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Al termine di un anno arduo

Secondo il messaggio della cancelliera Merkel inviato all’inizio delle settimane di Avvento, abbiamo bisogno di “fare ancora uno sforzo”. Può ricordare un celebre film di Werner Herzog (1982) “Fizcarraldo” in cui Klaus Kinski fa la parte di un eccentrico colonialista amazzonico che costringe un’intera tribù di indios a trascinare la propria nave via terra in cima a un passo montano.

Pazienza, solidarietà e disciplina: citazioni a parte, sembra che stavolta stiamo per farcela. I Länder stanno già organizzando gli Impfzentren dove si inietteranno gratis i vaccini appena saranno a disposizione. Non ci manca molto, quindi, ma bisogna ancora aver pazienza e sopportare le nuove/vecchie restrizioni alle nostre libertà personali. Incontri in privato con amici o parenti sono limitati a 5 persone per volta. Questo limite non vale per i bambini sotto i 14 anni d’età. L’obbligo della mascherina è allargato a tutti i luoghi frequentati,alle vie con molto traffico pedonale, agli spazi immediatamente davanti ai negozi, ed ai parcheggi, particolarmente a quelli coperti. Anche il numero di clienti per negozio è nuovamente limitato, secondo la regola che dispone non più di una persona per 10 m² di superficie. Nei posti di lavoro le mascherine sono obbligatorie , a meno che la distanza minima di 1,5 m fra persona e persona sia garantita. Tutte le università e le scuole superiori resteranno chiuse fino a nuovo ordine. È da tenere comunque presente che queste regole non valgono dovunque nella stessa maniera, e che tutta la Germania è un mosaico di regolamenti particolari a livello locale, e si consiglia quindi ai lettori di andarsi ad informare ciascuno presso la propria autorità locale.

Se la situazione attuale della pandemia non è peggiorata dall’inizio di novembre ad oggi, non è neppure migliorata, e perciò qualsiasi abbassamento della guardia –temono le autorità sanitarie- può causare una pericolosa rottura degli argini. Perciò tutte le misure finora in vigore sono confermate fino alla data del 20 dicembre. Non che il 21 la situazione sia necessariamente migliorata, o il virus meno pericoloso: i politici si rendono conto che sarebbe vano e controproducente imporre alla popolazione di rinunciare a tradizioni plurisecolari. Perciò si limitano a lanciare paternali raccomandazioni: rinunciare ai contatti superflui, restare dentro casa, rinunciare ai viaggi. Nel periodo fra il 23 dicembre e il 1. gennaio 2021 è concesso allargare le cerchie private fino a 10 persone (esclusi dal conto, come sempre, i minorenni sotto i 14 anni). “Si raccomanda” di rinunciare ai fuochi d’artificio a Capodanno, che sono comunque proibiti nei luoghi pubblici. Ai datori di lavoro si raccomanda di considerare quanti collaboratori possano fare Home Office. Particolarmente interessante è l’iniziativa governativa ancora in discussione, di alleggerire di 5€ al giorno le tasse di quei lavoratori che fanno home office; ma ancora non c’è nulla di sicuro. Scuole e asili (Kindertagesstätten) resteranno aperti. Nelle zone con più di 50 nuove infezioni per 100.000 abitanti vale l’obbligo delle mascherine a partire dalla 7.ma classe. Però su questo punto i singoli Länder hanno la possibilità di fare deroghe o modifiche a seconda delle circostanze.

Nessuno si fa illusioni che la situazione migliori trascorse le feste. È assai probabile che il governo prolunghi le restrizioni ancora per tutto l’inverno. Ed inoltre l’IVA, con l’anno nuovo, ritornerà a salire dal 16% attuale al 19%, e dal 5% al 7%. Per chi si metta, a ragione, le mani nei capelli, inviamo un messaggio di speranza prenatalizio: a partire da metà dicembre dovrebbero cominciare le vaccinazioni di massa. Nel Land dell’Assia, ad esempio, si stanno allestendo ben 30 stazioni mediche a tal scopo. Naturalmente la vaccinazione di massa sarà gratis e non sarà obbligatoria. Sul sito internet della Bundesregierung si trovano estese informazioni in tedesco. Circa i vaccini che verranno iniettati, ci sono numerosi prodotti di diverse case farmaceutiche prossimi al traguardo della licenza. È straordinaria la rapidità con cui esse hanno lavorato, se si considera che di norma un prodotto farmaceutico impiega in media 8 anni tra la preparazione, lo sviluppo, la sperimentazione e la licenza di vendita sul mercato. Motivo per cui da diverse parti si sono sollevate fondate obiezioni sul risultato di questi procedimenti-lampo. “La gatta presciolosa fece i gattini ciechi” dice un vecchio proverbio, ma d’altro canto chi riuscirebbe a sopportare il lockdown per altri 8 anni?

Nel suo link informativo, il Governo Federale Tedesco ribadisce che “Sicherheit geht vor Schnelligkeit” la sicurezza ha la precedenza sulla velocità; ma come tutti gli slogan, nasconde dei problemi dietro la semplicità populistica della sua formulazione. Per esempio, di quale “sicurezza” qui si tratta? Che il vaccino abbia sicuramente un positivo effetto terapeutico, oppure che non abbia negativi effetti collaterali? Tra questi ultimi bisogna distinguere quelli a breve termine da quelli a lungo termine e questi, a loro volta, hanno bisogno di una sperimentazione lunga almeno un anno intero per essere effettiva. Gli stessi componenti dell’EMA ribadiscono la necessità di monitorare tutti coloro che hanno ricevuto il vaccino per la durata di almeno una anno. Non è ancora chiaramente stabilito se alla prima iniezione ne dovranno seguire altre a distanza di tempo, come è il caso anche per altri vaccini. Da questo punto di vista sono comprensibili le obiezioni perfettamente razionali verso il procedimento accelerato. Tra queste vogliamo citare solo quella del professor Andrea Grisanti, illustre scienziato nel campo della microbiologia, cattedratico all’Università di Padova e all’Imperial College di Londra, il quale durante un’intervista, alla domanda se a gennaio prossimo si sarebbe fatto vaccinare, ha risposto con un chiaro e secco no. In seguito egli ha chiarito razionalmente che la diffidenza era basata sul fatto che i dati sperimentali clinici erano stati bensì comunicati alle agenzie internazionali di controllo come l’europea EMA (con sede ad Amsterdam), ma non ancora pubblicati nella letteratura specialistica secondo la prassi scientifica. Comunque, a differenza della mascherina, la vaccinazione sarà facoltativa.

Dei 48 diversi prodotti che l’Organizzazione Mondiale della Sanità attualmente indica come sottoposti a test, alcuni sono presentati più avanzati o più promettenti. Le industrie che li producono sono rispettivamente l’AstraZeneca/Oxford, la BioNtech/Pfitzer e la Moderna Biotech. Alcune di queste sostanze appartengono a un gruppo particolare, quello dei nucleotidi che stimolano reazioni immunitarie. Cerchiamo di spiegarci più chiaramente: i vaccini classici usano iniettare delle sostanze proteiche per stimolare la reazione immunitaria del corpo.

Invece questi nuovi vaccini stimolano le autodifese del corpo iniettandovi segmenti degli acidi nucleici, più precisamente del messanger RNA, cioè dell’acido ribonucleico messaggero, una sostanza naturale che dentro le cellule fa continuamente la spola tra i cromosomi, dove sono registrati i caratteri ereditari sul DNA, e i ribosomi, dove essi vengono letti e convertiti in strutture proteiche.

Quindi, a differenza del DNA cromosomico, l’RNA messaggero non è stabile e dopo aver svolto la sua funzione si decompone, come un foglietto di appunti provvisori che finisce nel cestino. Perciò non c’è pericolo che esso si accumuli nel corpo come certe sostanze industriali, né che vada ad annidarsi nei cromosomi creando delle specie di replicanti da “Blade Runner”.

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