Il mese di febbraio, quest’anno, ci fa vivere due tempi che, apparentemente, sembrano contrastanti fra loro. La prima metà è dedicata al carnevale, con tutto ciò che esso comporta in divertimento, allegria, chiasso, ricerca di una maschera per sperimentare, almeno per qualche ora, l’identità di un altro… Nella seconda metà del mese, incomincia la quaresima, che ci invita al silenzio, alla riflessione, al rientrare in se stessi per scoprire la propria identità…

Potrebbero sembrare due opposti, in realtà entrambi dipendono dal come si vivono: il carnevale potrebbe portare lontani da se stessi, fino allo sbandamento, alla perdita del buon senso e della strada che conduce alla meta, la quaresima potrebbe portare alla chiusura in se stessi, senza vedere altro che il proprio io, sprofondando sempre di più nell’orgoglio.

Come fare a vivere entrambi nella giusta misura?

Dipende dal senso della vita, perché solo se decidiamo di vivere per Dio che è Amore, tutto può esser vissuto nell’armonia, nell’equilibrio, senza eccessi, senza stravaganze.

Ci si può divertire anche con delle modalità serene, non necessariamente provando il rischio e il piacere che conducono all’impoverimento del proprio essere anziché ad un arricchimento. Si potrebbe cogliere quest’occasione per domandarsi qual è la vera fonte della gioia e dell’allegria…

Così è per la quaresima: il mercoledì delle ceneri ci invita alla conversione e a ricordarci che dalla polvere veniamo e che in polvere ritorneremo. I 40 giorni ci vengono offerti proprio per ritrovare noi stessi e scoprire il piano di Dio su di noi, per aprirci ad un rapporto più profondo con Gesù, che intraprende il cammino verso il Calvario, e per allargare i nostri orizzonti verso i fratelli e le sorelle in necessità. Quindi non perdiamo tempo ad affannarci per accumulare, per fare carriera, per avere successo, sempre a discapito degli altri… Impariamo a godere del necessario, impariamo a condividere, cerchiamo di colmare il fossato che rende i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. La quaresima ci ricorda che passa la scena di questo mondo e tutto, prima o poi, dobbiamo lasciare. Non lasciamoci sfuggire questo tempo di grazia: se ci sentiamo la pecorella smarrita, permettiamo a Gesù di riportarci all’ovile; se ci sentiamo il cieco, chiediamo a Gesù di darci la vista; se ci sentiamo la peccatrice, lasciamoci guardare da Gesù che ci perdona e ci dona la vita nuova; se ci sentiamo come un tempio divenuto luogo di mercato, lasciamo pure che Gesù spazzi via tutto con la sua cordicella e ci renda casa di preghiera, da cui irradia amore per tutti; se ci sentiamo morti nello spirito, ascoltiamo il comando di Gesù di uscir fuori dalla tomba, liberandoci da tutte le fasciature che ci bloccano; se ci sentiamo il figliol prodigo, rientriamo in noi stessi e, con coraggio, torniamo a casa: il Padre ci attende!

Buon cammino!

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