Con il suo „BAILA 25th – Under the Moonlight Tour 2026“, il Maestro reggiano regala tre ore di pura magia transalpina. La prossima fermata è la Germania.
C’è un momento preciso, durante il concerto di Zucchero Fornaciari, in cui i confini geografici sfumano del tutto per lasciare spazio a un’unica, sterminata terra promessa fatta di note calde, sudore e groove primordiale. Quel momento, alla Rockhal di Esch-sur-Alzette, si è ripetuto per quasi tre ore consecutive durante la tappa lussemburghese del trionfalissimo “BAILA (sexy thing) 25th – Under the Moonlight Tour 2026”. Davanti a un palazzetto completamente esaurito in ogni ordine di posto – specchio fedele di una comunità italiana vibrante e di un pubblico internazionale innamorato della nostra musica – il „Re del Blues“ ha dimostrato ancora una volta perché la sua arte non conosca barriere.
L’atmosfera all’interno della Rockhal era palpabile fin dal tardo pomeriggio. Un’attesa elettrica che si è trasformata in boato non appena le luci in sala si sono spente. La partenza dello show è affidata alla suggestiva e sacrale “Oh, Doctor Jesus”, un classico intramontabile che mette subito in chiaro le coordinate della serata. Zucchero sale sul palco avvolto nel suo immancabile cappello, sostenuto da una formazione che definire semplicemente „band“ sarebbe riduttivo: si tratta di una vera e propria orchestra del ritmo, una corazzata internazionale capace di oscillare tra la melodia emiliana e le sponde del Mississippi senza perdere mai un briciolo di autenticità.
Il concerto entra subito nel vivo con le venature funk-rock di “Spirito nel buio” e la trascinante “Music in Me”, brani che scaldano i motori di un pubblico già in piedi. La scaletta, sapientemente rimodellata rispetto alle primissime uscite della tournée, regala una perla dopo l’altra. Il lirismo di “La canzone che se ne va” e l’intensità poetica di “Menta e rosmarino” creano un ponte emotivo diretto con i cuori dei presenti, prima di esplodere nuovamente nella viscerale energia di “Partigiano reggiano” e nell’immancabile e provocatoria “Pene”.
La sezione centrale del concerto rappresenta un vero e proprio viaggio acustico e intimista. Zucchero si siede al centro del palco, creando un’atmosfera da club d’altri tempi. È qui che lo show tocca vette di assoluta poesia. L’esecuzione di “Un soffio caldo” spalanca le porte all’emozione profonda de “Il suono della domenica”, una gemma preziosa inserita nella scaletta con una precisione chirurgica. A seguire, la malinconica e potente “Nella casa c’era” fa da preludio a uno dei momenti più attesi e storici dell’intera serata: l’esecuzione di “Miserere”. Quando la voce originale del monumentale Luciano Pavarotti risuona nella Rockhal attraverso il maxischermo, un brivido collettivo attraversa l’arena. La fusione tra il graffio blues di Sugar e la classicità lirica del Tenore resta un miracolo artistico che il tempo non può scalfire.
Ma lo show di Zucchero è fatto anche di pause strategiche in cui la sua straordinaria band prende il controllo totale della scena, dimostrando un virtuosismo d’oltreoceano. Durante il momento in cui il cantautore si concede un breve respiro, i riflettori si accendono sulla straordinaria e carismatica background singer originaria di Trinidad e Tobago. La sua interpretazione di “Pana” – la vibrante versione italiana del classico di Tina Turner “Nutbush City Limits” – incendia la Rockhal con una potenza vocale devastante. La band prosegue la sua corsa travolgente con le note funk di “Say It” e il ritmo forsennato di “Honky Tonk Train Blues”, lasciando il pubblico letteralmente senza fiato.
Al rientro sul palco di Zucchero, il finale è una cavalcata trionfale senza esclusione di colpi. La tripletta d’apertura della volata finale è inaugurata dall’epica “Il volo”, seguita immediatamente da una monumentale esecuzione di “Diamante”, cantata a squarciagola dall’intera Rockhal in un abbraccio collettivo memorabile. Non c’è spazio per le pause: si viaggia dritti verso il delirio ritmico di “X colpa di chi?” e l’energia indiavolata di “Diavolo in me”, brani che trasformano definitivamente il palazzetto in una gigantesca discoteca a cielo chiuso. Per il gran finale, dopo un’ovazione incessante, Zucchero torna sul palco per regalare l’intramontabile bis di “Senza una donna”, sigillo perfetto di una serata indimenticabile.
Il trionfo in Lussemburgo è solo l’inizio di una grande estate di musica che vedrà il Maestro protagonista assoluto nelle principali Arene della Germania. Per i tantissimi connazionali residenti in territorio tedesco e per gli amanti del grande rock-blues, ecco le date imperdibili da segnare in agenda per le prossime settimane:
- 4 Giugno 2026 – Amburgo, Barclays Arena
- 5 Giugno 2026 – Berlino, Uber Arena
- 7 Giugno 2026 – Düsseldorf, PSD Bank Dome
- 9 Giugno 2026 – Lipsia, Quarterback Immobilien Arena
- 20 Giugno 2026 – Francoforte, Festhalle
- 21 Giugno 2026 – Monaco di Baviera, Olympiahalle
- 26 Giugno 2026 – Künzelsau, Würth Open Air
- 18 Luglio 2026 – Wolfsburg, Autostadt Sommerfestival
Zucchero ha dimostrato ancora una volta di essere il nostro ambasciatore musicale più internazionale e credibile. Chi ha avuto la fortuna di essere alla Rockhal porterà nel cuore una notte di luna piena e di blues purissimo; per tutti gli altri, la carovana di Sugar è pronta a conquistare le arene tedesche. Non perdetela.



























