La sostenibilità ambientale è in testa alle argomentazioni di chi sostiene l’opportunità di optare a favore di un’auto elettrica, soprattutto quando si tratta di traffico urbano. Sotto l’aspetto ingegneristico, l’auto elettrica non presenta problemi per l’economia tedesca, se non quello di provocare un ridotto fabbisogno di manodopera, che comunque non dovrebbe superare le centomila unità.

Un fattore non decisivo visto che la Germania ha già il problema di trovare all’estero almeno 400mila nuove forze di lavoro all’anno per neutralizzare l’effetto negativo del suo basso sviluppo demografico sul suo mercato del lavoro.

Di fatto, chi non dovesse aver difficoltà a trovare un lavoro nel settore automobilistico non avrà alcuna difficoltà nel trovarlo in un altro settore economico. A parte l’errore di aver investito troppo n casa e meno all’estero e quindi ad essere costretta a importare manodopera (leggi al riguardo le critiche di Helmut Schmidt), l’industria tedesca dovrà risolvere molti altri problemi dell’auto elettrica, come l’attuale mancanza delle infrastrutture per la ricarica delle batterie e la loro limitata autonomia, per non parlare poi dell’eccessivo tempo necessario per la loro ricarica.

A giudicare dall’attuale situazione stradale con auto sempre più grandi e sempre più assetate di benzina o di diesel si ha l’impressione che “VW & Co.” non abbia ancora chiare idee sulle caratteristiche di un’auto in grado di assicurare un miglior ambiente nelle grandi città del futuro.

L’hanno ben capito invece i produttori automobilistici asiatici, cinesi, giapponesi e sudcoreani che già oggi sono ben presenti sul mercato internazionale, pronti a lanciare una serie di auto, elettriche o ibride, certamente più rispettose dell’ambiente rispetto a quelle che saranno prodotte in Europa.

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