Il ruolo di un patronato è quello di tutelare i diritti individuali di qualsiasi cittadino presente sul territorio nazionale o estero. Ne parliamo con Luigi Brillante coordinatore degli uffici e dell’attività dell’Inca Germania

Che cos’è un Patronato?
L’INCA (Istituto Nazionale Confederale di Assistenza) è stato istituito nel 1945 dal sindacato confederale CGIL, per difendere i diritti dei lavoratori e per contribuire alla riforma della legislazione sociale e previdenziale. Il decreto legislativo del 29 luglio 1947 sancisce il riconoscimento giuridico degli Istituti di Patronato di assistenza sociale, definendone ruolo, compiti e modalità di funzionamento. Il Patronato quindi è un Istituto che offre assistenza e protezione ed è anche un ente benèfico per particolari categorie di persone che, in sua assenza, non saprebbero a chi rivolgersi per veder tutelati i propri diritti sociali e di lavoro. Il patrocinio, infatti, è gratuito. “I Patronati devono svolgere la propria attività in maniera gratuita e garantita per tutti I lavoratori” (art. 4 legge 152/2001). La funzione di assistenza e protezione dei patrocinati assume un valore ancora più significativo nei confronti degli italiani all’estero. L’Italia è tradizionalmente Paese migratorio, e il numero cospicuo degli italiani emigrati e le necessità di tutela e di rappresentanza – ed anche di comunicazione di dati e documenti da e verso l’Italia – rendono il ruolo dei Patronati ancora più prezioso. L’Inca Cgil, attualmente, è il primo patronato in Italia e all’estero per volume di attività: ogni anno sono oltre 5 milioni le persone che si rivolgono ad un Patronato in Italia e 600.000 all’estero.

Da quanto tempo lavori per il Patronato Inca?
Lavoro nell’ufficio di Francoforte del Patronato Inca dal 1989.

Qual è Il tuo ruolo nel Patronato?
Dal 1991 al 2015 sono stato direttore dell’ufficio di Francoforte. Dall’aprile del 2015, dopo il cambio della presidenza, ho assunto il compito di coordinatore degli uffici e dell’attività dell’Inca Germania.

Quali sono i campi in cui agisce un Patronato?
La nostra attività permette di superare barriere linguistiche che ancora esistono, contribuendo così alla veloce conclusione di tante richieste. Il nostro coinvolgimento facilita la reciproca comprensione, secondo i valori di equità e uguaglianza, solidarietà e coesione sociale, e la partecipazione attiva. I servizi offerti dal Patronato INCA includono:

– assistenza nei rapporti con gli enti previdenziali e con le strutture socio-sanitarie;

– tutela dei lavoratori del settore pubblico e privato per ogni tipo di pensione controllo delle posizioni assicurative;

– assistenza per i diritti alla maternità, malattia, disoccupazione;

– assistenza nella compilazione di domande per gli assegni familiari;

– sostegno al reddito in caso di ristrutturazioni aziendali o perdita del posto di lavoro;

– assistenza e tutela per contratti atipici;

– assistenza e tutela per infortuni e malattie professionali, cause di servizio ed equo indennizzo. I nostri uffici, in particolare, prendono contatto con le istituzioni competenti dei paesi in cui il mandante ha svolto attività lavorative (ad esempio l’ente pensionistico tedesco, l’ufficio di collocamento, il datore o ex datore di lavoro, la cassa malattia etc.) per acquisire tutti i dati necessari all’inoltro della richiesta di pensione. Il diritto pensionistico può essere così risolto e dare il via libera al conseguimento di una pensione adeguata. Siamo, inoltre, in grado di controllare e tutelare i diritti dei lavoratori anche quando questi si spostano da un paese all’altro nell’Unione Europea. Riceviamo inoltre le più svariate richieste di aiuto in tutti i campi della vita sociale e anche qui forniamo un primo orientamento e assistenza.

Come vi finanziate?
I Patronati ricevono un finanziamento pubblico attraverso un fondo specifico accantonato presso gli istituti di previdenza. Tale fondo è composto da una percentuale dei contributi versati dai lavoratori dipendenti annualmente. La quota percentuale è versata su un conto del Ministero del Lavoro che provvede a distribuire i fondi ai vari patronati. Tale finanziamento viene attribuito in misura proporzionale all’attività svolta – e verificata – a seguito di ispezioni del Ministero del Lavoro. Il finanziamento è accordato secondo un sistema “a punteggio”, che attribuisce punti per alcune tipologie di pratiche, non per tutte, e a condizione che la pratica abbia avuto un esito positivo. La quota percentuale – fino al 2015 pari allo 0,226% – con i tagli previsti dalla Legge di Stabilità è oggi pari allo 0,193%. Questo ha comportato che anche l’INCA in Germania negli ultimi anni ha subito dei grossi tagli di risorse finanziarie.

Quanti uffici Inca ci sono in Germania?
Gli uffici Inca in Germania sono nove e dal 1° gennaio 2018, con l’apertura dell’ufficio di Offenbach nella Langenerstr. 68, diventeranno dieci. Dal cambio di Presidenza del 2015 abbiamo aperto, in soli due anni e nonostante il taglio dei fondi, tre uffici nuovi.

Come avete fatto ad aprire tre uffici nuovi se, come hai appena detto, avete meno risorse finanziarie?
Diciamo che con grossi sacrifici abbiamo razionalizzato le risorse a disposizione. Abbiamo ridotto di molto le spese di viaggio e di rappresentanza. Inoltre abbiamo eliminato le spese per l’attività legale, che erano molto onerose, convenzionandoci con un legale esterno. Questi riceve da noi le pratiche legali e poi chiede, in base alla legge sui Patronati, direttamente all’utente il contributo che questi è tenuto a versare. La convenzione non ci costa niente.

Ultimamente i patronati in particolare sono stati oggetto di attacchi da vari settori della politica e della società, qual è la tua opinione in merito?
Gli attacchi e le critiche ai patronati sono obiettivamente comprensibili. I casi di corruzione e di cattiva gestione evidentemente sono un problema che l’opinione pubblica non può e non deve tollerare. Ciò nondimeno sono convinto che il lavoro svolto dai patronati in generale, e dal nostro in particolare, non debba essere oggetto di generalizzazioni perché ciò sarebbe ingiusto. I nostri collaboratori operanti in Germania sono persone qualificate e oneste che dedicano la loro professionalità alla tutela dei connazionali. Il lavoro svolto con serietà e rispetto dei ruoli da parte degli operatori Inca, in ottemperanza a quanto affermato dalla Costituzione che “i Patronati svolgono un servizio di pubblica utilità” sono, a mio parere, troppo importanti e significativi per venire compromessi dall’azione di alcuni individui.

Quali sono i problemi più frequenti degli italiani in Germania?
Molti connazionali, anche se residenti in Germania da tempo, non hanno alcuna conoscenza dei propri diritti e trovano nel Patronato un prezioso aiuto nei problemi che si verificano con i Job Center, gli uffici di collocamento, le casse mutue, o anche solo nella comunicazione di dati e/o richieste da trasmettere a questi enti. Frequente è la richiesta di assistenza di ogni tipo da parte delle persone anziane che, sempre più spesso, si trovano da sole in Germania. Negli ultimi anni, in particolare dal 2014, abbiamo potuto poi constatare un forte aumento del numero di italiani che si è trasferito in Germania. Questa recente emigrazione è caratterizzata da un lato dai c.d. “cervelli in fuga”, cioè da giovani laureati in cerca di lavori qualificati, dall’altro da persone, spesso anche nuclei familiari, in cerca di occupazione di qualunque tipo. Anche molti dei cosiddetti “cervelli in fuga” vengono nei nostri uffici per essere assistiti per informazioni varie come per esempio il controllo del contratto di lavoro, l’assistenza sanitaria e altro.Infatti non è facile per questa tipologia di emigrati riuscire a capire da subito il funzionamento del sistema tedesco. Molte persone, inoltre, arrivano in Germania senza avere idee chiare su cosa fare e a chi rivolgersi, spesso senza avere ancora una casa. Noi offriamo a queste persone un utile primo orientamento riguardo ai primi passi per cercare un lavoro o una casa. Occorrerebbe nel prossimo futuro potenziare la rete fra le varie associazioni e enti operanti in Germania per poter canalizzare meglio l’assistenza e gli aiuti. Un altro fenomeno recente riguarda gli anziani che arrivano in Germania assieme ai propri figli. Questi ultimi, infatti, li portano con sé per non lasciarli da soli in Italia.

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