Dal voto all’estero ai servizi consolari, dalla lingua italiana alla rappresentanza: il Comitato di Presidenza prepara l’Assemblea plenaria di maggio rilanciando il ruolo strategico delle comunità italiane fuori dai confini nazionali
Tre giorni di lavori intensi alla Farnesina per tracciare le priorità delle comunità italiane nel mondo. Dal 24 al 26 marzo il Comitato di Presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) si è riunito a Roma con un obiettivo chiaro: rafforzare la partecipazione democratica, migliorare i servizi ai connazionali e consolidare il ruolo strategico degli italiani all’estero nel sistema Paese.
L’incontro ha rappresentato una tappa preparatoria fondamentale in vista dell’Assemblea plenaria prevista dall’11 al 15 maggio, durante la quale le linee politiche discusse saranno tradotte in proposte operative.
Al centro dei lavori il confronto con le istituzioni. La sottosegretaria agli Affari Esteri Maria Tripodi ha illustrato la Relazione di Governo, mentre il direttore generale per i Servizi ai cittadini all’estero e le Politiche migratorie della Farnesina, il ministro plenipotenziario Silvia Limoncini, ha fatto il punto sulla situazione dei connazionali nelle aree segnate da crisi internazionali, con particolare attenzione al Medio Oriente e ad altri contesti geopolitici complessi.
È emerso con forza il ruolo fondamentale della rete diplomatico-consolare, chiamata a garantire tutela e assistenza ai cittadini italiani, inclusi i casi più delicati come quelli dei detenuti all’estero.
Uno dei temi più discussi è stato quello del voto degli italiani residenti fuori dai confini nazionali, all’indomani della recente consultazione referendaria. Il contesto internazionale instabile ha reso più complesse le operazioni di voto per corrispondenza, rafforzando la convinzione condivisa della necessità di migliorare sicurezza, affidabilità e trasparenza del sistema elettorale, con l’obiettivo di accrescere fiducia e partecipazione.
Lo sguardo è già rivolto alle elezioni per il rinnovo dei Com.It.Es., previste entro il 2026 e sostenute da uno stanziamento di 14 milioni di euro. Il Comitato di Presidenza ha avviato un primo confronto tecnico con la Direzione generale competente per individuare soluzioni capaci di contrastare l’astensionismo e favorire una più ampia partecipazione. Tra le proposte discusse, la semplificazione della raccolta firme per la presentazione delle liste e l’introduzione di modalità più flessibili di autenticazione, adattate ai diversi contesti geografici delle comunità italiane.
Ampio spazio è stato dedicato anche ai servizi consolari e alla digitalizzazione. Con Enrico Vattani, responsabile informatico della Direzione generale per le questioni cibernetiche e l’innovazione tecnologica del MAECI, si è discusso delle misure per rendere più efficiente e sicura la piattaforma Fast-It, strumento ormai centrale nel rapporto tra cittadini e amministrazione consolare. Nel dibattito è emerso inoltre il problema dei ritardi di molti Comuni italiani nella trascrizione degli atti di stato civile, questione che sarà affrontata anche con il Ministero dell’Interno.
Tra i dossier aperti figura anche la recente pronuncia della Corte Costituzionale in materia di cittadinanza, i cui effetti saranno valutati una volta pubblicata la sentenza e avviato il conseguente confronto parlamentare.
Un capitolo particolarmente rilevante ha riguardato la promozione della lingua e della cultura italiana all’estero. Dopo il ritorno della competenza alla Direzione generale per gli italiani all’estero, è prevista l’istituzione di un tavolo di lavoro operativo volto a migliorare il coordinamento tra istituzioni, enti gestori e reti associative. Il CGIE ha ribadito che lingua e cultura rappresentano strumenti essenziali per rafforzare identità, appartenenza e legame con le nuove generazioni di italiani nel mondo.
Sul piano economico e sociale prosegue inoltre la collaborazione con il CNEL, con cui il CGIE sta sviluppando uno studio sul contributo economico delle comunità italiane all’estero. L’obiettivo è fornire al legislatore dati concreti per riconoscere pienamente il valore strategico della diaspora italiana, non solo sotto il profilo culturale ma anche produttivo e imprenditoriale.
Durante i lavori sono state rilanciate le interlocuzioni con esperti provenienti da ministeri, enti pubblici, sistema produttivo e mondo dell’informazione, per sviluppare progettualità condivise su innovazione digitale, politiche migratorie, servizi consolari e incentivi al rientro in Italia.
Il 2026 assume inoltre un forte valore simbolico per la rappresentanza degli italiani all’estero: ricorrono infatti i 40 anni dei Com.It.Es., i 35 anni del CGIE e i 20 anni della Circoscrizione Estero. In questo contesto è stato firmato un protocollo d’intesa con il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana (MEI), presieduto da Paolo Masini, con l’obiettivo di valorizzare la memoria storica dell’emigrazione e costruire una narrazione condivisa della diaspora italiana.
Il Comitato di Presidenza ha infine espresso apprezzamento per la collaborazione con la Direzione generale per gli italiani all’estero della Farnesina, riconoscendone l’attenzione verso le esigenze delle collettività italiane nel mondo.
I lavori hanno rappresentato un passaggio decisivo verso l’Assemblea plenaria di maggio, chiamata a trasformare analisi e confronti in azioni concrete. Il messaggio emerso è chiaro: gli italiani all’estero non sono una realtà marginale, ma una componente viva, dinamica e strategica per il futuro dell’Italia.



























