Nella foto: I mirabellesi insieme a don Marco Casella, Giovanni Ferro sindaco, Mons. Calogero Peri, don Marek Kluh. Foto di ©SDA FotoVideo Production

La comunità italiana di Calw festeggia la Madonna delle Grazie

La comunità italiana di Calw ha celebrato la festa della Madonna delle Grazie, la patrona della Comunità Cattolica Italiana di Calw e di Mirabella Imbaccari (CT), una devozione che risale al 1610. Si tratta di un evento che testimonia la cultura, la devozione e le tradizioni italiane, grazie all’organizzazione delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania. La città di Calw è stata rappresentata dal sindaco Florian Kling e ospita oltre 6.500 residenti di Mirabella Imbaccari, iscritti all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero).

Le città “italo-tedesche” di Calw e Mirabella Imbaccari hanno siglato un gemellaggio grazie al flusso migratorio iniziato negli anni ‘60. Questa celebrazione è un’occasione per rinsaldare i legami tra le comunità italiane all’estero. La celebrazione eucaristica è stata presieduta da S.E. Rev.ma Mons. Calogero Peri, vescovo della diocesi di Caltagirone, e hanno partecipato numerosi sacerdoti, tra cui don Marco Casella, parroco della comunità gemellata di Mirabella Imbaccari, don Paolo Politi, parroco mirabellese della comunità di San Cono, don Giorgio, che ha guidato a lungo la comunità italiana di Calw, e don Marek Kluk, nuovo parroco della comunità italiana di Calw. Erano presenti anche autorità civili, tra cui il console generale d’Italia a Stoccarda, Dott. Massimiliano Lagi, il sindaco di Mirabella, Giovanni Ferro, e Aldo Bozzella, vice presidente del consiglio pastorale della comunità italiana di Calw.

Mons. Peri ha condiviso il suo profondo legame con la comunità italiana di Calw, sottolineando l’importanza delle relazioni e della condivisione di esperienze tra le comunità italiane all’estero. “Oggi ripensando a questa mia ripetuta visita, questa città, queste persone, questi amici, mi sono reso conto che dal 2011 (eccetto due o tre anni tra causa Covid e impedimenti) sono venuto tutti gli anni…” dice Mons. Peri “…e devo dire, fin dall’inizio, ho sentito tante cose e non solo il calore e l’affetto di chi ti accoglie ma anche la nostalgia di persone, alcune che hanno dovuto in un certo senso essere costretti dalla ricerca del lavoro, dalla ricerca di un futuro a lasciare la loro terra, la Sicilia nonostante l’amore e l’affetto. Da quel momento si è creato davvero un feeling, un rapporto molto bello, intenso. Qui ho conosciuto tantissime famiglie e momenti belli. Ho partecipato alle gioie e ai dolori di questa comunità”, ha detto Mons. Peri. “Nel nostro Paese sembra una cosa normale, una festa patronale, il coinvolgimento di tutta la città e amministrazione, espressioni ed esperienze che in una convivenza cittadina si possono vivere. Mentre in terra tedesca, sembra invece un’esperienza in un contesto molto più ampio. Qui si tratta più di una testimonianza in una città che ha una sua impostazione, una sua visione della vita, del mondo e della realtà e quindi penso che è molto significativo chiedersi quale tipo di messaggio e volto diamo del cristianesimo, come gli altri ci leggono e ci interpretano, come sentono e avvertono la nostra presenza? Ecco perché si spostano dei sacerdoti, la comunità, il sindaco, il vescovo, perché anche in questo territorio si tenta di mostrare che i cristiani hanno un messaggio da donare. Per questo credo che ci siano delle differenze di emozioni. Quello che ci unisce però è che in Italia come qui in Germania, vogliamo che la luce di questa esperienza possa guidare e illuminare sempre i nostri passi, soprattutto nei momenti di difficoltà, quando il cammino si fa buio, quando ci sono delle incertezze, quando per davvero il futuro si fa vago come quello in cui stiamo per vivere e nel quale sappiamo che ci sono tante ombre”. Mons. Peri ha anche menzionato l’importanza dell’ecumenismo e della luce di Gesù Cristo nell’attuale contesto mondiale.

Durante i tre giorni di celebrazione, sono state organizzate diverse attività, tra cui la meditazione del rosario, l’unzione degli infermi e momenti di riflessione sulla fede e la vita. La comunità mirabellese ha partecipato in gran numero, dimostrando l’importanza di mantenere vive le tradizioni e la devozione anche lontano dalla propria terra d’origine.

Il console generale d’Italia a Stoccarda, Dott. Massimiliano Lagi, ha elogiato l’evento come un momento di unione e festa per la comunità italiana di Calw e dei dintorni.

Don Marco Casella, parroco di Mirabella Imbaccari, ha sottolineato l’importanza della fede e della benedizione divina attraverso la festa della Madonna Maria SS. delle Grazie.

Giovanni Ferro, sindaco di Mirabella, ha evidenziato l’impegno continuo nel mantenere viva questa tradizione, sottolineando quanto sia importante trasmettere le tradizioni e le devozioni alle nuove generazioni. “Questo gemellaggio che è nato fra la nostra chiesa Maria Santissima delle Grazie e la chiesa di St.Josef di Calw, è qualcosa veramente che supera la normalità. Soprattutto perché questa festa celebrata dopo un mese esatto perché noi, nel mese di agosto, la celebriamo proprio nel comune di Mirabella Imbaccari torniamo qua a Calw dove la nostra Madonna Maria SS. delle Grazie, la nostra protettrice esce fuori per benedire i suoi concittadini che magari non hanno avuto la possibilità nel mese di agosto di tornare per le ferie. Noi siamo qua come istituzione, dobbiamo mantenere il nostro impegno. L’impegno che dobbiamo mantenere noi, a fianco della comunità cattolica, è quella di trasmettere queste grandi tradizioni alle nuove generazioni perché, solo se riusciamo a trasmettere queste tradizioni e devozioni alle nuove generazioni, sicuramente le nostre radici saranno sempre più forti. Quel filo che lega la comunità che vive in Germania, con quella che vive a Mirabella Imbaccari, sarà più forte e robusto e ci legherà sempre, e questo non può che far bene a tutti i mirabellesi residenti a Calw, nel mondo e perché no, a tutti gli italiani che vivono in Germania”.

Il nuovo parroco di Calw, don Marek Kluk, ha sottolineato il legame speciale tra le parrocchie gemellate e l’importanza di mantenerlo vivo. “Quello che per me è importante è tenere sempre vivo e fortificare questo legame tra le parrocchie gemellate. Cercherò di tenere conto di non perdere la vicinanza a questo legame che è bello e importante soprattutto perché è la Madonna Maria SS. delle Grazie che unisce questa gente”.

Infine, Aldo Bozzella, V.P. del consiglio pastorale della comunità italiana di Calw, ha condiviso la sua storia personale di emigrazione e la sua dedizione a celebrare la festa della Madonna delle Grazie a Calw. “Sono in Germania dal 1965 e di chiesa ne sapevo poco. Nell’83 ho conosciuto il missionario di allora e l’assistente sociale Cisco Berardo e da quel giorno è incominciata la mia vita spirituale nell’allora Missione cattolica. Avevo appena tredici anni e non sapevo cosa significava essere all’estero. Per me l’estero era l’andare a lavorare, non andare a scuola. È stata una vita travagliata tra lavoro e trasferimenti, da Calw al Lago di Costanza, a Ravensburg e ritorno a Calw. Nel ’76 ho conosciuto mia moglie, e fatta la “fuitina”, ci siamo sposati. Ho due figli e quattro nipoti, mi sono integrato bene…” segue il racconto Aldo, “Dal 1985, d’accordo con il missionario di allora e tanti connazionali, molti ormai scomparsi, abbiamo incominciato a festeggiare la festa della Madonna Maria SS. delle Grazie a Calw, non potendo scendere a vederla a Mirabella, perché le ferie scolastiche non combaciavano con la festa che cade alla quarta settimana di agosto. Legati dal profondo credo allora, lo abbiamo fatto a Calw e i primi quattro anni con una figura. Nel 1989, padre Iurato della comunità di Mirabella e l’allora sindaco Filippo Siciliano, ci portò un bellissimo dipinto a olio, fatto dalla pittrice Ida Pace e lo tenemmo per vent’anni. Dopodiché, padre Angelo Gerardi di Mirabella Imbaccari, ci portò una copia della nostra Madonna e il dipinto a olio che è ben custodito. Il resto è storia”.

Questa testimonianza sottolinea l’importanza della fede, delle tradizioni e delle relazioni umane che uniscono le comunità italiane all’estero e la loro volontà di condividere la cultura italiana anche in terre straniere.

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