Un pilastro importante della Quaresima, oltre al digiuno e all’elemosina, è la preghiera.

La frenesia della vita moderna, la routine quotidiana, i rumori, gli innumerevoli impegni più o meno necessari, non danno minimamente spazio al ritirarsi in disparte, fosse anche per mezz’ora al giorno, ad ossigenare lo spirito, a riprendere fiato, ad attingere alla sorgente di tutta la nostra esistenza la possibilità di sussistere nella realtà, di vivere la vita in pienezza.

Può essere semplice rinunciare a qualcosa da mangiare (dolci, bevande, carne, ecc.) e anche dare una piccola offerta al povero, ma trovare il tempo per “chiudersi nella propria stanza e pregare il Padre nel segreto” sembrerebbe – a dirla di molti – praticamente quasi impossibile. Non si ha il tempo!

Eppure, se per il corpo è indispensabile l’aria, anche per lo spirito è indispensabile la preghiera.

La preghiera è il respiro dell’anima e così come il corpo muore, se non ha la possibilità di respirare, altrettanto avviene dello spirito, vegeta.

È diventato una moda praticare lo yoga, considerato una forma di rilassamento e di distensione, ma poi è facile ritrovarsi interiormente, di nuovo, nella confusione.

Noi cristiani abbiamo il segreto per vivere sempre sereni, senza cadere nel cosiddetto stress…: vivere l’attimo presente, lì dove siamo, concentrati nell’azione che stiamo compiendo, elaborando un ritmo di vita equilibrato, senza eccessi di nessun genere e fissando anche un tempo di raccoglimento nella nostra stanza o in una chiesa o in un parco… nel posto che aiuta maggiormente a rientrare in se stessi e a cercare il rapporto con Dio.

La preghiera, infatti, è la nostra relazione viva con Dio, nel Nome del quale siamo stati battezzati, con ciascuna delle Tre persone divine: con il Padre, con Gesù, con lo Spirito Santo.

Gesù – riferiscono i vangeli – si ritirava spesso da solo a pregare il Padre, pur frequentando la sinagoga e il tempio, perché anche la preghiera personale ha il suo valore ed è indispensabile.

Per questo, in questo periodo di preparazione alla Pasqua, la liturgia ci invita alla preghiera personale, in vista di rinnovare le promesse battesimali e di partecipare pienamente al passaggio di Gesù dalla morte alla vita, esperienza possibile solo se viviamo un percorso di conversione.

Pregare è anche cogliere la presenza di Dio nella storia, a incominciare dalla nostra storia personale, per ringraziare dei doni ricevuti, per implorare aiuto nelle prove, per comprendere alla luce della fede le scelte da fare, per ricevere luce e correggere i limiti, per prendere coscienza degli errori e dei peccati commessi e, con umiltà, chiedere la misericordia e il perdono di Dio Padre, anche con una bella confessione.

Gesù pregava e ha anche insegnato a pregare. Ai discepoli, che dopo averlo visto pregare, chiedono: “Signore, insegnaci a pregare”, risponde: “Quando pregate dite così: < Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male>” (Mt 6,9-13). È una preghiera bellissima e perfetta, contiene le richieste fondamentali per la nostra vita, è anche definita la sintesi del Vangelo, perché contiene tutto il messaggio di Gesù.

All’inizio del cristianesimo era consegnata solennemente ai neofiti, cioè a coloro che si preparavano a ricevere il battesimo la notte di Pasqua, proprio perché diventando figli di Dio potevano rivolgersi a Lui chiamandolo Padre.

Il Padre nostro è la preghiera per eccellenza del cristiano, recitiamola spesso in questo periodo, cercando di penetrare nel significato profondo delle parole, magari informandosi su un possibile commento che può aiutare a comprendere meglio il senso anche per la vita di ogni giorno. La notte di Pasqua lo reciteremo con tutto il cuore!

E non dimentichiamolo mai: ce l’ha insegnato Gesù, le parole sono proprio sue, tradotte dall’aramaico.

Continuiamo il cammino quaresimale e… Buona Pasqua!

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