Ambasciata di Berlino e Intercomites seduti a tavolino. Parleranno dei nostri servizi

Durante l’ultima riunione di ottobre a Berlino, tra Ambasciata e i Comites della Germania, è stato stabilito che sarà aperto un tavolo per discutere del miglioramento dei servizi consolari.

Sembra quasi che il nostro Intercomites non si sia accorto della storica portata della notizia diramata tra le righe del suo comunicato.

Eppure si tratta di una notizia che suscita non poca ammirazione, complimenti e soddisfazione nei confronti dei rappresentanti eletti nei nostri Comites, per essere riusciti finalmente a portare a un tavolo i gestori dell’amministrazione consolare in Germania.

Complimenti anche al nostro Ambasciatore d’Italia a Berlino, Pietro Benassi. Parlare dei servizi consolari con i rappresentanti eletti della collettività italiana è una mossa democratica, intelligente e priva di alterigia.

Vediamo il tavolo che, sembra, sarà così composto: per l’Ambasciata il Consigliere Susanna Schlein e il Consigliere Massimo Darchini (ora Console Generale a Stoccarda). Per l’Intercomites il suo Presidente Tommaso Conte e Calogero Ferro, Presidente del Comites di Francoforte.

È pertanto un tavolo tecnico. Tecnico poiché la Consigliera Schlein è stata, tra l’altro, già Console in uno dei vecchi consolati d’emigrazione a Saarbrücken e conosce a memoria la realtà dei servizi consolari. Massimo Darchini è Console Generale a Stoccarda e i servizi consolari li gestisce dalla mattina alla sera. Tommaso Conte, dal canto suo, è attivo da decenni nei rapporti tra Ambasciata, Consolati e Comites. Calogero Ferro? Tra le sue mani sono passati centinaia di passaporti, carte d’identità e certificati consolari quando per circa trent’anni è stato impiegato consolare, conoscendo a occhi chiusi la realtà dietro e davanti alla scrivania. Gente che sa il fatto suo. All’ordine del giorno? Speriamo che parleranno degli appuntamenti. L’obiettivo è di finirla con la storia del “non entri in consolato senza appuntamento”. Poi le Carte d’identità. Al momento gira la giostra attorno al documento tra utente, consolato e comune di domicilio. Obiettivo finale potrebbe essere l’introduzione del “silenzio assenso”. Il Consolato scrive al Comune: “Faccio la carta d’identità al tuo compaesano e se entro dieci giorni non mi segnali cause ostative, io stampo e buona notte”. E le carte per il matrimonio?

Speriamo che in futuro, chi si presenta in consolato (con appuntamento) e ha tutte le carte in regola, possa avere il certificato a vista, concentrandosi così finalmente sul ristorante, sugli invitati e sulla torta nuziale. L’assistenza sociale? Scarsa, molto scarsa. Sulla rete gli addetti ai lavori sono pochi. I problemi tra i residenti da vecchia data e i nuovi arrivati sono parecchi con tendenza a crescere. Anche qui urge l’invio di rinforzi. Il nostro Ambasciatore Pietro Benassi ha comunque già annunciato che l’uniformità dei servizi consolari sulla rete in Germania è un obiettivo condiviso. Allora? Allora buon lavoro e fateci sapere com’è andata a finire.

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