Nella foto: Mario Draghi. Foto di ©GIPCM

Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha dato le sue dimissioni ma il presidente Mattarella le ha respinte. E ora cosa succede?

Le dimissioni di Mario Draghi presentate al presidente Sergio Mattarella per il momento sono state respinte rimandando così una crisi di governo. La crisi politica però esiste e si è evidenziata al massimo con il voto di fiducia in Senato sul decreto Aiuti, dove il Movimento 5 Stelle si è astenuto dal votare.

L’attuale Governo esiste dal febbraio 2021, ed è stato formato in un periodo in cui l’Italia doveva affrontare alcuni problemi importanti come: la campagna di vaccinazione per il Covid e la stesura per il Piano nazionale di ripresa da presentare al Parlamento europeo per ricevere i circa 200 miliardi per far fronte alla crisi causata dalla pandemia.

Tutti i principali partiti sostennero il governo fatta eccezione di Fratelli d’Italia. Fin da subito le diversità tra i partiti diede inizio ad una serie di movimenti e mezze crisi spesso dovute al comportamento confuso della Lega.

Ma dopo più di un anno di governo è stato proprio il Movimento 5 Stelle a provocare la crisi attuale. Anche perché il partito stesso è in crisi già da vari anni. E per far fronte alle varie crisi del partito, tipo i sondaggi che andavano calando oppure i risultati deludenti alle elezioni amministrative, dopo svariati tentativi e difficoltà, la direzione del partito è passata a Giuseppe Conte.

Il neo presidente ha cercato in tutti i modi di ridare stabilità e credibilità al Movimento 5 Stelle riportandolo alle origini ma pur sempre mantenendo l’alleanza con il centrosinistra, cosa che realmente è mal riuscita.

Infatti, molti membri del partito sono stati sempre contrari a sostenere Draghi, e questa riluttanza con il passare del tempo è andata sempre più crescendo, in modo tale che il risultato delle amministrative a giugno e poi le difficoltà del presidente Conte, ha fatto sì che la situazione peggiorasse in modo da convincere Conte ad uscire dal governo.

Un altro punto importante che ha destabilizzato il Movimento 5 Stelle è stata la rottura con Luigi Di Maio. Quest’ultimo non trovandosi in accordo con Conte di votare in Parlamento contro l’impegno dell’Italia a favore dell’Ucraina, ha deciso di abbandonare il partito creando così insieme ai suoi seguaci, circa una sessantina, un nuovo partito “Insieme per il futuro”.

La crisi, già esistente da vari mesi, è arrivata al limite con il decreto Aiuti dove il Movimento 5 Stelle è stato molto critico e anche se in un primo momento sembrava superata, visto che Draghi si era mostrato conciliante alle richieste fatte da Giuseppe Conte, nel giro di pochi giorni le pressioni da parte del M5S erano aumentate.

Senza i voti del Movimento 5 Stelle, il governo avrebbe ottenuto ugualmente la fiducia parlamentare, ma Draghi ha dichiarato che con l’uscita del M5S sarebbe venuto meno il senso del governo. Situazione confermata anche dal segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, così come anche da Matteo Salvini della Lega.

Quindi Draghi ha dato le sue dimissioni, visto che senza il M5S il suo governo non aveva più senso di rimanere in carica, ma di sorpresa il presidente Mattarella le ha rifiutate.

E cosa succede ora? Per il momento la crisi di governo è stata rimandata di qualche giorno, in breve, saranno giorni di ipotesi e trattative varie e solo mercoledì prossimo vedremo se Draghi confermerà o no le sue dimissioni.

Solo allora il presidente Mattarella potrà decidere se sciogliere le camere e andare a votare a settembre, oppure incaricare qualcuno per cercare di formare un nuovo governo fino alle prossime votazioni nel 2023.

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