Dalle preoccupazioni per i tagli alle risorse nella manovra finanziaria alle problematiche evidenziate dal Cgie che riguardano la rete consolare e la promozione del ‘Sistema Paese’

Presso la sala stampa di Montecitorio, il Segretario Generale e alcuni esponenti del Comitato di Presidenza del Cgie hanno voluto portare all’attenzione, sia dei media e sia delle istituzioni, alcuni punti emersi nel corso dei lavori del CdP, tenutosi proprio in questi giorni alla Farnesina. La Camera dei deputati non è stata una location scelta casualmente, come ha voluto sottolineare lo stesso Segretario Generale del Cgie, Michele Schiavone, accompagnato dai Vicesegretari Silvana Mangione (per i Paesi anglofoni extraeuropei),  Mariano Gazzola (per l’America Latina), Giuseppe Maggio (per l’Europa e l’Africa del Nord), e dal membro del Comitato di Presidenza Gianluca Lodetti; è inoltre intervenuto il deputato del Pd Massimo Ungaro, eletto nella ripartizione Europa.

“Abbiamo volutamente richiesto di venire in questo luogo istituzionale – ha evidenziato Schiavone – proprio per sollevare ancor di più le problematiche che affliggono gli italiani nel mondo ossia per ragionare su alcune questioni di grande attualità, in un momento in cui il Paese deve trovare le risorse necessarie. Come Cgie abbiamo puntato in questi anni a vari progetti con convegni su temi specifici: dalla promozione della lingua e cultura italiana fino alla stampa e all’editoria di settore; poi il recente convegno sulle donne italiane e sull’emigrazione, nonché l’incontro con le autorità della Regione Basilicata per la promozione di ‘Matera capitale europea della cultura 2019’. Bisogna ragionare – ha proseguito Schiavone – anche sui riflessi che tutte queste attività hanno nelle nostre comunità all’estero, che devono rappresentare sempre un punto di riferimento e d’interlocuzione per il nostro Paese: essi sono cittadini a pieno titolo e rappresentanti dell’Italia nel mondo”.

Il Segretario Generale del Cgie ha sottolineato, inoltre, come ormai si tenda a parlare di ‘diritti globalizzati’, che sono stati tra l’altro argomento di discussione all’Onu a Marrakech, dove nei giorni scorsi oltre centosessanta Paesi hanno aderito al cosiddetto ‘Global Impact’ sui migranti. “Lì si parlava di sostenibilità e di diritti e il nostro Paese non era presente: un segnale negativo dal nostro punto di vista”, ha puntualizzato Schiavone preoccupato anche dai recenti dati Istat sull’ennesima fuga di laureati italiani, stimati intorno alle ventottomila unità. L’invito al Governo è dunque quello di dare un segnale di risposta concreto a questi allarmi, mentre l’auspicio sulla manovra finanziaria è che si possa intervenire in Senato per rivalutare quegli strumenti indispensabili alle comunità all’estero: lingua e cultura, promozione del ‘Sistema Italia’, sostegno alle politiche volte a mettere in moto quanto già intrapreso dal Cgie negli ultimi anni. Infine l’attenzione di Schiavone si è soffermata sul rischio della riduzione dei parlamentari eletti nella circoscrizione Estero, “considerando che già con diciotto parlamentari eletti all’estero siamo a una soglia sottostimata, in rapporto al numero sempre crescente d’italiani nel mondo”. Si è comunque al lavoro per il prossimo anno, con una programmazione che già prevede il Convegno dei giovani a Palermo e l’auspicata Conferenza permanente Stato-Regioni-Province autonome, oltre all’Assemblea plenaria del Cgie: un lavoro enorme, insomma, che rischierebbe di essere ridimensionato dai decurtamenti delle risorse nella manovra finanziaria.

Critico verso l’esecutivo è stato l’On. Massimo Ungaro del PD che ha parlato di “una scarsa attenzione da parte di questo Governo verso le istanze degli italiani all’estero, nonostante abbiamo un sistema di relazione tra i più sofisticati al mondo che, per questa ragione, ci viene invidiato dagli altri Paesi; la riduzione di fondi per i Comites e per lo stesso Cgie è uno sbaglio, perché a perdere saranno gli italiani all’estero per i quali si poteva fare di più con misure più semplici per favorire il controesodo, con una pianificazione nella promozione di lingua e cultura italiana e con l’esonero dal pagamento di tasse come l’Imu, la Tari e il canone Rai”, ha sottolineato Ungaro. Mariano Gazzola, Vicesegretario del Cgie per l’America Latina, ha invece fatto notare come “non sia giusto giudicare l’attenzione di un Governo su una problematica guardando solo ai fondi; questo Governo ha dimostrato attenzione con un atteggiamento di coinvolgimento e di consultazione verso il Cgie su temi quali il voto all’estero, oppure la legge sulla cittadinanza”, ha commentato Gazzola rilanciando anche il problema della crisi in Venezuela e di conseguenza in altri Paesi dell’America Latina, che vedono numerosi emigrati italo-venezuelani. Non ultimo è riemerso il disagio in cui sta operando una rete consolare sotto organico. Di nuovo Massimo Ungaro che ha segnalato come proprio sulla delicata questione venezuelana, sarà previsto un incontro il prossimo 10 gennaio alla Camera dei deputati.

Silvana Mangione, Vicesegretario per i Paesi anglofoni  extraeuropei, ha sollevato numerose problematicità partendo proprio dalla carenza dei finanziamenti per la promozione della lingua e cultura italiana. “In questo ambito l’Italia stanzia dodici milioni di euro, a fronte delle centinaia di milioni messe in campo da Francia e Germania; tutto questo nonostante l’italiano sia di fatto la quarta lingua più studiata al mondo, dove è stata spesso proprio la cosiddetta ‘italofonizzazione’ ad aver trainato tutto il ‘Sistema Italia’. Dalla scuola materna fino al liceo stiamo assistendo a una concezione imprenditoriale degli enti promotori dei corsi di lingua, con una tendenza all’autofinanziamento e all’autonomia propria, per integrare i contributi del Ministero non in linea con le necessità. Occorrono inoltre dei corsi bilingui e biculturali per le giovani coppie che emigrano, perché i bambini sentono l’italiano in casa ma poi lo perdono una volta all’esterno nella misura in cui fuori casa non acquisiscono la struttura della lingua madre”, ha evidenziato Mangione auspicando per il 2019 la realizzazione della Conferenza Stato-Regioni- Provincie Autonome – Cgie – che non si tiene dal 2009 – in quanto strumento importantissimo per il rilancio delle politiche a sostegno dei connazionali all’estero. Infine un pensiero è tornato al già menzionato rischio di riduzione del numero dei parlamentari eletti all’estero. Se ci sarà questa riduzione – ha invitato a riflettere Mangione – ci troveremo con un senatore, eletto in Italia, che rappresenta trecentomila abitanti e con un senatore, eletto all’estero, che d’italiani ne dovrebbe rappresentare a quel punto quasi un milione e mezzo. “Evitiamo di giungere a quel senso del distacco e del disamore: non possiamo essere considerati come una riga in fondo a un elenco di cose”, ha ammonito la Vicesegretaria.

Giuseppe Maggio, Vicesegretario per l’Europa e il Nord Africa, ha voluto puntare i riflettori su un altro modello: quello dell’Europa. “Occorre un progetto unitario, sul quale si sta già lavorando anche in prospettiva delle imminenti elezioni europee: si tratterà in realtà di andare a riprendere un progetto, mai attuato, che si chiama ‘Europa in Movimento’. L’obiettivo sarà quello di avere un nuovo organismo presso Bruxelles, ossia un’agenzia in grado di occuparsi dei venti milioni di individui in mobilità in tutta Europa e ai quali dovremo dare diritti e risposte per rafforzare il sentimento comune dell’Europa”, ha spiegato Maggio che non ha celato l’orgoglio di poter vedere il Cgie in un ruolo di protagonista in questo ambizioso progetto.

Gianluca Lodetti, del Comitato di Presidenza, ha tracciato un breve iter storico del fenomeno migratorio parlando di “uno stock d’italiani presenti da tempo al di fuori dei confini, con un forte aumento negli ultimi dieci anni e con nuove forme di mobilità; oggi abbiamo generazioni successive di cosiddetti ‘italici’ che hanno una loro connotazione ed esigenze particolari ed è importante tenerli legati al Paese. I flussi d’italiani che oggi si muovono costituiscono un vero esodo, di giovani e meno giovani, con dimensioni numeriche che fanno impallidire quelle degli immigrati che giungono da noi”, ha evidenziato Lodetti sottolineando come sia importante sensibilizzare le istituzioni sulle nuove migrazioni con servizi di orientamento e sussidiarietà, nonché con un’attenzione particolare ai frontalieri: per questi ultimi, sarebbe opportuno – secondo Lodetti – sviluppare un vero e proprio “statuto dei lavoratori frontalieri”.

Luigi Scaglione, consigliere della Regione Basilicata,  ha chiuso il dibattito sul ruolo che dovrebbero giocare proprio le regioni, parlando di “azioni per il turismo di ritorno” e della “necessità di un ponte per i giovani ricercatori che si formano fuori e che possono un giorno rientrare”. Non è mancata la preoccupazione per quanto esposto nei precedenti interventi, tanto che Scaglione è giunto a considerare la nomina di un Sottosegretario agli Esteri come Ricardo Merlo, con delega specifica, come un segnale che è stato sicuramente importante da parte del Governo; tuttavia il rischio è di non avere una futuribilità consistente per le politiche in favore degli italiani all’estero, stante le premesse emerse nel corso del Comitato di Presidenza del Cgie.

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