Nella foto: Nina Demitri e Silvana Gargiulo

Verso il sole della comicità: Nina e Silvana, ambasciatrici tragicomiche in tournée multiculturale

Le attrici sono soltanto due. La scenografia è costituita da baule, valigie ed alcuni abiti. I 90 minuti di recita al Teatro Forum di Stoccarda si sono basati sull’uso della lingua italiana in un contesto tedesco in cui si è inserito la lingua francese come elemento di disastro comunicativo.

Anche chi non capisce l’italiano non riesce a non ridere.

È la genuinità del rapporto linguistico che Silvana, mezza milanese e mezza napoletana, riesce a trasmettere con Nina, la svizzerotta.

Le due note attrici possono essere benissimo nominate “ambasciatrici” della lingua e cultura italiana in molteplici contesti linguistici: da quello germanofono a quello francofono, anglofono ispanofono e lusofono.

Infatti, lo spettacolo ha registrato un altissimo indice di gradimento anche in Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti , America Latina ed ovviamente nel Cantone svizzero dei Grigioni in cui si parla il romancio.

Ma come nasce “Disastro” che in sintesi e un intreccio di comicità, emozioni, passione e gioia?

Nasce davanti ad un bicchiere di vino con il regista Ueli Bichsel dopo le prove. Si scherzava sul fatto che c’era un disastro in scena.

La Svizzera è senza dubbio la nazione più poliglotta d’Europa se non del mondo. Che ruolo giocano l’italiano, il tedesco ed il francese?

La Svizzera ha 4 lingue ufficiali. Italiano, tedesco, francese e romancio. Con Silvana portiamo da più di 20 anni la cultura italiana napoletana…, parlando italiano e tedesco.. È una nostra prerogativa e il pubblico lo aspetta. L’italiano è una lingua che piace ed affascina, come l‘Italia e il cibo italiano ecc..

Sembra che lo spettacolo sia una sorta di promozione dell’apprendimento espressivo del tedesco attraverso l’italiano e non viceversa. C’è una strategia didattico-pedagogica alla base?

Non c‘è nessuna strategia. Lo spettacolo nasce attraverso improvvisazioni e parlando appunto la propria lingua. Abbiamo trovato una formula di comunicazione utilizzando oltre che l’espressione del corpo un mix di lingue attraverso la nostra realtà. Silvana parla poco tedesco ed io che sono quella che sa il tedesco/francese/spagnolo intollerante ad una Silvana molto Italiana.

Di regola in teatro vi è un canovaccio al quale attenersi e una regia che detta tempi, movimenti e modi della rappresentazione. Pare che voi due invece vi affidiate molto anche alla spontaneità . È dovuto al vostro affiatamento e al numero ristretto degli interpreti?

Il nostro stile si chiama „tragicomico“. I nostri spettacoli nascono da un idea e da improvvisazioni. Con il regista proviamo delle situazioni e delle idee. Attraverso le improvvisazioni troviamo poi la via maestra o filo conduttore. Esiste un piccolo canovaccio di partenza, un idea, un elemento scenografico, una visione e da lì partiamo.

Su che cosa poggia la vostra simbiosi?

Sulla nostra professionalità e specificità, nonché fiducia e rispetto del talento di ognuno. E poi ridiamo tanto!

Avete mai pensato di proporre questo vostro spettacolo alle Volkshochschulen, a scuole tedesche, agli Istituti italiani di cultura o ad altri enti operanti nel campo della promozione e dell’apprendimento dell’italiano come lingua straniera, lingua seconda o d’incontro di cultura europea?

Non specificatamente ad un discorso legato alla lingua. Ma sarebbe bello ed interessante.

Nina, quanto pesa essere figlia dello scomparso Jakob Müller in arte Dimitri, ritenuto essere certamente il più grande Clown della Svizzera e forse anche d’Europa?

Non mi pesa per niente perché per me è sempre stato una fonte d’ispirazione. Dimitri mi ha sostenuta sempre e diceva anche che io sono stata sovente ispirazione di alcuni suoi numeri, quando ero bimba. Io e Dimitri eravamo molto simili sulla comicità, ridevamo sempre tanto.

Tu prediligi, o meglio ami la musica sudamericana. Quanta ce n’è nel tuo nuovo spettacolo “Verso il sole”?

Io sono cresciuta con la musica sudamericana. Questa è la mia prerogativa. Nello spettacolo “Verso il sole“ c’è la contaminazione di musiche italiane, spagnole e ticinesi, come anche il tedesco, lo svizzero tedesco e l’italiano. Tre donne forti che fanno un viaggio nelle proprie culture attraverso racconti, canzoni e chiaramente comicità. Ognuna di noi porta la propria arte.

Nel 2019 sei stata duramente colpita da un tumore maligno. Ne sei venuta fuori in qualche modo?

Sì. Per fortuna è stato scoperto presto e abbiamo potuto attivarci subito. È stato un percorso lungo ma sono stata seguita e sostenuta dai dottori, amici e famiglia. La positività è fondamentale. Non abbattersi… ma lottare e trovare gioia in ogni condizione. La musica è stata determinante per la mia guarigione.

Hai temuto per la tua vita?

Sì. All’inizio è una doccia freddissima. Una notizia che ferma per qualche secondo il mondo. Tutto è silenzio.. è confuso.. solo tanti pensieri in un sol momento.. uno shock. Poi realizzi pian piano ed inizi tutto il percorso di recupero.

Sei anche “Ambasciatrice” di Comundo, un’organizzazione non governativa con sede a Lucerna. Di che cosa ti occupi?

Sono testimone dei progetti che sono in corso e do il mio contributo attraverso la mia musica. Sono stata recentemente a visitare progetti in Perù e in Bolivia. Comundo fa un grande lavoro di sostegno e sviluppo per molte popolazioni che sono in difficoltà. Un grande lavoro. Sono onorata di dare il mio contributo.

Quali sono i vostri “cavalli di battaglia” oltre a “Disastro”?

Abbiamo iniziato la nostra collaborazione nel 2009 con lo spettacolo „Concerto Rumoristico“ Un concerto molto speciale che ha girato per 10 anni nei teatri della Svizzera, Italia, Germania, arrivando a recitarlo 1000 volte circa. „Buon Appetito“ il secondo spettacolo ci ha visti in un ristorante con un cuoco napoletano (Silvana) e una gerente Svizzera un po’ rigida (Nina). Tra incomprensioni linguistiche e culturali e tra conflitti, lo spettacolo ti porta attraverso la musica e ricette ad una risoluzione quasi sempre di riconciliazione. „Musica al volo“ un viaggio musicale tra ricordi e racconti. „La famiglia Dimitri“.

Che posto ricoprono la comicità, il bel canto e la poesia?

Sono prerogative essenziali per creare spettacoli tragicomici. Unicità e completezza.

Qual è il rapporto fra verità e finzione?

I nostri spettacoli nascono sempre dal nostro vissuto. Ricordi, esperienze, cose belle, cose brutte ecc. Noi cerchiamo di attingere dalla nostra vita per portare la nostra personale verità sul palco, senza sofferenza e senza giudizio. Il pubblico fa il proprio lavoro sui i propri ricordi o esperienze che ha vissuto attraverso quello che vede, ma sempre con umore e ironia.

C’è o ci sarà qualcosa di nuovo in questo neonato 2024?

Tante idee, progetti e regie… ma intanto ci concentriamo sul nuovo spettacolo „Verso il sole“.

Avete già in calendario spettacoli in Germania?

Abbiamo delle date. Su www.ninadimitri.ch e su www.silvanagargiulo.ch Potete visionare tutta la tournée. Torneremo ovviamente anche a Stoccarda al teatro Forum 3 con la famiglia Dimitri. Vi aspettiamo.