L’associazione culturale italiana La Paranza nasce ad Augsburg (Baviera) per la verità già nell’ottobre del 2012 come semplice Compagnia Teatrale, debuttando con un pezzo di cabaret “I Re Magi napoletani” .
L’inaspettato successo spinge il fondatore Daniele De Filippis ad alzare il tiro e a proporre agli adepti di mettere in scena commedie napoletane, e non solo, da offrire ad un pubblico sempre più numeroso. L’apprezzamento porta la Compagnia ad “uscire” da Augsburg e a rendere partecipe del divertimento anche connazionali residenti a Ingolstadt, Ulm, Regensburg (Ratisbona) e Bamberg .
Il successo sconfina la Baviera grazie ad un particolare rapporto di reciproca stima e simpatia, nato con la Compagnia Le Maschere di Stoccarda, su piazza già da alcuni decenni. Nasce un patto di amicizia e di concreta collaborazione: La Paranza si esibisce nel capoluogo svevo-badense e Le Maschere ad Augusta (Augsburg).
Questa riuscita ed arricchente esperienza di scambio di “piazza” sfocia nel passato autunno nella realizzazione del Primo Festival del Teatro Italiano in Germania. Nella realizzazione 4 Compagnie si esibiscono ad Augsburg e 4 a Monaco. Il successo riscontrato è talmente allettante che spinge gli organizzatori a promuovere per il 2028 una Seconda Edizione del Festival.
Intanto il 20 giugno, alla presenza del nuovo Console Generale a Monaco di Baviera, Fausto Panebianco, La Paranza festeggia i suoi primi 10 anni di Associazione registrata all’Albo della Associazioni del Comune di Augsburg, occasione importante per dar voce a diversi attori, impegnati nella realizzazione delle diverse proposte in programma.
Daniele De Filippis, presidente-fondatore, anima e regista de La Paranza, ci sottolinea così la necessità di differenziare la loro proposta culturale in terra bavarese:
La caratteristica che più distingue La Paranza e.V. dalle altre associazioni italiane in Germania è la sua identità esplicitamente culturale e interculturale, non legata a un territorio d’origine specifico né a un orientamento politico. La Paranza non si limita a “riprodurre” l’italianità all’estero, ma la mette in dialogo con la cultura tedesca e con le altre comunità presenti ad Augsburg. L’obiettivo non è solo quello di mantenere le tradizioni, ma anche di creare scambio e contaminazione culturale.
La Paranza nasce come gruppo di cabaret debuttando nel 2013 con “I Re Magi napoletani”. Grazie all’inaspettato grande apprezzamento del pubblico, la compagnia si consolida come entità e individua nel coinvolgimento di italiani e tedeschi la sua linfa vitale. Che cosa cambia o è cambiato nella proposta culturale?
Marciano Nino – scenografo
Quando La Paranza debutta nel 2013 con I Re Magi napoletani, l’obiettivo principale era far ridere, creare un momento di leggerezza e di riconoscimento tra italiani ad Augsburg. Il successo inatteso dello spettacolo, però, rivela qualcosa di più profondo: il pubblico — italiano e tedesco — risponde non solo alla comicità, ma alla narrazione culturale che la compagnia porta in scena.
Da lì nasce un cambio di prospettiva. La comicità resta un tratto identificativo, ma si affianca a testi teatrali, performance, letture sceniche e progetti che esplorano temi sociali, linguistici e interculturali.
Quale trasformazione ha dovuto operare la Compagine per poter arricchire l’offerta culturale, non più limitata alla sola recita?
Umilio Greta – Direttrice di scena
La trasformazione principale è stata passare da un gruppo che “mette in scena uno spettacolo” a una struttura capace di progettare, produrre e condividere contenuti artistici diversificati. Con musica, ballo e cucina, La Paranza è cresciuta velocemente in diversi ambiti e questo ha richiesto un cambiamento sia organizzativo sia creativo. Oggi ogni area dell’associazione ha un proprio responsabile, che dialoga in modo costante e strutturato con il direttivo, garantendo coordinamento, continuità e una visione condivisa dei progetti. Io per esempio sono la direttrice di scena per i nostri spettacoli, per cui mi occupo di allestire il palco in ogni dettaglio; è un gran lavoro, ma mi dà anche tanta soddisfazione!
Che cosa vi ha spinto a registrarvi come Kulturverein all’Albo delle Associazioni tedesche della Città di Augsburg?
Milighetti Giulio – giochi e magia
La decisione di registrarsi come Kulturverein non è stato un atto formale, ma un passo naturale per la crescita dell’associazione. Ci siamo accorti che La Paranza non era più soltanto un gruppo teatrale: era diventata una presenza culturale attiva nella città con progetti, collaborazioni e un pubblico sempre più ampio. La registrazione ha risposto a tre esigenze fondamentali: diventare un’associazione riconosciuta per essere riconosciuti come promotori culturali, partecipare a reti, tavoli e iniziative promosse dal Comune e dialogare con istituzioni, scuole, teatri e associazioni con maggiore legittimità.
In altre parole, ha dato alla Paranza una voce più forte nel panorama culturale locale.
Chi sono gli artefici della nuova proposta che con un “fil rouge” riescono a legare e ad entusiasmare un pubblico sempre più vario per età, estrazione sociale ed appartenenza linguistica e culturale?
Bombaci Francesca – Pubbliche relazioni
Nel corso degli anni le persone si sono avvicinate a noi con delle idee, a volte con proposte di collaborazione, a volte con progetti ben strutturati. Da questo movimento sono nate quasi tutte le nuove iniziative della nostra associazione; dai corsi di cucina siamo passati alla Masterclass di Pizza Napoletana; con la musica classica abbiamo collaborato con la spanische Ballett Schule di Augburg; insieme alla VHS proponiamo degli Speed Coffee mensili per incoraggiare l’incontro linguistico tra italiani e tedeschi. Inoltre la Dante Alighieri di Augsburg ci supporta in tutte le nostre attività, collaborando in progetti dedicati alla legalità, alla letteratura italiana contemporanea e classica, accompagnandoci in vernissage, presentazioni artistiche ed eventi culturali che hanno ampliato il nostro pubblico e arricchito la nostra proposta.
Chi sono i vostri “specialisti” di musica, danza, cucina, promotori ed organizzatori anche di visite guidate alla città?
Sigillò Antonio – Vicepresidente, attore e rappresentante Sezione musica
Ti faccio solo alcuni nomi: Roberta Pisaniello è la nostra esperta di danze popolari. Lei e le sue ragazze si esibiscono anche alla nostra festa dei 10 anni dell’Associazione. Alessandro Lazzarini è un tenore che collabora stabilmente con La Paranza, portando nei suoi progetti la sua esperienza vocale e la sua sensibilità artistica. La nostra guida ufficiale è Livia Arena-Schönberger, che rende ogni visita un’esperienza culturale ricca e coinvolgente. E poi ci sono anch’io che mi occupo di cantautorato d’autore; Vincenzo Viscusi che è il nostro esperto per le masterclass di pizza, Fabio Nardelli che è il nuovo responsabile del gruppo “Cucina”, Giulio che si occupa delle serate con giochi e organizza anche dei corsi di magia per grandi e piccoli…insomma offriamo molteplici attività, soprattutto grazie ai tanti altri soci che rendono possibile tutto questo!
Con quali proposte riuscite ad entusiasmare anche ragazzi del Maria-Theresia-Gymnasium?
Balletta Barbara – Responsabile per rapporti con scuole
I ragazzi del Maria-Theresia-Gymnasium rispondono con entusiasmo a proposte che uniscono teatro partecipativo e lingua italiana, vissuta in modo creativo. Non mancano temi vicini alla loro quotidianità, con esperienze che ci permettono di accompagnarli in viaggi studi come a Napoli, a conclusione di un laboratorio su questa città.
Qual è il vostro rettangolo di gioco? Solo Augsburg e dintorni?
Viscusi Vincenzo – Sezione Masterclass Pizza
Augsburg è il cuore dell’attività della Paranza, ma non il suo confine. La Paranza oggi è ospite regolarmente a Stoccarda, Bamberga, Ingolstadt, Regensburg, Monaco, Wolfbsurg e nell’autunno 2026 sarà a Bologna e Milano! Insomma, più che di un rettangolo di gioco si tratta di una vera e propria mappa culturale in continua espansione, che segue le persone, le collaborazioni e le opportunità di dialogo interculturale. La Paranza non si muove per “territori” ma per relazioni: ovunque ci sia un pubblico curioso, una scuola interessata, un’associazione aperta allo scambio, lì nasce una nuova esperienza e di conseguenza un nuovo punto sulla nostra geografia artistica.
La nostra scena non ha confini rigidi: è un percorso itinerante, un viaggio che porta la cultura italiana — e il suo spirito giocoso, teatrale, musicale — in città diverse, dentro e fuori la Germania, costruendo ogni volta un nuovo ponte tra comunità.
Come reagisce la comunità italiana? Avete un vivaio da cui attingere forze nuove?
Nardelli Fabio – Responsabile Gruppo Cucina
La comunità italiana reagisce con grande affetto e partecipazione. Molti vedono nella Paranza un luogo dove ritrovare lingua, tradizioni e senso di appartenenza.
Ma è anche un’occasione per condividere tutto questo con amici tedeschi e internazionali.
Quanto al vivaio: sì, esiste. Ogni anno nuovi italiani — studenti, famiglie, giovani professionisti — si avvicinano all’associazione, portando energie fresche. E non solo italiani: anche tedeschi e persone di altre nazionalità entrano a far parte dei progetti, arricchendo ulteriormente il gruppo.
Passione e caparbietà è il vostro binomio vincente?
Cabrele Silvio – Cineforum
Assolutamente sì! La Paranza è nata da un atto di passione e si è consolidata grazie alla caparbietà di chi ha creduto in questo progetto! Passione e caparbietà sono il motore che ha permesso all’associazione di crescere, reinventarsi e restare fedele alla propria missione.
Qual è il messaggio che scaturisce dalla vostra decennale esperienza di forieri della lingua e cultura italiana in terra svevo-bavarese?
De Filippis Daniele – Presidente-fondatore
Il messaggio è semplice e potente: la cultura è un ponte che funziona sempre, ovunque e con chiunque. In dieci anni La Paranza ha dimostrato che: l’italiano può essere amato anche da chi non lo parla e che l’arte può superare ogni barriera linguistica.
Il successo e lo sviluppo della poliedricità del ventaglio dell’offerta è nella famosa massima.
Tutti per uno e uno per tutti. Per questa speciale ricorrenza dei 10 anni abbiamo ritenuto doveroso coinvolgere più voci per una vera ed autentica coralità.



























