese che li ha accolti e dove ormai si sentono a casa. L’auspicio è che questo valore aggiunto in ogni campo trovi adeguato riscontro fra tutti gli amici tedeschi. Per questo motivo invitiamo i lettori del Corriere d’Italia a “fare pubblicità” e a diffondere la conoscenza di queste storie nei loro luoghi d’incontro e di lavoro, e tra i loro amici tedeschi.

1 commento

  1. mi piace molto la rubrica “io ce l’ho fatta” perche’ e`incoraggiante per i nuovi giovani appena arrivati in Germania. Inoltre e`da lodare la bravura e capacita`di molti italiani in Germania che non solo sono ben integrati nella societa`tedesca, ma svolgono un ruolo fondamentale e contribuiscono allo sviluppo del Paese. Vorrei segnalare anche mio figlio, Luca Tamburrini, nato il 07/10/1989 a Offenbach e residente a Francoforte fino al 2016 che ha conseguito la laurea in medicina a Marburg con brillanti voti. Lavora attualmente nel Policlinico di Mainz per conseguire la specializzazione di angiologo.
    Un caro saluto da Emanuella Fasciano

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